Editoriali

L'invasione dei Giuda

02 giugno 2012 | Luigi Caricato

Non c'è da stupirsi, è sempre stato così. I traditori sono sempre esistiti. La storia d'altra parte insegna con innumerevoli esempi e non lascia certo alcun dubbio al riguardo. Allo stesso modo la religione. Ed è emblematico tra l'altro il caso di Giuda, il traditore per definizione.  

Nessuno sgomento, dunque. Il traditore è sempre tra noi, magari è proprio al nostro fianco, e, chissà, abbiamo perfino condiviso con lui giornate piene e intense, cosi pure gioie ed emozioni forti, e questo magari frequentandolo per anni e anni, fino alla inevitabile separazione e rottura del legame.  

Non c'e pertanto da rattristarsi, credetemi, nè da rimanere sconcertati per i recenti casi di cronaca. E' così. E' nella natura umana. E' una debolezza tra le tante di cui e' afflitta la specie umana. Non c'è ragione di stupirsi se il disonorevole caso del corvo al cospetto del Papa (o si tratta di più corvi?) abbiano turbato profondamente Sua Santità e con lui i fedeli più sinceri e devoti.  

Tradire è umano, anche se non tutti gli uomini per fortuna si dimostrano così miserevoli, così meschini, così deplorevoli.  Molto spesso i traditori si sentono in cuor loro innocenti, addossando al tradito la colpa, pur di non fare i conti con la propria coscienza; e in tal caso si consuma un tradimento ancora più cruento e indegno. 

Già, l'indegnità. Ma cosa è mai questa natura selvaggia una volta che avremo smesso di vivere? Per i non credenti il problema non si pone. Per i laici senza traguardi etici nemmeno. Vince l'opportunismo della natura animale che è in noi. Una forma primitiva di lotta per la sopravvivenza che impone di tradire anche la persona più cara pur di tranne un vantaggio personale, non necessariamente quantificabile in denaro.  

Tradire? Fare i conti con la propria coscienza? Che importa interrogarsi al riguardo. Basta fare del bene per placare quel minimo di rimorso che potrebbe affacciarsi in noi.  

Il tradimento però sconvolge, rompe gli equilibri, riapre ferite e presenta nuovi scenari.

I traditori che più ci hanno colpito di recente non sono soltanto quelli che stazionano in Vaticano, in quello Stato che poi è la Santa Sede, dove alberga l'umano e il divino insieme, la parte casta e la parte puttana, la Chiesa casta et meretrix come asserivano gli antichi Padri.  

Traditori sono tutti coloro che sono venuti meno a un legame, a una intesa, a un patto, a qualcosa di condiviso. Traditori della peggiore specie sono i faccendieri di partito, quelli che curano per intenderci la cassa, ma più di tutto le proprie tasche.

Traditori sono anche coloro che dovrebbero gareggiare in campo, come i calciatori, con senso di sportività e senza tradire la propria maglia e i tifosi.  

I casi di tradimento sono tanti, al punto che viene il sospetto che ciascuno di noi in fondo abbia in sè la potenziale natura del traditore, e deve perciò stare in guardia e vigilare. Non è un caso che le religioni esercitano la virtù della pazienza e del perdono, pur di fronteggiare l'invasione dei Giuda.  

I casi di tradimento sono davvero tanti, oggi, tanto che viene il sospetto che l'epoca che stiamo vivendo sia più miserabile di altre, ma forse non è così, forse, semmai, è cambiato lo stile dei traditori. Esercitano il tradimento con arroganza, questo si, e senza pietà alcuna, in molti casi senza portare alcuna forma di rispetto verso coloro che feriscono.  

Non c'e' altro da aggiungere, se non il consiglio di leggere un libro fresco di stampa, di cui e' autore il filosofo Giulio Giorello. Si intitola Il tradimento.

Leggetelo, vi riservera' non poche sorprese.

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Vincenzo Lo Scalzo

02 giugno 2012 ore 09:03

Fascino o veleno? Mi riferisco al tradimento, definizione opposta alla tradizione liberale che si appoggia sul rispetto delle reciproche libertà, che ha condito il successo della rivoluzione sociale inglese e a quella del motto di quella francese, inatteso dai più, e di quella cristiana a cui si conferma una valenza globale. L'attrazione satanica per il favore della scelta, è la fame del colpo di scena: lo scoop con cui comparire, senza alcun pensiero di durata. Per quanto? Quando lo scoop diventa obiettivo di massa, genera caos. Si oscura ogni sincronismo naturale, genetico, versi l'ordine, lasciando prevalere caso. E' anche uno principi della termodinamica a cui ancora la ragione non ha suggerito validi rimedi.
Grazie del consiglio di leggere Giorello. Gli auguro il successo di Haruyama, più avanti in questo TN...