Editoriali
Ci giochiamo tutto
17 dicembre 2011 | Luigi Caricato
Ebbene sì, ci giochiamo tutto. Il rischio è di perdere anche l’onore. Quanto sta accadendo al nostro Paese è con tutta franchezza inaudito. E’ sufficiente osservare quanto accade intorno a noi per rendersi conto di come siamo ridotti. Le Istituzioni forse non meritano nemmeno la “i” maiuscola, per quanto appaiano poco credibili; ma io mi ostino a dare credito alle Istituzioni, perché, nonostante siano conciate male, senza di esse è impossibile andare avanti.
L’unico problema è accettare la triste decadenza del Paese che si riflette alla perfezione nei suoi rappresentanti istituzionali. E’ sufficiente guardare e ascoltare le sedute parlamentari per abbandonarsi allo sconforto. Certe volte mi chiedo come sia possibile affidarsi a personaggi di così basso profilo. Eppure accade.
I mediocri sembrano avere la meglio in politica. Non importa che siano bravi a muoversi e a fare i mestieranti della politica, poco importa. La bravura non si misura nella capacità di gestire il potere, ma nei fatti concreti derivanti dall’azione politica; e io, con tutta franchezza, non noto alcun segnale di miglioramento, eppure ci giochiamo tutto, e sarebbe proprio il caso di reagire, trovando presto soluzioni efficaci, anche drastiche e impopolari, proprio perché necessrie e inevitabili, ma fortemente condivise e sostenute da tutti. Il che in Italia è difficile, diciamo pure impossibile.
Perché scrivo questo editoriale, non dicendo tra l’altro nulla di nuovo, visto che la realtà la conosciamo tutti fin troppo bene. Scrivo perché con questo numero di “Teatro Naturale”, l’ultimo del 2011, lasciamo alle spalle un anno difficile, vissuto piuttosto malamente. Duro e spigoloso, per certi versi obliquo, da dimenticare, eppure da conservare nella memoria in tutta la sua interezza, quale espressione della nostra identità. Perché è proprio dal nostro declino che dobbiamo avere la forza di ripartire, ricominciando a ricostruire un’identtà nuova e diversa, discontinua rispetto al passato.
Ciò che è accaduto negli ultimi anni non mi sorprende, perché è il segno di una società corrotta al suo interno. Questa crisi, che pure ci sconvolge, in fondo è salutare, perché ci consente di cambiare rotta, nella speranza di riuscirci dopo anni di baldorie e di vita senza regole, o di regole fatte su misura e a vantaggio di pochi. Basta solo un atto di volontà, in fondo. Un gesto di rottura, ma non so se siamo ancora pronti. A osservare la realtà non sembrerebbe. Eppure ciascuno di noi deve poter fare la propria parte. Io comincio sempre da me stesso, e vi garantisco che ho la coscienza tranquilla.
Non tutti esprimono correttezza e onestà nei gesti quotidiani. C’è troppo egoismo in giro, tutti pensano al proprio particolare e a coltivare l'orticello sotto casa. Io rifletto ogni santo giorno sulla vita che ho condotto finora: non ho mai tradito la fiducia di alcuno, ho sempre creduto fortemente nell’azione libera da sotterfugi e affrancata da logiche di appartenenza a gruppi di potere o ad adesioni al puro tornaconto personale. La libertà pura è una conquista, la fedeltà ai valori non può essere solo proclamata a voce, ma deve concretizzarsi nei fatti. Per questo, con tale auspicio, auguro a tutti un 2012 nuovo, da vivere con uno spirito rigenerato, senza egosimi pietosi, ma con il coraggio di osare. In fondo ciascuno di noi può contribuire a risollevare il Paese. Io sto facendo la mia parte, non desisto. Ci metto l’anima in ciò che faccio.
La risposta alla decadenza è in noi. Ciascuno deve poter far luce in sé e riflettere sul proprio operato, iniziando a giudicarsi con severità prima che lo facciano gli altri con superficialità.
Diamo perciò libera voce alla nostra coscienza. Più che le parole, sono i fatti e il nostro operato che parlano di noi. Con tale spirito auguro a voi tutti buon fine anno, buon Natale, e che sia una occasione di profonda e radicale rinascita.
Non demordete. Siate tenaci. L’Italia ce la farà. Basta volerlo.

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Accedi o RegistratiNICOLA BOVOLI
17 dicembre 2011 ore 15:53Caro Luigi,
ho appena condiviso il tuo editoriale sulla mia pagina facebook. Da parte mia ti assicuro che non ho alcuna intenzione di demordere. Ce la possiamo e dobbiamo fare!
Nicola Bovoli da Vicopisano
Vincenzo Lo Scalzo
17 dicembre 2011 ore 11:34Caro Luigi,
una riflessione personale sulle tue conclusioni.
"La risposta alla decadenza è in noi. Ciascuno deve poter far luce in sé e riflettere sul proprio operato, iniziando a giudicarsi con severità prima che lo facciano gli altri con superficialità. Diamo perciò libera voce alla nostra coscienza. Più che le parole, sono i fatti e il nostro operato che parlano di noi... Non demordete. Siate tenaci. L’Italia ce la farà. Basta volerlo.
Anche forse MILANO EXPO, ma non continuando così. Per questo contavo che tu pubblicassi almeno parte della mia riflessione seguita alla 2a giornata del FORUM Barilla. Te ne rimando uno stralcio ridotto, con le osservazioni più rilevanti che ti allegherò a commento dato che questo è l'ultimo numero utile della pubblicazione di TN. Ci vediamo lunedi, alla presentazione dell'evento al Giureconsulti di fine gennaio.
Affettuosamente confermandi il giudizio che hai espresso su te stesso. Scusa il mezzo, preferisco il fare più che il dire...
fausto delegà
17 dicembre 2011 ore 10:53Concordo Luigi e sono solidale con te , nello sforzo per tutto ciò che nel mio piccolo posso e potrò fare. Anch'io credo che, cialtroni e lazzaroni a parte, una minoranza, l'Italia abbia una potenza di onestà, fantasia, ingegno e intelligenza che difficilmente hanno paragoni in questo mondo difficile. Noi abbiamo saputo proporre nei secoli idee e gesti e uomini che l'intera umanità ci invidia e ammira. Io credo che i Dante, i Leonardo, i Raffaello, i Francesco, i Meucci siano ancora oggi in mezzo a noi, sono ragazzi e uomini dai volti belli ,fieri e puliti e operano in una realtà che si innerva nelle energie della terra come forse nessun altro paese. Un piccolo stivale che esplode di biodiversità che ancora si può salvare, che la vita ha scelto come culla. Armati di questo orgoglio possiamo dare ancora segni al mondo inter. Noi italiani siamo stelle polari, non candele da cripta. Grazie per gli auguri che ricambio a te e a tutta la redazione di Teatro Naturale. Giorno bello. :-))
luisa doldi
17 dicembre 2011 ore 09:41Grazie signor Caricato. Anche a Lei buon Natale e Buon Anno.
LINO SCIARPELLETTI
18 dicembre 2011 ore 21:23Gentilissimo Luigi, è Natale; il magico clima per cui si fanno dei buoni propositi come i bambini promettono di essere più buoni ecc. ecc. così facciamo anche da grandi (almeno a parole). Il suo ottimismo è perfettamente in linea con quello di altri DEGNI e NOBILI rappresentanti delle Istituzioni (pochi per la verità) che hanno veramente a cuore le sorti del nostro Paese. Personalmente da molto tempo ho perso l’ottimismo, che lei molto saggiamente infonde ai lettori di T.N. e di ciò sento il dovere di ringraziarla. Anche chi scrive pensa di avere la coscienza a posto, e sicuramente non demorderà anche in questa fase, così come sta facendo dall’infanzia, fino ad oggi alla soglia dei 70 anni. Da pensionato, e a pieno titolo “ammortizzatore sociale”, nei confronti di due figlie precarie.
Il mio pessimismo nasce dall’osservazione quotidiana del comportamento di molti, troppi, Italiani che sono tali solo in occasione dei mondiali di calcio, o per i risultati della ferrari (un po’ meno verso l’Agenzia delle entrate). ne è testimonianza il coro delle proteste odierne, quasi unanime. Per non parlare poi di tutti quei bravi signori che da “ottimi italioti”hanno passato il confine svizzero; altri più modestamente si sono affrettati a prelevare i pochi risparmi e rimetterli sotto al più sicuro “mattone”.
Che dire poi delle “caste” o “cricche”(è odierna cronaca l‘emendamento approvato dalla Regione Lazio) cui sta tanto a cuore non tanto la sorte del paese quanto la propria fetta di potere. E’ probabile che ce la faremo, e i primi a gridare: abbiamo vinto saranno proprio quelli che comodamente hanno assistito agli sforzi altrui. Così come avviene spesso nelle gare sportive.
Ringrazio e contracambio gli auguri; è sempre un piacere leggere i suoi interventi sia tecnici che “puramente giornalistici”.