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51 mila euro agli oleifici per salvaguardare la filiera olearia delle Canarie

51 mila euro agli oleifici per salvaguardare la filiera olearia delle Canarie

Il Governo delle Canarie stanzia 51.875 euro a favore di 11 oleifici dell’arcipelago per sostenere la capacità di molitura e trasformazione dopo le campagne caratterizzate da una forte contrazione della produzione di olive. Il contributo potrà arrivare fino a 12.500 euro per impresa

27 agosto 2026 | 10:00 | C. S.

Il Governo delle Canarie ha approvato un aiuto diretto di 51.875 euro destinato a 11 oleifici dell’arcipelago, con l’obiettivo di preservare la capacità di molitura e trasformazione del comparto olivicolo in una fase segnata dalla scarsità di olive disponibili.

La misura, finanziata interamente dalla Comunità autonoma attraverso la Consejería de Agricultura, Ganadería, Pesca y Soberanía Alimentaria, punta a sostenere la continuità operativa degli impianti di trasformazione iscritti al Sistema de Información de los Mercados Oleícolas (SIMO) delle Canarie.

Una filiera condizionata dalla scarsità di materia prima

La situazione degli oleifici canari è legata alla forte riduzione della produzione di olive e di olio di oliva registrata nelle ultime campagne. A determinare la contrazione hanno contribuito le condizioni climatiche avverse, le basse rese degli oliveti e una diminuzione generalizzata della materia prima destinata alla trasformazione.

La conseguenza è una pressione crescente sulla sostenibilità economica degli impianti di molitura, che devono mantenere strutture e capacità operative anche quando i quantitativi di olive da trasformare risultano particolarmente contenuti.

Il sostegno pubblico intende quindi evitare una perdita di capacità di trasformazione che potrebbe compromettere la continuità della filiera locale nelle prossime campagne.

Fino a 12.500 euro per ciascun oleificio

L'importo dell'aiuto viene calcolato sulla base della capacità di molitura dell'oleificio. Il contributo è fissato in 2.000 euro per ogni 100 chilogrammi di olive all'ora di capacità di trasformazione.

Sono previsti un contributo minimo di 1.500 euro e un limite massimo di 12.500 euro per impresa.

Il meccanismo lega quindi l'entità dell'intervento alla dimensione produttiva degli impianti, garantendo al contempo una soglia minima di sostegno e un tetto massimo per contenere l'esborso pubblico.

Quintero: gli oleifici sono essenziali per la filiera

Il consigliere regionale all'Agricoltura, Narvay Quintero, ha sottolineato il ruolo degli oleifici come elemento essenziale della catena del valore dell'olivicoltura canaria.

In un contesto di bassa produzione, ha spiegato, è necessario preservare la capacità di trasformazione affinché gli olivicoltori possano continuare a contare su infrastrutture adeguate per la lavorazione delle proprie olive.

La misura dovrebbe contribuire anche a mantenere la produzione locale di olio di oliva, un prodotto che sta acquisendo una crescente valorizzazione all'interno del panorama gastronomico delle Canarie.

Obbligo di mantenere l'attività per cinque anni

Il sostegno è subordinato al rispetto di specifici obblighi da parte dei beneficiari. Le imprese hanno 20 giorni lavorativi dalla notifica della Risoluzione per dimostrare il possesso dei requisiti richiesti.

Tra le condizioni principali figura l'impegno a mantenere l'attività dell'oleificio o almeno la sua capacità operativa per un periodo minimo di cinque anni.

I beneficiari dovranno inoltre dichiarare gli eventuali altri aiuti de minimis ricevuti, nonché quelli richiesti o concessi per la stessa finalità. È infine necessario attestare la regolarità degli obblighi tributari e contributivi nei confronti della Seguridad Social, salvo nei casi in cui sia autorizzata la verifica diretta da parte dell'amministrazione.

L'intervento del Governo canario assume così una funzione non soltanto emergenziale, ma anche strutturale: mantenere in attività la rete degli oleifici significa preservare l'infrastruttura necessaria alla sopravvivenza dell'olivicoltura locale, anche in presenza di campagne caratterizzate da produzioni particolarmente basse.

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