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Olive da mensa, previsioni di raccolta 2026/27: produzione in crescita del 27% nonostante il caldo record

Olive da mensa, previsioni di raccolta 2026/27: produzione in crescita del 27% nonostante il caldo record

Nonostante le piogge autunnali e invernali abbiano ricaricato le falde, i mesi successivi sono stati segnati da siccità e ondate di calore. La produzione potenziale è stimata in 638.000 tonnellate, con un aumento del 27% rispetto alla campagna precedente

06 settembre 2026 | 09:00 | C. S.

A pochi giorni dall’avvio della raccolta delle olive da mensa, prevista come di consueto nel mese di settembre, l’organismo di filiera Interaceituna ha presentato il secondo aggiornamento delle stime produttive per la campagna 2026/27. I dati si basano sui campionamenti effettuati nella seconda metà di agosto e offrono un quadro positivo, seppur condizionato da variabili ancora aperte.

L’inverno e l’autunno scorsi avevano fatto ben sperare: le abbondanti precipitazioni hanno riempito gli acquiferi, i bacini idrici e il suolo, migliorando le condizioni fisiologiche degli olivi e ponendo le basi per una raccolta generosa. Tuttavia, nei sei mesi successivi le piogge sono state quasi assenti e gli uliveti hanno dovuto resistere a ben cinque ondate di calore. Oggi, in alcune aree, si cominciano a vedere i primi segni di stress sia sulle piante che sui frutti, con sintomi di appassimento.

Di conseguenza, la quantità finale di olive destinate alla trasformazione in verde dipenderà in larga misura dall’andamento meteorologico nelle prossime settimane, oltre che dalle richieste di calibro avanzate dalle industrie di lavorazione. Se non si verificheranno interferenze di tipo agronomico, fitopatologico, climatico, lavorativo o commerciale, la produzione potenziale per il 2026 è stimata in 638.000 tonnellate, con un incremento del 27% rispetto alla campagna ormai in chiusura.

Le stime varietà per varietà

  • Manzanilla: la produzione finale sarà fortemente influenzata dall’anticipo o dal ritardo delle prime piogge autunnali. Al momento si prevedono 214.000 tonnellate.

  • Gordal: in controtendenza rispetto alla Manzanilla, questa varietà mostra un raccolto abbondante e di qualità elevata, con frutti commerciali di pregio. La stima è di 33.000 tonnellate.

  • Hojiblanca: nel complesso buona annata, anche se con andamenti irregolari. Gli alberi presentano una buona carica e frutti di calibro notevole. Nelle zone tradizionali di raccolta in verde, la produzione è attesa a 283.000 tonnellate.

  • Cacereña: dopo l’abbondante raccolto dell’anno scorso, questa stagione si preannuncia più scarsa, ma gli alberi sono recuperati e i frutti mostrano un buon calibro. Alla produzione storica delle zone settentrionali di Cáceres si aggiungono ora i nuovi impianti superintensivi in Andalusia ed Estremadura. La stima complessiva è di 34.000 tonnellate.

  • Carrasqueña: l’uliveto si presenta in buone condizioni fisiologiche e agronomiche, facendo ben sperare per una raccolta con alto potenziale di frutti adatti al verdeo. La produzione potrebbe raggiungere le 57.000 tonnellate.

In attesa dell’evoluzione del tempo e delle decisioni industriali, il settore guarda con cauto ottimismo a una campagna che si preannuncia abbondante, ma che dovrà fare i conti con un clima sempre più imprevedibile.

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