Mondo

Allarme bottiglie in plastica ad uso alimentare. Le solite bufale allarmistiche

Intorno alla questione del Bisfenolo A, si riportano le precisazioni di Enzo Lo Scalzo in merito ad alcune notizie trapelate di recente

26 aprile 2008 | Enzo Lo Scalzo

Leggo una delle ricorrenti bufale allarmistiche riguardanti le "bottiglie in plastica".

Riporto il testo:

Stavolta è stato John Dingell, esponente di punta dei democratici, a sollevare la questione sulla base dei dati preliminari del National Toxicology Program.
In Canada, il Ministro della Salute si appresta a dichiarare
pericoloso il Bpa e a decidere sul suo utilizzo. E due importanti catene della grande distribuzione canadese hanno già deciso di ritirare dal commercio le bottiglie e i prodotti che contengono il bisfenolo A.
Secondo l'autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), il limite di tossicità del Bpa è di 5 microgrammi al giorno per ogni chilogrammo di peso corporeo e l'esposizione al bisfenolo A è considerata tollerabile.
Non è dimostrato, secondo il nostro Istituto superiore per la sanità che basse dosi d'esposizione abbiano effetti nocivi
.

Posso confermare che il Bisfenolo A è la materia prima alla radice della larga produzione di
Policarbonato, un polimero ad altissima trasparenza concorrenziale (tra i primi col nome commerciale Makrolon di Bayer) dei più antichi polimeri polimetacrilici, noti con i marchi Plexiglas, Perspex, etc di DuPont, ICI, Rhom and Haas e successivamente anche Montecatini e altri.

Il Bisfenolo A è anche materia prima di base per la produzione della più ampia famiglia delle resine epossidiche, polimeri termoindurenti utilizzati in uno spettro ampissimo di adesivi strutturali e materiali compositi avanzati e di largo impiego.

I costituenti del Bisfenolo A a loro volta sono fenolo ed acetone.

Per la produzione di policarbonato il Bisfenolo A reagisce con Fosgene in presenza di Piridina che come idrocloruro viene ricuperata in ciclo chiuso.

Evidentemente i polimeri derivati da Bisfenolo devono essere sottoposti a severo controllo analitico nel caso d'impiego per contatto con prodotti alimentari.

Ora, mentre la legislazione di autorizzazione all'uso alimentare nord americana che influenza tutta quella del resto del mondo si basa su dati sperimentali di tossicità generale e specifica determinati
sperimentalmente e in grado di generare delle liste positive di prodotti anche polimerici idonei ad un impiego in applicazioni alimentari, la legislazione europea si basa su criteri precedentemente
stabiliti dalla varie nazioni, tra cui le più importanti erano l'Inghilterra, la Francia, la Germania e l'Italia che hanno emesso regolamenti molto più complessi prevalentemente orientati
all'approvazione con prove specifiche basate su sperimentazioni di estraibilità di principi tossici riconosciuti come tali entro limiti ben definiti quando i materiale entra in contatto con la classe di
sostanze alimentari sotto esame.

In conclusione, "bottiglie in plastica" non sono una definizione accettabile.
Le tipologie sono svariatissime, tra le principali le vecchie bottiglie in compund a base di PVC, impiegate fin dagli anni 60 per latte, per vino... soggette a controlli molto stretti (soprattutto in
Francia) e negli ultimi vent'anni le bottiglie in PET, che è un polimero poliestere portato ad alti pesi molecolari in cui la minima presenza di monomero... conferisce all'alimento gusti cattivi...
largamente impiegate oggi nelle bevande gasate e non, sotto sperimentazione ed applicazione anche per l'olio.

Il Bisfenolo A potrebbe avere a che fare in qualche caso con bottiglie in PVC, in quanto potrebbe essere presente nelle molecole di alcuni stabilizzanti (non autorizzati nelle liste positive della FDA...) che alcuni potrebbero impiegare in formulazioni parzialmente plastificate con oli di soya epossidati e derivati più. complessi...

Penso che il problema non si ponga in Europa, come è rilevato con il commento di cui si fa cenno... tuttavia... bottiglie in plastica... è come bottiglie al vetro... dove il piombo potrebbe fare la
differenza... oppure i rivestimenti delle latte di lamiera, in genere, laccate con una protezione di natura epossidica...

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