Anno 16 | 17 Agosto 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Dai super esperti alle fake news sull'olio d'oliva, il passo è breve

Cresce l'attenzione verso l'extra vergine e quindi il numero di esperti, o presunti tali. Una fesseria detta con un amplificatore com'è un quotidiano o una rivista di cucina, crea danni ingenti da cui la persona comune non può difendersi. Occorre azione, secondo Elisabetta De Blasi

L'olio comincia ad andare di moda. Quando solitamente questo succede, come lumache dopo la pioggia, cominciano a manifestarsi esperti, super esperti, simpatizzanti, che improvvisamente sanno molte più cose di quante avremmo immaginato, di quante ci abbiano mai detto di sapere. Sono rivelazioni interessanti che, se si ha un minimo di reale conoscenza del prodotto, possono ridisegnare l'opinione delle persone intorno.

Cavalcare la 'tradizione', la 'genuinita', è ormai roba da pivelli, i super-espertoni sono in grado di argomentare con concetti quasi realistici, che ad un orecchio che poco ne sa, possono sembrare veri.

Come dimenticare articoli su riviste di cucina che parlano di 'onda' (forse uno tsunami) che dovrebbe fare un extravergine estratto a freddo, quando viene fatto girare nel bicchiere, per rivelare se è davvero estratto a freddo, o la valutazione della densità facendo colare una goccia sul piatto valutandone la velocità di caduta neanche fosse caramello. C'è chi giura che l'extravergine si fa ad ottobre e quindi fino al 31.10 va bene, dalla mezzanotte in poi, meglio lasciar perdere. C'è chi esalta il proprio prodotto lavorato a gennaio, perché ha un'acidità ancora nei limiti e quindi è extravergine (ovviamente eccellente) e le sciocchezze recentemente apparse su un articolo de La Stampa che rasentano l'incredibile saranno difficili da dimenticare.

Le regole ci sono ma evidentemente tra aspetto tecnico, e approccio divulgativo alle notizie, all'informazione c'è ancora un baratro nel quale s'insinua il folklore che piace tanto a tutti. Una sorta di patchwork nel quale si perde la realtà fattuale e ci si appella con determinazione ad una competenza fasulla.

A questo punto sarebbe ora di cominciare a riflettere collettivamente sulle caratteristiche e sulla formazione che dovrebbe avere chi si occupa di portare questo prodotto verso chi lo deve consumare. La seconda questione (facciamoci una domanda e diamoci una risposta alla Marzullo) dovrebbe essere in che modo si semplifica senza banalizzarlo, un argomento che dentro contiene chimica, fisica, conoscenze agronomiche, cultura, storia, antropologia. Se l'attenzione cresce, mi piacerebbe crescesse con maggiore consapevolezza che una fesseria detta con un amplificatore com'è un quotidiano o una rivista di cucina, crea danni ingenti da cui la persona comune non può difendersi. Basterebbe un po' di sana e vecchia deontologia professionale.

Con la certezza che il pensiero deve sempre precedere l'azione, noi di Passione Extravergine, abbiamo deciso di continuare l'opera iniziata l'anno scorso con “I linguaggi dell'extra vergine”. Quest'anno diventerà una tre giorni di lavoro per chi ha voglia di confrontarsi su questi temi, continuando il lavoro dello scorso anno. Come si fa formazione del consumatore, educazione all'olio e al paesaggio, che strumenti deve possedere un buon divulgatore/formatore/educatore, come costruire ed aggiornare questi strumenti, sono solo alcuni dei bisogni espressi nella prima edizione, che andremo ad approfondire con interventi di esperti e gruppi di lavoro, perché siamo convinti che le idee ci siano. Essere tecnici, frantoiani, produttori, magari anche bravi, non è sufficiente per saper consegnare al consumatore la capacità di discernere la qualità del prodotto. Aver fatto un corso per assaggiatore non è sufficiente per definirsi assaggiatore e soprattutto sapere non vuol dire saper dire; sono talenti diversi che possono essere coltivati ed allenati. Parleremo anche di strumenti pratici per costruire il proprio percorso di crescita. L'obiettivo? Creare una rete italiana che continui a dialogare sulla comprensione del prodotto con la speranza di contribuire ad una migliore cultura di prodotto. Quando? Dall'11 al 13 maggio. Dove? Beh in Puglia naturalmente!

di Elisabetta De Blasi
pubblicato il 26 gennaio 2018 in Pensieri e Parole > Editoriali

[2] COMMENTI

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de blasi elisa

10:37 | 29 gennaio 2018

Buongiorno Mario.
Qui trova alcuni sputi su quello che è successo l'anno scorso e su cosa ha ispirato i Linguaggi
http://www.teatronaturale.it/strettamente-tecnico/eventi/24376-oltre-la-promozione-e-la-pubblicita-scopriamo-i-linguaggi-dell-olio-extra-vergine-d-oliva.htm
http://www.teatronaturale.it/tracce/formazione/24559-i-linguaggi-dell-extravergine-sensibilita-e-ascolto.htm.

È una tregiorni di lavoro per operatori del settore, che in particolare s'interessano della divulgazione corretta della conoscenza di prodotto. A chi viene si chiede di partecipare attivamente per rilevare bisogni e lavorare su nuove idee, mettendo in comune il proprio vissuto e le proprie aspettative. Per altre informazioni più dettagliate bisogna aspettare un po'. L'associazione non ha ancora un sito ma stiamo lavorando sul sito dell'evento. Se vuole seguirci ed avere aggiornamenti può iscriversi al gruppo fb Passione Extravergine, dove posteremo tutte le informazioni necessarie a partecipare.

Palmisano Mario

11:43 | 28 gennaio 2018

Salve,
è interessante, ma dove posso trovare informazioni sull'evento del 11-13.maggio ? Non c'è un sito o un link sull'associazione !

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