Editoriali
Incominciamo
28 settembre 2013 | Alberto Grimelli
Teatro Naturale farà informazione.
Nessuna volontà o pretesa di voler educare il lettore poiché il direttore “non è dispoticamente libero di pubblicare quel che vuole, ma deve sottostare a regole professionali, che impongono di pubblicare una notizia, quando è importante e quando è vera, anche se al direttore non piace, o se indebolisce la sua linea politica.” (Piero Ottone, 1987).
Una funzione educatrice è antitetica con quella d'informazione e tra le due scuole di pensiero, oggi vigenti nel mondo dei mass media, preferisco di gran lunga la seconda.
Nell'ambito di un giornale aver la pretesa di educare significa infatti selezionare e pubblicare quelle notizie che il direttore-maestro ritiene adatte alla formazione del suo pubblico. Il direttore diventa un vero e proprio deus ex machina che irradia la propria conoscenza al mondo.
Aver invece la pretesa di informare significa selezionare e pubblicare quelle notizie che il lettore desidera e ritiene utili. Il direttore diventa così un'antenna di ricezione degli stimoli che provengono dal mondo, ritrasmettendo informazioni.
Il ruolo del direttore prevede, in entrambi i casi, una buona dose di discrezionalità, ma questo potere viene esercitato in maniera significativamente diversa a seconda di come si interpreti la missione del giornale.
Educare non significa solo fornire nozioni ma anche direttive morali, implicando che il direttore si ponga un gradino al di sopra del lettore. Come il maestro è un gradino sopra l'allievo.
Nessuna morale per il giornale che vuole fare informazione. Sono le notizie il nerbo della testata, sono le informazioni che debbono consentire al lettore di costruirsi una propria visione.
E' questo il senso del motto, sempre di Piero Ottone, che intendo fare mio: “nessuno decide di fare il giornalista per migliorare l'umanità. Però un buon giornale la migliora.”
I fatti contano infinitamente più delle parole.
Questo non significa, ovviamente, che in un giornale non ci debba essere spazio per le opinioni. Tutt'altro.
Un giornale serve anche alla circolazione delle idee, a dare diverse interpretazioni ai fatti, a fornire modelli di pensiero differenti, a dibatterli. Ovviamente il direttore può e deve esprimere il proprio pensiero, ricordando di essere, però, solo una voce tra tante.
Una notizia può essere vera o falsa.
Non esistono, invece, opinioni vere e opinioni false.
Le idee possono essere irragionevoli, immotivate, assurde, fantasiose, condivisibili o meno, ma mai false.
“L'esercizio della critica distingue una popolazione impegnata. Ma per essere responsabile e costruttiva deve essere accompagnata da una partecipazione continua, da un attento esame dei fatti e dalla considerazione del diritto altrui alla parola.” Robert Kennedy, 1965
Da oggi inizia un nuovo percorso.
E' un percorso comune, da affrontare insieme giorno per giorno, perchè le notizie nascono quotidianamente. Così le opportunità e le sfide.
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29 settembre 2013 ore 15:36grazie Alberto, per il "tempo del dialogo" che ci prometti.
giovanni breccolenti
28 settembre 2013 ore 19:26Un grande in bocca al lupo Alberto, l'olio, quello buono fatto dai nostri meravigliosi produttori, ha bisogno di direttori come te nel campo dell'informazione.
antonio checchi
28 settembre 2013 ore 19:10I concetti di "vera" e "Importante" riferiti alla notizia sono cambiati dal 87 ad 2013.
Leggere un quotidiano vecchio di 20 anni fa sorridere... E' evidente però che le brave penne sono immortali ( per me Montanelli,Biagi,Brera et altri)
jolanda ferrara
28 settembre 2013 ore 15:35i migliori auguri con l'auspicio di una nuova e proficua collaborazione
jolanda ferrara
Roberto La Pira
28 settembre 2013 ore 10:34Una bella notizia. Buon lavoro
domenico d'alessio
28 settembre 2013 ore 09:31Infiniti auguri di buon lavoro da tutta la squadra di AsCOE.
NICOLA BOVOLI
28 settembre 2013 ore 00:46I miei più sinceri auguri! caro Alberto, i principi da te esposti sul buon giornalismo sono assolutamente condivisibili. Che il cammino ti sia lieve. Nicola
Alberto Grimelli
30 settembre 2013 ore 10:02Ringrazio tutti per gli auguri, graditissimi. Dopo i festeggiamenti è ora di rimboccarsi le maniche.
Se è vero che i giornali sono cambiati dal 1987 a oggi, ritengo che certi principi devono costituire fari irrinunciabili. Certe penne, a cui va la mia masssima stima e omaggio, sono immortali perchè hanno saputo coniugare l'innovazione con il rispetto dei caposaldi del buon gionalismo, anch'essi immortali.