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Olio d'oliva spagnolo, previsioni record per la campagna 2026/27: produzione stimata a 1,6 milioni di tonnellate

Olio d'oliva spagnolo, previsioni record per la campagna 2026/27: produzione stimata a 1,6 milioni di tonnellate

Il Ministerio de Agricultura, Pesca y Alimentación spagnolo ha pubblicato la prima stima ufficiale. Dopo due annate difficili, la Spagna si prepara a un rimbalzo produttivo del 35% rispetto alla media degli ultimi sei anni. Andalucía e Jaén trainano la ripresa, mentre il resto delle regioni mostra andamenti divergenti

01 ottobre 2026 | 11:43 | T N

Dopo due campagne segnate da siccità e cali produttivi, la Spagna si prepara a tornare ai vertici della produzione olearia mondiale. Il Ministerio de Agricultura, Pesca y Alimentación (MAPA) ha pubblicato il primo aforo ufficiale per la campagna 2026/2027, indicando una produzione nazionale stimata di 1.602.596 tonnellate di olio d'oliva. Un dato che, se confermato, segnerebbe un balzo del 23% rispetto alla campagna precedente (1.301.979 t) e ben del 35% sopra la media delle ultime sei annate (1.187.647 t).

Andalucía protagonista assoluta

La locomotiva dell'olivicoltura spagnola resta l'Andalucía, che da sola dovrebbe produrre 1.261.200 tonnellate, pari al 78,7% del totale nazionale. Rispetto alla campagna 2025/26, la crescita stimata è del 29,3%, con un incremento del 37,9% sulla media del periodo 2020/21-2025/26.

A livello provinciale, i riflettori sono puntati su Jaén, che con 575.000 tonnellate previste si conferma la capitale mondiale dell'olio. Seguono Córdoba (339.700 t), Sevilla (142.000 t) e Granada (106.700 t). Particolarmente significativo il recupero di Córdoba e Jaén, che registrano incrementi rispettivamente del 45,4% e 45,8% rispetto alla media del sessennio precedente.

Castilla-La Mancha ed Extremadura in crescita

Fuori dall'Andalucía, le due principali regioni produttrici mostrano segnali positivi. Castilla-La Mancha stima 152.555 tonnellate (+10% sull'anno precedente, +27% sulla media), mentre l'Extremadura si attesta a 97.300 tonnellate (+23,9% su base annua, +42% sulla media). Da segnalare, in Extremadura, il forte incremento della provincia di Badajoz (89.500 t), che compensa il calo di Cáceres (7.800 t).

Luci e ombre nelle altre regioni

Il quadro nazionale è però a geometria variabile. Cataluña segna una contrazione del 22,3% rispetto alla scorsa campagna, fermandosi a 30.344 tonnellate, con cali marcati a Barcelona (-43%) e Tarragona (-25%). Aragón scende a 12.490 tonnellate (-27% sul 2025/26), mentre la Región de Murcia registra 10.318 tonnellate (-27%). In controtendenza la Comunidad Valenciana, che sale a 24.373 tonnellate (+4,2%), grazie soprattutto al balzo di Castellón (+57,2%).

Un'annata da record, ma con prudenza

Nonostante i numeri incoraggianti, il settore invita alla cautela. Le stime si basano sui dati comunicati dalle Comunità Autonome ai sensi del Real Decreto 84/2021 e sulle informazioni del Sistema del Mercado de Información Oleícola. Come ricordato nel documento del MAPA, si tratta di previsioni suscettibili di variazioni in funzione dell'andamento climatico nelle prossime settimane e dell'evoluzione della maturazione delle drupe.

Se le premesse saranno confermate, la campagna 2026/27 potrebbe rappresentare un punto di svolta per il mercato oleario spagnolo, con un'offerta più abbondante che potrebbe contribuire a stabilizzare i prezzi dopo le tensioni degli ultimi anni. L'appuntamento per il secondo aforo è previsto per la fine di novembre, quando saranno disponibili i dati definitivi sulla raccolta.

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