Editoriali
QUESTO PORCO MONDO
09 luglio 2005 | Franco Bonaviri
Londra, 7 luglio 2005, ore 8.51, la prima esplosione, seguono le altre...
Già possiamo immaginarli. Seduti davanti alla tivù a godersi lo spettacolo.
Gli scenari di orrore che sono seguiti agli attentati londinesi avranno riempito di entusiasmo i fautori del male.
Eâ un male assoluto. Un male indegno. Un male che urla e chiede maledizioni.
Perché Dio non li porta via con sé, insieme a tutti i malfattori di questa terra?
Perché Dio li lascia agire indisturbati?
Perché continuare a subire ancora il grande oltraggio del Male?
La risposta forse non sta nella bestemmia, non sta nellâurlare a Dio chiedendo ragione di quel Male che ci invade.
Il male a cui assistiamo è nostro, sta dentro di noi. Ne siamo noi gli artefici.
Lui, quel Dio vecchio e scornato assiste soltanto, da lontano, e vede. Chissà se si indigna.
Allah â come lo chiamano certuni - sarà pure grande, ma intanto resta annichilito dallâorrore. Anche lui sconfitto dagli uomini. Si vergogna e tace.
Qualcuno, nel nome di Dio, profitta del male che da sempre attraversa lâuomo e lo convince a fare altro male, a moltiplicarlo. Anzi, a fare il male persino nel nome di Dio.
Ma Allah è stufo, Allah sta vomitando i suoi figli indegni e sbrodola tutto. Anche Allah maledice lâuomo che opera il male. Chiede aiuto, ma non sa a chi.
Dio se ne sta chiuso in se stesso, sconfitto.
Viene riempito di insulti e oltraggiato nel più profondo di sé.
Dio, châè Allah e châè tutto il resto, ne esce fuori umiliato proprio dalla sua creatura creata.
Che pessima idea creare lâuomo, il facitore del male.
Se ne fosse stato quieto nel suo mondo fatto di assoluto a contemplarsi! Non ci sarebbe stato nulla di tutto ciò.
Bestemmie su bestemmie allora volano in alto allâindirizzo di Dio. Sono bestemmie che sono però preghiere:
COSA HAI FATTO?
PERCHEâ HAI CREATO QUESTO PORCO MONDO?
PERCHEâ HAI DATO SPAZIO A ESSERI DEDITI UNICAMENTE AL MALE?
Dio con tutti i suoi molti nomi, se ne sta intanto impotente, chiuso in se stesso. Non risponde.
In cuor suo forse dice âBASTA!â, ma nessuno lo ascolta più.
Tutti parlano nel suo nome, e abusano, tanto che nel suo nome ammazzano.
Lui se ne sta chiuso in se stesso, pentito, impotente, vinto dalla sua creatura.
Loro, gli artefici del Male, se ne stanno davanti alla tivù, a brindare.
Anche i no global in cuor loro esultano: lanciano un evviva alla violenza e alla morte.
Noi intanto siamo qui, consapevoli che qualcuno possa deliberatamente decidere del destino altrui.
âMi lascio esplodere e faccio vedere io cosâè lâassolutoâ, dirà il criminale.
I terroristi intanto sorridono, brindano nel nome dei tanti morti e feriti: gioiscono, sono orgogliosi di poter lasciare finalmente un segno di se stessi e di consegnarlo alla storia.
Di questi terroristi un domani rimarranno alla fine solo brandelli di carne, ma questi brandelli si mescoleranno con quelli di altra gente che però non ha nessuna voglia di morire.
Eâ solo il caso. Tanto si muore ugualmente, penseranno soddisfatti i familiari dei terroristi. Dallâaltra parte il dolore muto, senza più lacrime; e un Dio che ha solo voglia di scomparire e chiedere scusa: ânon lo faccio piùâ.
Che assurda idea creare questo porco mondo.
Ora ci tocca assistere a eventi dei quali non si voleva né essere protagonisti, né spettatori. E non câè più voce e fiato per bestemmiare, non câè più tempo. Passano i secoli, passano i millenni, ma la storia si ripete uguale a se stessa, come sempre. Nulla è cambiato, tranne il fatto che il male non è più al nostro fianco, a insidiarci. Eâ rientrato dentro di noi. Ci sta terribilmente devastando.
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