Salute
L'olio extra vergine di oliva ha una funzione cardioprotettiva
Arricchire l'olio con fenoli provenienti da altre fonti non produce effetti salutistici sulle lipoproteine ad alta densità. Solo l'extra vergine e quello arricchito con i propri fenoli aumentano il contenuto di acidi grassi monoinsaturi nel sangue
17 dicembre 2021 | T N
L'analisi lipidomica delle lipoproteine ad alta densità (HDL) potrebbe essere utile per identificare nuovi biomarcatori della funzione HDL.
Uno studio randomizzato, controllato, in doppio cieco, crossover (33 soggetti ipercolesterolemici) viene eseguito con un olio di oliva vergine di controllo (VOO), VOO arricchito con i propri composti fenolici (FVOO), o extra vergine arricchito con ulteriori composti fenolici dal timo (FVOOT) per 3 settimane.
Le analisi lipidomiche HDL sono state eseguite utilizzando la piattaforma Lipidyzer.
L'assunzione di olio extra vergine di oliva e extra vergine arricchito con i propri fenoli aumenta gli acidi grassi monoinsaturi (FAs) e diminuisce i FAs saturi e polinsaturi nelle specie di triacilgliceridi (TAG), tra le altre specie.
Al contrario, l'assunzione dell'olio arricchito con i fenoli del timo non induce questi cambiamenti FAs.
La diminuzione di TAG52:3(FA16:0) dopo l'assunzione di extra vergine e la diminuzione di TAG52:5(FA18:2) dopo l'assunzione di olio arricchito con i suoi fenoli sono inversamente associate ai cambiamenti nella resistenza HDL all'ossidazione.
Dopo l'assunzione di olio arricchito con i suoi fenoli, la diminuzione di TAG54:6(FA18:2) nelle HDL è inversamente associata ai cambiamenti nella capacità di efflusso del colesterolo delle HDL.
Il consumo di extra vergine e extra vergine arricchito con i suoi fenoli ha un impatto sul lipidoma HDL, in particolare sulle specie TAG. Anche se i TAG sono componenti minori della massa HDL, i cambiamenti osservati nei TAG hanno modulato la funzionalità HDL verso una modalità cardioprotettiva.
La valutazione del lipidoma HDL è un approccio prezioso per identificare e caratterizzare nuovi biomarcatori della funzione HDL.
Bibliografia
Fernández-Castillejo, S., Pedret, A., Catalán, Ú., Valls, R.-M., Farràs, M., Rubió, L., Castañer, O., Macià, A., Fitó, M., Motilva, M. J., Covas, M.-I., Giera, M., Remaley, A. T., Solà, R., Virgin Olive Oil Phenolic Compounds Modulate the HDL Lipidome in Hypercholesterolaemic Subjects: A Lipidomic Analysis of the VOHF Study. Mol. Nutr. Food Res. 2021, 65, 2001192
Potrebbero interessarti
Salute
Ecco come il polline d'olivo invecchia in ragione del meteo
Accertata la sensibilità dei lipidi nei granuli di polline all'invecchiamento atmosferico. E' importante considerare i processi ossidativi nella valutazione dell'evoluzione chimica delle particelle di aerosol biologiche primarie
24 marzo 2026 | 10:00
Salute
Fino al 67% in più di rischio di ictus e infarti mangiando cibo ultraprocessato
Mangiare grandi quantità di alimenti ultra-elaborati come patatine, pasti surgelati, bevande zuccherate e snack confezionati aumenta il rischio di gravi problemi cardiaci. Ogni porzione giornaliera aggiuntiva aumenta la probabilità di questi eventi di oltre il 5%
23 marzo 2026 | 14:00
Salute
L'oleaceina dell'olio di oliva contro le infiammazioni articolari
L’oleaceina dell'olio extravergine di oliva è in grado di attenuare la risposta infiammatoria nelle cellule sinoviali umane, quelle che rivestono le articolazioni e sono coinvolte nei processi infiammatori
21 marzo 2026 | 12:00
Salute
La fermentazione del pane con lievito madre trasforma le fibre di grano in modi inaspettati
Gli enzimi già presenti nel grano, attivati dall’ambiente acido del lievito madre, abbattono le fibre chiave chiamate arabinoxilani. Questo processo può influenzare la consistenza, la digeribilità e il sapore del pane
18 marzo 2026 | 13:00
Salute
L'olio d’oliva è alleato della prevenzione cardiovascolare
Negli ultimi vent’anni oltre mille studi scientifici hanno evidenziato i benefici del consumo di olio di oliva, in particolare extravergine, per la salute cardiovascolare, metabolica e persino cognitiva
18 marzo 2026 | 11:00
Salute
Le microplastiche possono danneggiare silenziosamente il cervello
Le microplastiche, ampiamente trovate nel cibo, nell’acqua e persino nella polvere domestica, potrebbero innescare infiammazione e danni nel cervello. Gli adulti possono consumare circa 250 grammi di microplastiche ogni anno
17 marzo 2026 | 13:00