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La strategia dell'Andalusia per l’olivicoltura: in campo quasi un miliardo di euro
La Junta de Andalucía ha già avviato 45 delle 52 misure previste dalla prima strategia regionale per il settore olivicolo. Nel 2025 sono stati mobilitati oltre 347 milioni di euro, mentre il piano complessivo prevede investimenti per 986,8 milioni entro il 2027
27 agosto 2026 | 09:00 | C. S.
La Junta de Andalucía ha già attivato l’86% delle misure previste dalla “Primera Estrategia Andaluza para el Sector del Olivar. Horizonte 2027”. A poco più di un anno dall’entrata in vigore del programma, gli ultimi dati disponibili, aggiornati a luglio 2026, indicano che sono state avviate 45 delle 52 misure inserite nella strategia regionale.
Il programma punta a rafforzare la competitività dell’intera filiera olivicola andalusa, intervenendo sulla produzione agricola, sull’industria, sulla commercializzazione e sulla sostenibilità. La completa attuazione delle 52 misure dovrebbe mobilitare entro il 2027 un budget complessivo di 986.773.660 euro.
Oltre 347 milioni mobilitati nel 2025
Il ritmo di attuazione è particolarmente significativo. Nel solo 2025 la Consejería de Agricultura, Pesca, Agua y Desarrollo Rural ha infatti avviato interventi per oltre 347 milioni di euro, una cifra equivalente a circa il 35% dell’intero stanziamento previsto dalla strategia.
Gli interventi sono articolati lungo undici aree tematiche e comprendono il miglioramento della competitività e della sostenibilità delle aziende olivicole e dell’industria, l’orientamento al mercato, l’aumento del valore aggiunto e la promozione della qualità differenziata.
Tra gli obiettivi figurano anche il riequilibrio della catena del valore, la conquista di nuovi mercati, lo sviluppo dell’economia circolare e della bioeconomia, la digitalizzazione e il rafforzamento della ricerca e dell’innovazione.
Digitalizzazione, ricerca e formazione
Una parte rilevante della strategia riguarda la modernizzazione tecnologica della filiera. La Regione punta infatti a favorire la trasformazione digitale delle aziende olivicole e a consolidare il rapporto tra scienza, tecnologia e imprese, con l’obiettivo di accelerare il trasferimento dell’innovazione al sistema produttivo.
A questo si aggiungono interventi sulla formazione, sulla consulenza e sulla diffusione delle conoscenze tra i diversi operatori della filiera.
Tra gli indicatori che stanno mostrando l’evoluzione più favorevole figurano il valore della produzione di olive da tavola, il numero di olivicoltori che hanno modernizzato le proprie aziende e la percentuale di imprese che impiegano specialisti nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
In crescita anche la quota di prodotto commercializzata attraverso sistemi di qualità legati al territorio.
Ricambio generazionale e agricoltura biologica
La strategia comprende inoltre misure rivolte al ricambio generazionale e alla maggiore partecipazione delle donne al settore agricolo. Tra gli interventi già attivati rientrano gli aiuti destinati alla prima installazione dei giovani agricoltori, con particolare attenzione alle giovani donne.
Un altro capitolo riguarda lo sviluppo dell’agricoltura biologica. Sono stati avviati interventi di consulenza agli agricoltori, sostegno alla conversione e al mantenimento delle superfici biologiche, oltre ad attività di divulgazione.
La Regione ha inoltre finanziato il miglioramento delle infrastrutture viarie nelle aree olivicole e rafforzato la sorveglianza contro parassiti e malattie che possono rappresentare una minaccia per il comparto.
Acque rigenerate e modernizzazione degli impianti irrigui
Tra le misure ancora in fase di sviluppo occupa un posto centrale la modernizzazione dei sistemi irrigui. Gli interventi coinvolgono anche le comunità di irrigazione e comprendono azioni realizzate direttamente dall’amministrazione regionale.
In questo ambito si inserisce il Piano de Aguas Regeneradas para el Regadío en Andalucía (PARRA), finalizzato a incrementare l’utilizzo delle acque rigenerate per l’agricoltura. La gestione della risorsa idrica è infatti diventata una delle principali questioni strategiche per l’olivicoltura andalusa, soprattutto alla luce della crescente pressione esercitata dalla siccità e dall'irregolarità delle precipitazioni.
Sostegno all’olivicoltura tradizionale e di montagna
La strategia non si limita alle aziende maggiormente competitive, ma prevede specifiche azioni a favore dell’olivicoltura tradizionale e di montagna, caratterizzata da maggiori difficoltà produttive ma anche da un elevato valore ambientale e paesaggistico.
Sono in corso studi sui carichi fiscali e sociali delle aziende e sono previste linee di sostegno per gli oliveti tradizionali che presentano difficoltà specifiche e un particolare valore sotto il profilo ambientale.
Parallelamente, la Regione ha previsto sovvenzioni per investimenti destinati alla trasformazione, commercializzazione e sviluppo di nuovi prodotti, soprattutto quando gli interventi contribuiscono anche al raggiungimento di obiettivi ambientali e climatici.
Con 45 misure già avviate e una dotazione complessiva vicina al miliardo di euro, la strategia andalusa entra dunque nella sua fase più avanzata. Il traguardo fissato al 2027 sarà quello di trasformare le numerose iniziative già attivate in risultati strutturali per la competitività, la sostenibilità e la capacità dell’olivicoltura regionale di affrontare le nuove sfide del mercato e del cambiamento climatico.
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