Editoriali

COMPLETAMENTE NUDI

29 gennaio 2005 | Franco Bonaviri

Sì, siamo completamente nudi, ridotti in brache di tela.
Nudi, avvertendo con ciò tutta la vergogna e l’imbarazzo di chi versa in una simile situazione.
Nudi perché è questa la condizione in cui si ritrovano quanti in Italia insistono a occuparsi di agricoltura e hanno ben chiara coscienza del proprio stato.

Siamo nudi, desolatamente nudi perché lasciati soli, abbandonati da tutti, senza possibilità alcuna di avere spazi che contino, che abbiano peso, senso, valore, prestigio.

Siamo nudi, posti alla berlina di tutti, per responsabilità di molti, ma non solo altrui, anche proprie. Soprattutto proprie. Ciascuno è responsabile dei propri mali, non si dice così?

Questo disagio può apparire il disagio di sempre; è infatti un malessere che ha radici profonde, quelle di un albero millenario non più vigoroso e senza più linfa.
E’ uno stato di grande miseria in cui si versa dacché l’agricoltura è stata da sempre considerata realtà economica marginale.
E’ un disagio terribile che lascia senza fiato e si avverte ancora più esplosivo e devastante oggi, anno 2005, in un tempo che non trova aperture al futuro.

Non è bello sapere che il massimo quotidiano nazionale, il “Corriere della Sera”, abbia deciso di sospendere la propria pagina domenicale dedicata all’agricoltura, già esigua negli spazi, più orientata ad accogliere la pubblicità.
Nessuno ne piange la sottrazione di spazio, perché nessuno forse era al corrente di questa pagina. E che senso ha effettivamente leggere, comperare un quotidiano, c’è la televisione, c’è Bonolis e la Lecciso, bastano e avanzano. Dopo una giornata di lavoro non c’è tempo per la lettura, è sufficiente incollarsi inebetiti davanti al video.

Sospesa la pagina agricoltura del “Corriere”? E che importa, si lavora nei campi, mica si perde il tempo a leggere. A che serve? Le parole non sono utili, occorrono i fatti. Il pensiero? Non c’è tempo da perdere, a che serve il pensiero?

La pagina agricola del “Corriere” in verità già da diversi mesi è diventata altalenante nelle uscite. E poi – lo si dice qui con tutta la franchezza di questo mondo – si trattava pur sempre di una miserevole pagina, di poco valore circa i contenuti e la qualità dei testi, certamente non all’altezza del massimo quotidiano italiano.

Eppure in questa Italia senza speranze non c’è chi avverta la necessità di una pagina dedicata all’agricoltura. Gli agricoltori e i professionisti del mondo rurale per primi. Che importa avere uno spazio di pensiero, c’è altro a cui pensare. Così, lentamente, pian piano la pagina agricola del “Corriere” è andata eclissandosi, fino a scomparire.
Nessuno ne piange la mancanza. Perché poi?

Potrebbero interessarti

Editoriali

La grande truffa dell'olio d'oliva nei ristoranti: sei sicuro di non essere complice?

Meglio un olio di oliva che un extravergine di dubbia qualità e provenienza. Un extravergine commerciale non si avvicina minimamente a quello che dovrebbe essere. Si viene presi in giro due volte e, come se non bastasse, si offre un pessimo prodotto ai clienti

18 settembre 2026 | 12:00 | Piero Palanti

Editoriali

Da agricoltori a imprenditori agricoli, ecco quanto davvero ci abbiamo rimesso

Non siamo padroni del mercato, ma nemmeno garzoni: siamo visti solo come macchine da produzione, costretti a produrre a qualsiasi costo, mentre a noi resta soltanto un continuo, estenuante pagare le spese

16 settembre 2026 | 08:30 | Luana Guzzetti

Editoriali

Olio extravergine di oliva a 3,99 euro al litro: Monini è uguale a Coricelli, uno vale uno

Alta qualità? Ma non scherziamo! Nelle bottiglie a 3,99 euro al litro c’è tecnicamente lo stesso olio extravergine di oliva. I marchi dell’olio non esistono più, solo solo bancomat per i volantini della Grande Distribuzione

14 settembre 2026 | 11:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

Abbattimento e sradicamento degli olivi come strategia di guerra

Nei territori palestinesi, la distruzione degli olivi è estesa e sistematica, associata anche alla costruzione della barriera di separazione israeliana in Cisgiordania e all’espansione degli insediamenti. Durante la raccolta, i contadini sono esposti al rischio di colpi d’avvertimento e di attacchi

09 settembre 2026 | 15:00 | Giosetta Ciuffa

Editoriali

Dal crack Bioliva può nascere un colosso tunisino dell’olio d'oliva controllato dallo Stato

Il tribunale di Ben Arous ha affidato al commissario giudiziale la gestione totale delle società riconducibili ad Adel Ben Romdhane. Il dissesto di Bioliva e della Borges Organic Olive Oil Company potrebbe trasformarsi nella nascita di un nuovo grande operatore internazionale dell’olio di oliva

03 settembre 2026 | 13:00 | Alberto Grimelli

Editoriali

Olio extravergine di oliva a 3,26 euro al litro: numeri stupefacenti

La morale invece che ci suggerisce il Sole24Ore è: l’olio extravergine d’oliva nel 2026 è aumentato troppo di prezzo rispetto a cinque anni prima. C’è necessità che esso venga ridimensionato

01 settembre 2026 | 08:15 | Giulio Scatolini