Editoriali

Bisogna imparare a masticare

26 marzo 2011 | Gualtiero Marchesi



Bisogna imparare a masticare, perché i sapori sono dentro. Questo “dentro” è la sfida più attuale e sconvolgente che si possa immaginare.

Chi si accapiglia sull’aspetto esteriore, suadente, piacevole e, in definitiva, fine a se stesso, si condanna da solo, scambiando la trovata, il colpo di bacchetta magica, il ghiribizzo, l’astrusità per l’essenziale.

Pensano che qualcosa di complesso sia sinonimo di profondo o peggio ancora di vero.
Al contrario, la verità è sempre nuda.

Molti artisti, alcuni sommi dopo aver a lungo combattuto e vinto la loro battaglia con la tecnica sono stati folgorati dalla materia.
Un processo che, forse, diventa naturale ad una certa età.

Mi riconosco in questo bisogno di abbandonare l’eccesso di tecnica come un vestito troppo ricco e pesante, per gettarmi finalmente a terra o se preferite in acqua.

Solo la materia custodisce tutte le forme immaginabili.
Sono dentro al marmo di Michelangelo come dentro ad una mezzena, ad un broccolo, ad un mollusco.

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