Salute
La dieta mediterranea bio è ideale per la salute dell'intestino
Una ricerca dell'Università di Tor Vergata ha messo a confronto gli effetti sulla salute della dieta mediterranea basata su alimenti biologici e la stessa con prodotti convenzionali
17 settembre 2025 | 14:00 | T N
L'Università di Tor Vergata ha realizzato un progetto di ricerca finanziato dal ministero della Salute con lo scopo di verificare l'efficacia di una dieta mediterranea, confrontando prodotti di qualità biologica e prodotti convenzionali.
Lo studio, la cui fase conclusiva è stata pubblicata sulla rivista scientifica Microorganisms, dimostra come quella bio sia più efficace per la salute, anche a parità di nutrienti. I risultati sono stati divulgati martedì 16 settembre, a Roma, all'interno della campagna “Il Bio Dentro di Noi”, promossa da FederBio, AssoBio e Consorzio il Biologico.
La ricerca è stata condotta su 39 adulti sani (27 donne e 12 uomini, età media 38,5 anni), divisi in tre gruppi: uno ha seguito una dieta libera, uno una dieta mediterranea con alimenti convenzionali e uno una dieta mediterranea con alimenti biologici certificati. Quattro settimane di dieta mediterranea biologica sono risultati sufficienti per modificare in modo misurabile la composizione del microbiota intestinale e aumentare l'abbondanza di batteri considerati benefici, con miglioramenti antiinfiammatori, antiossidanti e immunomodulanti.
Principali evidenze emerse dallo studio sono che la dieta mediterranea (sia biologica che convenzionale) arricchisce batteri produttori di acidi grassi a catena corta (SCFA), fondamentali per l'integrità dell'intestino e la regolazione dell'infiammazione. La versione biologica (IMOD) mostra, in più, un aumento specifico di due batteri, il Parabacteroides distasonis e l'Anaerostipes hadrus: entrambi legati ad azioni protettive sul metabolismo e la barriera intestinale. Lo studio ha rivelato inoltre differenze significative legate al sesso biologico: sesso e dieta insieme spiegano il 12,15% della variabilità del microbiota, indicando risposte microbiche diversificate. Nelle donne è emerso un arricchimento di specie note per gli effetti antinfiammatori e la protezione della mucosa intestinale. Negli uomini, invece, prevalevano altri profili metabolici, specie associati alla stabilità della flora intestinale e alla fermentazione di carboidrati complessi, con potenziali implicazioni immuno-metaboliche.
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