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Gli ulivi più antichi del Portogallo hanno oltre 3.000 anni
In Portogallo sopravvive un patrimonio straordinario di ulivi millenari. Alcuni esemplari, certificati attraverso un metodo sviluppato dall’Università di Trás-os-Montes e Alto Douro, avrebbero più di 3.000 anni. L’Oliveira do Peso, nell’Alentejo, potrebbe averne addirittura oltre 3.700
01 settembre 2026 | 13:00 | C. S.
La recente scoperta in Germania di un albero di circa 1.100 anni ha fatto il giro del mondo. Un’età eccezionale per un albero europeo, ma che appare relativamente modesta se confrontata con quella di alcuni ulivi portoghesi. In diverse aree del Paese, infatti, sono stati individuati e studiati esemplari millenari, alcuni dei quali potrebbero avere più di tre millenni.
Tra i più celebri c’è l’Oliveira do Mouchão, nel comune di Abrantes, la cui età è stata stimata in circa 3.350 anni. Un albero che, secondo la stima scientifica, avrebbe iniziato a crescere in un’epoca precedente alla presenza romana nella penisola iberica, attraversando la storia di Fenici, Celtiberi e Romani.
Un metodo scientifico per calcolare l'età
La datazione degli ulivi molto antichi presenta difficoltà particolari. Il tronco degli esemplari secolari può infatti essere cavo, deformato o composto da parti che si sono sviluppate e rigenerate in epoche differenti. Per questo non è sempre possibile utilizzare semplicemente il conteggio degli anelli annuali.
I ricercatori dell’Università di Trás-os-Montes e Alto Douro (UTAD) hanno sviluppato e brevettato un metodo matematico che consente di stimare l’età degli ulivi attraverso le caratteristiche morfologiche dell’albero. Il modello considera parametri quali diametro, altezza e circonferenza del tronco, mettendoli in relazione con l’età degli esemplari.
Il sistema è stato utilizzato per analizzare numerosi ulivi in Portogallo e anche in altri Paesi, contribuendo a documentare un patrimonio di alberi monumentali che in precedenza veniva spesso tramandato soprattutto attraverso la memoria e la tradizione locale.
L'Oliveira do Mouchão, 3.350 anni e ancora produttiva
L’Oliveira do Mouchão rappresenta uno degli esempi più impressionanti. Nonostante il tronco porti evidenti i segni di migliaia di anni di vita, l’albero ha conservato una sorprendente capacità vegetativa.
Ancora nel 2022, secondo le osservazioni riportate dagli esperti, continuava a produrre olive con una vitalità paragonabile a quella di alberi molto più giovani.
La spiegazione è nella particolare biologia dell’olivo. La specie possiede infatti una straordinaria capacità di rigenerazione: anche quando una parte consistente del tronco viene danneggiata o muore, le porzioni ancora vitali possono produrre nuovi germogli e consentire alla pianta di continuare il proprio ciclo biologico.
È una caratteristica che permette all’olivo di superare traumi, siccità, potature drastiche e altri eventi che potrebbero compromettere definitivamente altre specie arboree.
Nell'Alentejo un ulivo che potrebbe avere 3.700 anni
L’Oliveira do Mouchão potrebbe però non essere l’ulivo più antico del Portogallo.
Nell’Alentejo, nella Herdade do Peso, a Vidigueira, nel distretto di Beja, si trova infatti l’Oliveira do Peso, alla quale una valutazione effettuata nel 2021 ha attribuito un’età superiore ai 3.700 anni.
Se la stima fosse confermata, si tratterebbe di un albero nato in un’epoca remotissima, molto prima dell’Impero romano e migliaia di anni prima dell’epoca contemporanea.
L’Oliveira do Peso è stata inoltre protagonista del concorso nazionale “Albero portoghese dell’anno 2024”, nel quale si è classificata al terzo posto.
Una presenza diffusa in tutto il Paese
Gli ulivi millenari non sono una rarità confinata a un’unica località. Altri esemplari di età eccezionale sono stati individuati in diverse regioni del Portogallo.
A Santa Iria de Azóia, nel comune di Loures, un ulivo è stato stimato in circa 2.850 anni. A Monsaraz, nel distretto di Évora, si trovano diversi esemplari millenari, tra cui uno con un’età stimata di circa 2.450 anni.
Altri alberi antichi sono stati segnalati a Estremoz, Montemor-o-Novo, Lagoa, Beja, Vilamoura ed Évora, oltre che nell’area del Parque de Serralves, a Porto.
Il quadro che emerge è quello di un patrimonio arboreo particolarmente ricco, nel quale la storia dell’olivo si intreccia con quella del paesaggio rurale e delle popolazioni che hanno abitato la penisola iberica.
La straordinaria capacità dell'olivo di rigenerarsi
La longevità dell’olivo è legata soprattutto alla sua capacità di rinnovare continuamente le proprie strutture vegetative. José Luís Louzada, ricercatore dell’UTAD che ha sviluppato il metodo di datazione, considera l’olivo una delle specie viventi maggiormente capaci di resistere al trascorrere del tempo.
La pianta può infatti sopravvivere anche quando una parte del tronco viene compromessa. Nuovi germogli possono svilupparsi dalle porzioni ancora vitali, dando origine a una nuova struttura vegetativa.
Per questo motivo, negli esemplari più antichi, l’albero che oggi vediamo può essere considerato il risultato di un processo di continua rigenerazione iniziato migliaia di anni fa.
È proprio questa caratteristica a rendere possibile un fenomeno biologico quasi unico: un ulivo può continuare a produrre olive per secoli e, in condizioni favorevoli, persino per millenni.
Gli ulivi monumentali portoghesi diventano così molto più di semplici alberi antichi. Sono vere e proprie testimonianze viventi della storia mediterranea, capaci di collegare il paesaggio agricolo contemporaneo a un passato che precede di millenni la civiltà romana e gran parte della storia scritta europea.
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