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Un ettaro di oliveto irriguo costa il doppio di un oliveto in asciutto in Spagna

Un ettaro di oliveto irriguo costa il doppio di un oliveto in asciutto in Spagna

Il prezzo medio di un ettaro di oliveto asciutto raggiunge 13.063 euro nel 2024, contro i 25.245 euro dell’oliveto irrigato. In crescita anche gli affitti, mentre il mercato fondiario conferma l’elevato numero di compravendite di oliveti

30 settembre 2026 | 11:00 | C. S.

Il mercato della terra destinata all’olivicoltura mantiene una dinamica positiva in Spagna. Secondo gli ultimi dati del Ministerio de Agricultura, Pesca y Alimentación (MAPA), nel 2024 il prezzo medio di un ettaro di oliveto in asciutto ha raggiunto i 13.063 euro, contro i 12.089 euro del 2020. Per l’oliveto irriguo, invece, il valore medio è arrivato a 25.245 euro/ha.

La crescita si inserisce in un mercato fondiario agricolo che nel complesso ha raggiunto nel 2024 un valore medio di 10.248 euro/ha, con un incremento del 13,8% rispetto al 2020. L'andamento, tuttavia, è differenziato tra i diversi ordinamenti colturali e riflette soprattutto la disponibilità di acqua e il potenziale produttivo dei terreni.

Oliveto in asciutto, +8,1% dal 2020

Per l’oliveto di seccagno, il prezzo medio è passato dai 12.089 euro/ha del 2020 ai 13.063 euro del 2024, con una rivalutazione complessiva dell’8,1%. L’incremento nell’ultimo anno della serie è stato più contenuto, pari allo 0,8%.

La progressione è stata pressoché continua: 12.298 euro/ha nel 2021, 12.497 nel 2022, 12.962 nel 2023 e quindi 13.063 euro nel 2024.

Più elevato, ma con una crescita percentuale inferiore, è il valore dell’oliveto irrigato. Dai 23.744 euro/ha del 2020 si è passati a 25.245 euro nel 2024, con un aumento del 6,3%. Solo tra il 2023 e il 2024 la rivalutazione è stata del 2,6%.

Il differenziale tra le due tipologie resta comunque molto ampio: un ettaro di oliveto irriguo vale mediamente quasi il doppio rispetto a uno in asciutto. Un divario che evidenzia il peso crescente della disponibilità idrica nella determinazione del valore fondiario degli oliveti.

Affitti in aumento

La dinamica positiva riguarda anche il mercato degli affitti. Nel 2024 il canone medio dell’oliveto di seccagno è arrivato a 270,8 euro/ha, rispetto ai 258,5 euro del 2020, con un incremento complessivo del 4,8%.

Particolarmente marcato è stato il rialzo nell’ultimo anno: dai 248,7 euro/ha del 2023 ai 270,8 euro del 2024, pari a un aumento dell’8,9%.

La crescita risulta superiore a quella registrata mediamente dall’intero mercato degli affitti agricoli. Il canone medio nazionale delle terre agrarie si è infatti attestato a 166,8 euro/ha nel 2024, il 10,2% in più rispetto al 2020. L’oliveto di seccagno presenta quindi un canone assoluto sensibilmente superiore alla media nazionale.

Oltre 25 mila compravendite di oliveti asciutti

Il peso dell’olivicoltura emerge anche dall’analisi delle compravendite. L'Informe Anual del Mercado Inmobiliario Rústico (IAMIR) 2025, elaborato dalla Dirección General del Catastro, censisce 25.130 compravendite valide di oliveto di seccagno nel periodo compreso tra il 1° aprile 2022 e il 31 marzo 2025.

L’oliveto di asciutto si colloca così al terzo posto per numero di transazioni valide tra le aggregazioni considerate dall’indagine.

Nel complesso, l’IAMIR prende in esame 659.656 compravendite di immobili rurali, delle quali 245.477 sono state considerate valide ai fini della determinazione dei moduli di valore. La rilevazione comprende 27 aggregazioni di coltura e utilizzazione e 233 ambiti territoriali omogenei.

Le superfici a seminativo, asciutto e irriguo, rappresentano complessivamente il 47,5% delle transazioni valide, mentre gli usi forestali raggiungono il 13,3%.

All’interno di questo quadro, le oltre 25 mila compravendite di oliveti di seccagno confermano il ruolo rilevante dell’olivicoltura nel mercato fondiario rurale spagnolo, mentre il differenziale di prezzo con gli impianti irrigui mostra quanto la disponibilità d’acqua incida ormai sul valore economico della terra olivicola.

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