Salute
L’olio extravergine di oliva migliora il benessere dell’intestino e del cervello
L’impatto positivo dell'olio extravergine di oliva sull'asse intestino-cervello. L’olio d’oliva modula il microbiota intestinale agendo come prebiotico, incoraggiando la crescita di batteri benefici e riducendo la crescita dei batteri pro-infiammatori
25 novembre 2025 | 15:00 | T N
L'asse intestino-cervello, un complesso sistema di comunicazione bidirezionale tra entrambi gli organi, svolge un ruolo chiave nella salute generale.
Vi sono noti effetti neuromodulatori nel consumo di olio d'oliva vergine (VOO) che modula i cambiamenti nel microbiota intestinale. I componenti presenti nell’olio, come i polifenoli e gli acidi grassi monoinsaturi, esplicano la loro funzione nell'influenzare la composizione del microbiota intestinale.
Da un lato, sono stati esaminati studi che mostrano come l’extravergine e i suoi componenti principali promuovono la crescita di alcuni batteri che producono metaboliti microbici. L’olio stimola le popolazioni di Lactobacillus spp. e Bifidobacterium e aumenta la produzione di acidi grassi a corta catena. Clostridium XIVa, un gruppo importante nella produzione di butirrato, prolifera in relazione all’assunzione di olio extravergine di oliva.
Inoltre, il consumo di olio migliora la funzione della barriera emato-encefalica, riduce la neuroinfiammazione e inibisce la formazione di placche Aβ e tau nel cervello. Inoltre, quando si studia individualmente i composti fenolici, come idrossitirosolo, oleuropeina e tirosolo, questi hanno mostrato effetti neuroprotettivi e antiossidanti nei modelli animali, migliorando il comportamento cognitivo e motorio e riducendo i danni ossidativi nel cervello. Questi composti inibiscono la perossidazione lipidica e la formazione di mediatori infiammatori, come la prostaglandina E2 e l'interleuchina 1β. Inoltre, i metaboliti flavonoidi prodotti dal microbiota intestinale, come l'acido protocatechico e l'acido gallico, hanno mostrato effetti neuroprotettivi riducendo lo stress ossidativo e l'attivazione microgliale.
Infine, diversi studi hanno riportato prove sugli effetti dell’extravergine sulla composizione microbica intestinale e sulla diversità, suggerendo il suo potenziale come modulatore dell'asse intestino-cervello. Il consumo di olio è stato associato a una maggiore ricchezza della comunità microbica, con un aumento di Alistipes, Odoribacter e Parabacteroides e una diminuzione delle Prevotellaceae, che sono stati collegati a miglioramenti nell'asse intestino-cervello. La vitamina E, principalmente presente nell’extravergine, ha anche dimostrato di alterare le risposte immunitarie e infiammatorie attraverso la modulazione del microbiota intestinale negli studi sugli animali e sull’uomo. Altri studi hanno anche dimostrato che il consumo di olio d'oliva o dei suoi componenti chiave, come l'idrossitirosolo, migliora l'equilibrio intestinale e riduce lo stress ossidativo e l'infiammazione in modelli di malattie legate al sistema nervoso centrale, come la sclerosi multipla.
In sintesi, i dati pubblicati suggeriscono che i cambiamenti nel microbiota intestinale suscitati dal consumo di olio d'oliva vergine possono beneficiare della funzione cognitiva e della neuroprotezione.
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