Salute

Il caffè può aiutare a controllare la glicemia

Il caffè può aiutare a controllare la glicemia

Scoperto che diversi nuovi composti del caffè che inibiscono la α-glucosidasi, un enzima chiave legato al diabete di tipo 2. Alcune di queste molecole ancora più potenti di un comune farmaco anti-diabetico

15 gennaio 2026 | 15:00 | T N

I composti nascosti nel caffè tostato potrebbero diventare la prossima generazione di alimenti funzionali di lotta contro lo zucchero nel sangue.

Tre composti appena identificati sono stati trovati per inibire fortemente α-glucosidasi, un enzima che svolge un ruolo centrale nel abbattere i carboidrati durante la digestione. Poiché questo enzima influenza direttamente la velocità con cui gli zuccheri entrano nel flusso sanguigno, la scoperta indica possibili nuovi ingredienti alimentari funzionali volti a gestire il diabete di tipo 2.

I ricercatori guidati da Minghua Qiu presso il Kunming Institute of Botany, Chinese Academy of Sciences, hanno riportato i loro risultati nella ricerca sulle piante di bevande. Il loro lavoro evidenzia l'attività anti-diabetica precedentemente sconosciuta nel caffè e aggiunge nuove informazioni sul suo ruolo di alimento funzionale.

Gli scienziati hanno isolato tre esteri diterpenici precedentemente sconosciuti, denominati caffaldeidi A, B e C. Le loro strutture chimiche sono state verificate attraverso 1D e 2D NMR insieme alla spettrometria di massa ad alta risoluzione (HRESIMS).

Sebbene le tre caffaldeidi differissero nei loro componenti degli acidi grassi (acidi palmitici, stearici e arachidici), tutti mostravano una notevole inibizione della α-glucosidasi. I loro valori IC50 erano rispettivamente 45,07, 24.40 e 17,50 μM, indicando un'attività più forte rispetto al farmaco di confronto acarbosio.

I risultati suggeriscono nuove opportunità per sviluppare alimenti funzionali a base di caffè o nutraceutici che supportano il controllo del glucosio e possono aiutare a gestire il diabete.

Potrebbero interessarti

Salute

L'olio extravergine di oliva protegge il cervello attraverso l'intestino

Chi consuma olio extravergine d'oliva piuttosto che l'olio d'oliva raffinato ha una migliore evoluzione della funzione cognitiva e una maggiore diversità del microbiota intestinale, un indicatore chiave della salute digestiva e metabolica

15 febbraio 2026 | 12:00

Salute

I polifenoli dell'olio di oliva contro la sindrome metabolica

I polifenoli dell’olio d’oliva potrebbero rappresentare un supporto naturale efficace nella gestione della sindrome metabolica grazie alla riduzione della glicemia a digiuno e dell’emoglobina glicata, due indicatori fondamentali del controllo del glucosio nel sangue

12 febbraio 2026 | 13:00

Salute

La Dieta Mediterranea riduce il rischio ictus

La dieta può essere un fattore potente ma trascurato nella prevenzione dell'ictus. I benefici più forti osservati nelle donne che mangiavano più alimenti a base vegetale, pesce e olio d'oliva riducendo la carne rossa e i grassi saturi

12 febbraio 2026 | 11:00

Salute

Il nutriente del pomodoro che può aiutare a prevenire gravi malattie gengivali

Gli anziani con un'adeguata assunzione di licopene, l’antiossidante che dà ai pomodori il loro colore rosso, avevano circa un terzo del rischio di parodontite grave rispetto a quelli che non ne assumevano abbastanza

11 febbraio 2026 | 14:00

Salute

I conservanti alimentari che possono aumentare i rischi di cancro

Un ampio studio francese ha scoperto che un maggiore consumo di alcuni conservanti alimentari, comunemente trovati in alimenti e bevande trasformati, è collegato a un rischio di cancro modestamente più elevato

11 febbraio 2026 | 12:00

Salute

Il gusto amaro risveglia il cervello, aumentando l'attività, la curiosità, l'apprendimento e la memoria

Una nuova ricerca giapponese suggerisce che la sensazione astringente causata dai flavanoli potrebbe fungere da segnale diretto al cervello, innescando effetti simili a un lieve allenamento per il sistema nervoso

09 febbraio 2026 | 13:00