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Olio d’oliva spagnolo: crollo del valore ma record di volumi esportati nel 2025

Olio d’oliva spagnolo: crollo del valore ma record di volumi esportati nel 2025

Nonostante un calo del fatturato estero del 21%, le esportazioni spagnole di olio d’oliva segnano un +37,8% in quantità, spinte da un crollo dei prezzi. Il settore conferma il suo peso strategico per la bilancia agroalimentare di Madrid, con un saldo positivo di oltre 4,1 miliardi di euro

30 agosto 2026 | 09:00 | C. S.

L’olio d’oliva spagnolo chiude il 2025 con un’annata contraddittoria: meno valore, ma più volume. Secondo il rapporto annuale sul commercio estero agroalimentare e ittico del Ministero dell’Agricoltura, Pesca e Alimentazione (MAPA), le esportazioni hanno generato 4.838,49 milioni di euro, segnando una flessione del 21% rispetto al 2024. Un dato che, tuttavia, non ne intacca il primato tra i prodotti agroalimentari spagnoli per fatturato estero.

Il ribasso in valore è però accompagnato da un’impennata delle quantità vendute all’estero: 1.073.001 tonnellate, ovvero il 37,8% in più rispetto all’anno precedente. La chiave di lettura è nei prezzi: il costo medio all’esportazione è crollato del 42,9%, passando da 7,90 €/kg nel 2024 a 4,51 €/kg nel 2025. Una normalizzazione dopo i picchi storici dell’anno precedente.

Anche le importazioni hanno subito una forte correzione. La Spagna ha acquistato dall’estero olio d’oliva per 735,10 milioni di euro, il 51,5% in meno rispetto al 2024. In volume, gli acquisti sono scesi del 18,6%, attestandosi a 198.155 tonnellate, con un prezzo medio d’importazione di 3,71 €/kg (-40,4% annuo). Il saldo commerciale è rimasto ampiamente positivo: +4.103,39 milioni di euro, sebbene in calo dell’11,6% rispetto all’anno precedente.

Il peso dell’olio d’oliva nel settore “Oli e Grassi”
All’interno del più ampio raggruppamento “Oli e Grassi” – che comprende grassi animali e vegetali, prodotti di scissione, grassi alimentari lavorati e cere – l’olio d’oliva rappresenta da solo il 63,5% delle esportazioni del comparto, che nel loro insieme hanno toccato i 7.615,47 milioni di euro (-12,6%). Le importazioni del gruppo sono state di 5.165,93 milioni (-9,1%), con un saldo positivo di 2.449,54 milioni (-19,2%).

Secondo il MAPA, il 57,1% delle esportazioni di olio d’oliva è stato assorbito dai Paesi dell’UE-27, con Italia, Portogallo e Francia in testa. Il restante 42,9% ha raggiunto mercati extracomunitari come Stati Uniti, Regno Unito e Australia.

Un pilastro per l’intero commercio agroalimentare spagnolo
Inquadrando il dato nel contesto complessivo, le esportazioni agroalimentari e ittiche spagnole hanno raggiunto i 78.044 milioni di euro (+2,9%), mentre le importazioni sono salite a 59.720 milioni (+6%), con un saldo di 18.324 milioni. Il commercio totale del settore ha superato i 137.764 milioni di euro.

In questo scenario, l’olio d’oliva ha contribuito con 5.573,59 milioni di euro tra esportazioni e importazioni, generando da solo un saldo positivo superiore a 4,1 miliardi. Un risultato che conferma il suo ruolo strategico, nonostante la flessione dei prezzi abbia ridotto il valore degli scambi. L’aumento delle tonnellate esportate dimostra, però, che il calo del 2025 è legato alla dinamica dei prezzi, non a una perdita di competitività in termini di volumi.

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