Salute

La dieta vegana può danneggiare i più piccoli

Allarme dei pediatri italiani per regimi dietetici troppo stringenti per i neonati e i bambini. Una dieta vegana può portare a carenza di vitamina B12 con danni ai neuroni, problemi psicomotori a aumento di rischio anemia

01 giugno 2016 | T N

La dieta vegana non è adatta ai più piccoli. L'appello è lanciato dai pediatri italiani.

Anemia, danni al sistema nervoso, ritardo psicomotorio, atrofia al cervello. Sono alcuni dei problemi che una dieta inadeguata può causare ai neonati o ai bambini in tenerissima età.

Alessandro Ventura, direttore di pediatria all'Università e all'ospedale Burlo Garofolo di Trieste racconta un caso: "Il bambino aveva solo cinque mesi, era sonnolento e non reagiva agli stimoli. Abbiamo fatto tutti gli esami e solo dopo quattro o cinque giorni abbiamo individuato il problema: la dieta vegana della madre che lo allattava. Non ce lo aspettavamo".

Il problema sarebbe la carenza di vitamina B12 di una dieta vegana. Tale vitamina è presente in carne, pesce, latte e uova, tutti cibi proibiti per chi segue il veganesimo.

La carenza di vitamina B12 nei bambini compromette la formazione dei neuroni,disturbi psicomotori e aumenta il rischio di contrarre l’anemia e danneggia anche il sistema nervoso.

"Recentemente abbiamo visto un bimbo di 9 mesi con un ritardo dello sviluppo psicomotorio. Prima di accorgerci che il problema era la dieta vegana era stato seguito dai neuropsichiatri. Solo quando ha avuto una serie di sincopi e svenimenti ed è finito in pronto soccorso abbiamo capito l'origine dei problemi" racconta Grazia Di Leo, responsabile della nutrizione al Burlo Garofolo.

Un'altra causa di diete carenti possono essere le allergie inesistenti. Alessandro Fiocchi, responsabile dell'Allergologia al Bambino Gesù di Roma, spiega che "partendo da un test sbagliato, ci si convince che un bimbo possa avere una non meglio determinata intolleranza e si finisce con il togliere alimenti fondamentali come latte o uova".

Occorre quindi molta cautela per la dieta dei più piccoli, partendo dal presupposto che più ricca e variegata è e meno saranno le probabilità di una carenza pericolosa di nutrienti indispensabili alla crescita.

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