Editoriali
Dai super esperti alle fake news sull'olio d'oliva, il passo è breve
Cresce l'attenzione verso l'extra vergine e quindi il numero di esperti, o presunti tali. Una fesseria detta con un amplificatore com'è un quotidiano o una rivista di cucina, crea danni ingenti da cui la persona comune non può difendersi. Occorre azione, secondo Elisabetta De Blasi
26 gennaio 2018 | Elisabetta De Blasi
L'olio comincia ad andare di moda. Quando solitamente questo succede, come lumache dopo la pioggia, cominciano a manifestarsi esperti, super esperti, simpatizzanti, che improvvisamente sanno molte più cose di quante avremmo immaginato, di quante ci abbiano mai detto di sapere. Sono rivelazioni interessanti che, se si ha un minimo di reale conoscenza del prodotto, possono ridisegnare l'opinione delle persone intorno.
Cavalcare la 'tradizione', la 'genuinita', è ormai roba da pivelli, i super-espertoni sono in grado di argomentare con concetti quasi realistici, che ad un orecchio che poco ne sa, possono sembrare veri.
Come dimenticare articoli su riviste di cucina che parlano di 'onda' (forse uno tsunami) che dovrebbe fare un extravergine estratto a freddo, quando viene fatto girare nel bicchiere, per rivelare se è davvero estratto a freddo, o la valutazione della densità facendo colare una goccia sul piatto valutandone la velocità di caduta neanche fosse caramello. C'è chi giura che l'extravergine si fa ad ottobre e quindi fino al 31.10 va bene, dalla mezzanotte in poi, meglio lasciar perdere. C'è chi esalta il proprio prodotto lavorato a gennaio, perché ha un'acidità ancora nei limiti e quindi è extravergine (ovviamente eccellente) e le sciocchezze recentemente apparse su un articolo de La Stampa che rasentano l'incredibile saranno difficili da dimenticare.
Le regole ci sono ma evidentemente tra aspetto tecnico, e approccio divulgativo alle notizie, all'informazione c'è ancora un baratro nel quale s'insinua il folklore che piace tanto a tutti. Una sorta di patchwork nel quale si perde la realtà fattuale e ci si appella con determinazione ad una competenza fasulla.
A questo punto sarebbe ora di cominciare a riflettere collettivamente sulle caratteristiche e sulla formazione che dovrebbe avere chi si occupa di portare questo prodotto verso chi lo deve consumare. La seconda questione (facciamoci una domanda e diamoci una risposta alla Marzullo) dovrebbe essere in che modo si semplifica senza banalizzarlo, un argomento che dentro contiene chimica, fisica, conoscenze agronomiche, cultura, storia, antropologia. Se l'attenzione cresce, mi piacerebbe crescesse con maggiore consapevolezza che una fesseria detta con un amplificatore com'è un quotidiano o una rivista di cucina, crea danni ingenti da cui la persona comune non può difendersi. Basterebbe un po' di sana e vecchia deontologia professionale.
Con la certezza che il pensiero deve sempre precedere l'azione, noi di Passione Extravergine, abbiamo deciso di continuare l'opera iniziata l'anno scorso con “I linguaggi dell'extra vergine”. Quest'anno diventerà una tre giorni di lavoro per chi ha voglia di confrontarsi su questi temi, continuando il lavoro dello scorso anno. Come si fa formazione del consumatore, educazione all'olio e al paesaggio, che strumenti deve possedere un buon divulgatore/formatore/educatore, come costruire ed aggiornare questi strumenti, sono solo alcuni dei bisogni espressi nella prima edizione, che andremo ad approfondire con interventi di esperti e gruppi di lavoro, perché siamo convinti che le idee ci siano. Essere tecnici, frantoiani, produttori, magari anche bravi, non è sufficiente per saper consegnare al consumatore la capacità di discernere la qualità del prodotto. Aver fatto un corso per assaggiatore non è sufficiente per definirsi assaggiatore e soprattutto sapere non vuol dire saper dire; sono talenti diversi che possono essere coltivati ed allenati. Parleremo anche di strumenti pratici per costruire il proprio percorso di crescita. L'obiettivo? Creare una rete italiana che continui a dialogare sulla comprensione del prodotto con la speranza di contribuire ad una migliore cultura di prodotto. Quando? Dall'11 al 13 maggio. Dove? Beh in Puglia naturalmente!
Potrebbero interessarti
Editoriali
Il dialogo tra sordi tra Italia e Tunisia dell’olio di oliva: da peggiori nemici a migliori amici
La dimensione geopolitica delle relazioni diplomatiche tra Italia e Tunisia deve applicarsi anche in campo oleicolo. Basta partite a scacchi, è arrivato il momento di ribaltare il tavolo, con il riconoscimento dei rispettivi interessi strategici
18 marzo 2026 | 15:00 | Alberto Grimelli
Editoriali
L’eutanasia del mondo contadino e le nostre responsabilità. Che fare?
La terra sta cambiando natura. Non è più considerata prima di tutto un ecosistema che produce cibo, ma un asset finanziario. La terra agricola viene messa sotto pressione da nuovi interessi economici. Uno dei più evidenti è quello energetico
15 marzo 2026 | 09:00 | Gianni Fabbris
Editoriali
L’imbroglio di Iper sull’olio di oliva Cirio a 3,99 euro
Olio extravergine di oliva in svendita? Peggio, l’olio in questo caso proprio non c’è. Le offerte speciali e i sottocosto non fanno più notizia ma quando la bottiglia sbandierata in volantino non c’è, allora qualche domanda è necessario porsela
10 marzo 2026 | 15:00 | Alberto Grimelli
Editoriali
Olio extravergine di oliva italiano a 4,99 euro: l’offerta speciale è servita
La bottiglia di olio 100% italiano da Carrefour per un prezzo al litro di 6,65 euro. La lotta senza esclusione di colpi sugli scaffali dei supermercati è appena iniziata mentre gli organi di controllo e il mondo olivicolo-oleario si limitano ad assistere a uno spettacolo desolante. Se l’extravergine costa quanto un condimento, nel silenzio generale, allora il settore è alla frutta
25 febbraio 2026 | 11:00 | Alberto Grimelli
Editoriali
L'olio extravergine di oliva di eccellenza dappertutto: il mondo deve conoscere il gusto del vero evo
Faccio finta di non aver visto giusto oggi, che un litro di olio spagnolo viene scambiato a 4,5 euro/kg e cerco di raccontare un’altra storia. Ottimo prodotto, bel packaging ma senza vendite: che fare? Le enormi opportunità in tre grandi città-stato quali Dubai, Abu Dhabi e Ras al Khaimah
20 febbraio 2026 | 12:00 | Fausto Borella
Editoriali
Negli accordi internazionali di libero scambio l'agricoltura europea è la vittima
I dazi di Trump, il cambiamento degli assetti geopolitici globali e una deglobalizzazione che sta ridisegnando gli equilibri commerciali. L'agricoltura rappresenta in termini numerici una quota relativamente piccola dell’economia complessiva ed è sacrificabile
19 febbraio 2026 | 11:00 | Angelo Bo
Commenta la notizia
Per commentare gli articoli è necessario essere registrati
Accedi o RegistratiMario Palmisano
28 gennaio 2018 ore 11:43Salve,
è interessante, ma dove posso trovare informazioni sull'evento del 11-13.maggio ? Non c'è un sito o un link sull'associazione !
elisa de blasi
29 gennaio 2018 ore 10:37Buongiorno Mario.
Qui trova alcuni sputi su quello che è successo l'anno scorso e su cosa ha ispirato i Linguaggi
http://www.teatronaturale.it/strettamente-tecnico/eventi/24376-oltre-la-promozione-e-la-pubblicita-scopriamo-i-linguaggi-dell-olio-extra-vergine-d-oliva.htm
http://www.teatronaturale.it/tracce/formazione/24559-i-linguaggi-dell-extravergine-sensibilita-e-ascolto.htm.
È una tregiorni di lavoro per operatori del settore, che in particolare s'interessano della divulgazione corretta della conoscenza di prodotto. A chi viene si chiede di partecipare attivamente per rilevare bisogni e lavorare su nuove idee, mettendo in comune il proprio vissuto e le proprie aspettative. Per altre informazioni più dettagliate bisogna aspettare un po'. L'associazione non ha ancora un sito ma stiamo lavorando sul sito dell'evento. Se vuole seguirci ed avere aggiornamenti può iscriversi al gruppo fb Passione Extravergine, dove posteremo tutte le informazioni necessarie a partecipare.