Editoriali

L'Italia non è solo marketing oleicolo

08 dicembre 2012 | Duccio Morozzo della Rocca

L’Italia, non dovremmo dimenticarlo, ha dato vita al buon olio extra vergine di qualità, ha capito per prima che l’olio di oliva non è solo un semplice grasso e ha trasformato un frutto poco rinomato in un bene prezioso donandogli luce, prestigio e fama internazionale.

Le moderne tecniche e tecnologie di estrazione, gli standard di qualità, i grandi blend, la sensibilità di creare grandi oli, la capacità di comunicare, la passione incondizionata, la voglia di migliorare e arrivare sempre più in alto: tutto questo è sempre stato lo spirito italiano.

La mia domanda è: perchè negli ultimi anni ci stiamo facendo scivolare dalle mani il nostro ineguagliabile patrimonio senza sbattere ciglio?

Nuovi e vecchi paesi olivicoli crescono, facendosi spazio più o meno onestamente attraverso strategie aggressive che evitano accuratamente lo scontro o il confronto diretto con il nostro paese.

Screditare il made in Italy vuol dire, per molti paesi, aprire vie commerciali ai propri prodotti: il semplice affermare di essere diversi dai disonesti italiani che sono bravi solo a vendere oli spagnoli con nome italiano e al doppio del prezzo, li rende migliori.

Non importa che sia falso o tendenzioso, perchè un vero leader del mercato internazionale di qualità come l’Italia non dovrebbe temere questo tipo di attacchi dimostrando con i fatti e con le parole la propria eccellenza.

Purtroppo però in questo momento l’Italia nel mondo non c’è, non si percepisce. Certamente vive grazie all’eredità accumulata negli anni passati ma sta rischiando di finire velocemente sul lastrico: o ci si rimette seriamente in gioco oppure a breve anche la nostra olivicoltura finirà nel museo degli antichi mestieri.

I prezzi dell’olio italiano sono più alti perchè sono giustificati da un grande valore aggiunto.

Se perdiamo il valore aggiunto, resteranno solo i prezzi alti e il mercato ci abbandonerà.

Siamo fermi e chiusi nei nostri confini impegnando le risorse nazionali o comunitarie in poche e poco utili iniziative mentre il mondo olivicolo comincia a raggiungere la vetta dove l’Italia è pigramente seduta da anni. È arrivato il momento di rimettersi in cammino.

Rimbocchiamo le maniche e mettiamoci al lavoro: miglioriamo la qualità del nostro prodotto ormai ferma da troppi anni, sviluppiamo reti locali per abbattere i costi di produzione, investiamo nel marketing intelligente, andiamo fuori e facciamo parlare (bene) di noi.

Comunichiamo la nostra unicità in modo onesto e sincero.

L’Italia che ha inventato il buon olio extra vergine come oggi lo conosciamo ha ancora la possibilità di interpretare il ruolo di protagonista nello spettacolo della prossima evoluzione olivicolo-olearia: se non lo dimentichiamo noi nessun paese lo dimenticherà.

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Alberto Grimelli

13 dicembre 2012 ore 09:54

Gent. Sig. Caglieri,
le breaking news di Teatro Naturale, anche dette ultime notizie, rimangono in prima pagina per 24 ore. Così è accaduto anche per l'operazione Centurione.
Condividiamo comunque che il tema meriti un approfondimento che verrà sviluppato proprio sul prossimo numero, sabato 15.
Buona lettura

Paolo Caglieri

12 dicembre 2012 ore 22:05

Scusate la divagazione dal tema, ma la breaking new OPERAZIONE CENTURIONE apparsa cosi' fugacemente su TN, spero sia da parte della Vs. redazione oggetto di un adeguato approfondimento e di un futuro articolo/editoriale vista l'importanza dei personaggi e dei livelli coinvolti....Saluti

Calogero salvatore Certa

09 dicembre 2012 ore 16:00

il mio consiglio per avere il mady italy per avere l'olio extra vergine d'oliva di qualita' e di eliminare lo stoccaggio con altri olii stranieri ,e poi controllare le dogane x vedere quanto olio entra da fuori e poi vedere quando ne produciamo noi x vedere se c'è lo stoccaggio e di quanto ettolitri.E aggiungo un'altra cosa controllare l'imbottigliamenti se sono extra vergini puri.cordiali saluti.

adelina scirrotta

08 dicembre 2012 ore 12:08

oramai da quello che si vede, si tocca, si sente nell'animo di ognuno di noi è che ci troviamo in un gomitolo che non si riesce a trovare il filo giusto per poterlo rimettere a posto, be a questo punto bisogna mettersi con molta grazia e tranquillità per trovare questo filo e rimetterlo a posto per iniziare a lavorare questo maglione che tanto desideriamo, non ci possono ammazzare tutti, non possiamo noi che siamo da anni nel campo permetterci di perdere questa battaglia qualcosa di positivo dobbiamo lasciare e forse qualcosa cambierà!