Mondo

La perdita di produttività agricola a causa del degrado del suolo: fame per 1,7 miliardi di persone

La perdita di produttività agricola a causa del degrado del suolo: fame per 1,7 miliardi di persone

Ecco l'analisi più completa fino ad oggi su come il degrado del territorio influisce sui raccolti, identificando gli hotspot di vulnerabilità globali ed esaminando dove queste perdite si intersecano con la povertà, la fame e altre forme di malnutrizione

04 novembre 2025 | 12:00 | C. S.

Circa 1,7 miliardi di persone vivono in aree in cui i raccolti sono in calo a causa del degrado del suolo indotto dall’uomo – una crisi pervasiva e silenziosa che sta minando la produttività agricola e minacciando la salute dell’ecosistema in tutto il mondo.

Il dato allarmante arriva dall'ultimo rapporto The State of Food and Agriculture (SOFA) dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'agricoltura (FAO), pubblicato durante un evento presso la sua sede di Roma.

Il rapporto consegna un chiaro messaggio: il degrado del territorio non è solo una questione ambientale: ha un impatto sulla produttività agricola, sui mezzi di sussistenza rurali e sulla sicurezza alimentare.

SOFA 2025 fornisce l'analisi più completa fino ad oggi su come il degrado del territorio guidato dall'uomo influisce sui raccolti, identifica gli hotspot di vulnerabilità globali ed esamina dove queste perdite si intersecano con la povertà, la fame e altre forme di malnutrizione.

Basandosi sui dati globali più recenti sulla distribuzione, le dimensioni e la produzione agricola, il rapporto delinea opportunità attuabili per pratiche integrate di utilizzo e gestione del territorio sostenibile, insieme a politiche su misura. Queste misure mirano a evitare, ridurre e invertire il degrado del suolo, migliorando al contempo la produzione alimentare e il sostentamento degli agricoltori.

“Per cogliere queste opportunità, dobbiamo agire con decisione. La gestione sostenibile del territorio richiede ambienti abilitanti che supportano gli investimenti a lungo termine, l’innovazione e la gestione”, ha scritto il direttore generale della FAO QU Dongyu nella prefazione del rapporto.

L'impatto della degradazione del territorio

La FAO definisce il degrado del suolo come un declino a lungo termine della capacità della terra di fornire funzioni e servizi essenziali dell’ecosistema.

La degradazione della terra deriva raramente da una singola causa; in genere deriva da una combinazione di fattori. Questi includono driver naturali, come l'erosione del suolo e la salinizzazione, e le pressioni indotte dall'uomo, che sono sempre più dominanti. Attività come la deforestazione, il pascolo eccessivo e le pratiche insostenibili di coltivazione e irrigazione sono ora tra i principali contributori. Dato il suo profondo impatto sulla produttività agricola, il rapporto si concentra specificamente sul degrado del suolo indotto dall'uomo.

Per misurare questo, il rapporto applica un approccio basato sul debito, confrontando i valori attuali di tre indicatori chiave - carbonio organico del suolo, erosione del suolo e acqua del suolo - rispetto a condizioni che esisterebbero senza attività umana sotto stati nativi o naturali. Questi dati vengono elaborati attraverso un modello di apprendimento automatico che integra i driver ambientali e socio-economici del cambiamento per stimare la condizione di base della terra in assenza di interferenze umane.

In termini di bilancio umano del degrado del suolo, il rapporto stima che circa 1,7 miliardi di persone in tutto il mondo vivono in aree in cui i raccolti sono inferiori del 10% a causa del degrado del suolo indotto dall'uomo. Di questi, 47 milioni sono bambini sotto i 5 anni che soffrono di arresto. In numero assoluto, i paesi asiatici sono i più colpiti, sia a causa del loro debito di degrado accumulato che delle loro elevate densità di popolazione.

Tuttavia, il rapporto offre anche speranza: invertire solo il 10% del degrado indotto dall'uomo sulle terre coltivate esistenti (ad esempio adottando pratiche di gestione del territorio sostenibili come le rotazioni delle colture e il raccolto di copertura per preservare la salute del suolo, ridurre l'erosione e contribuire alla biodiversità) potrebbe ripristinare una produzione sufficiente per nutrire ulteriori 154 milioni di persone ogni anno. Queste cifre non sono astratte, rappresentano reali opportunità per rafforzare la sicurezza alimentare, alleviare la pressione sugli ecosistemi naturali e costruire sistemi agroalimentari più resilienti.

Per raggiungere questo obiettivo, SOFA 2025 chiede strategie integrate per l'uso del suolo e interventi politici, comprese misure normative come i controlli di deforestazione, programmi basati sugli incentivi e meccanismi di condizionalità che collegano i sussidi ai risultati ambientali.

Il degrado del terreno colpisce le aziende agricole di tutte le dimensioni. Tuttavia, la relazione evidenzia che le politiche devono essere adattate alla struttura agricola, poiché i piccoli agricoltori devono affrontare vincoli finanziari distinti rispetto alle aziende agricole più grandi, che gestiscono la maggior parte dei terreni e hanno una maggiore capacità di attuazione in scala. Le politiche su misura per la distribuzione agricola specifica dei paesi e le sfide e le opportunità associate riducono il degrado del suolo incentivando pratiche agricole sostenibili e scoraggiando la deforestazione e il pascolo eccessivo.

Potrebbero interessarti

Mondo

Chiesti controlli su prezzi e tracciabilità dell’oliva da mensa in Spagna

La Comunidad de Labradores y Ganaderos de Almendralejo (CLYGAL) chiede al Governo spagnolo di avviare controlli immediati sui centri di acquisto e sulle industrie di trasformazione delle olive da mensa, verificando il rispetto della Ley de la Cadena Alimentaria e delle norme sulla tracciabilità

22 ottobre 2026 | 09:00

Mondo

Olio d’oliva spagnolo, a settembre commercializzate 1,49 milioni di tonnellate. Scorte a 357 mila tonnellate

La campagna si chiude con vendite superiori alla produzione e una riduzione delle giacenze di 119 mila tonnellate in settembre. UPA Andalucía denuncia perdite per 2 miliardi di euro a carico degli olivicoltori, contestando la scarsa trasmissione dei ribassi dei prezzi all’origine ai consumatori

21 ottobre 2026 | 15:00

Mondo

Ritiro obbligatorio dell’olio, allarme dei frantoi spagnoli

INFAOLIVA e Almazaras Federadas de España contestano i possibili effetti della futura ordinanza sulla regolazione dell’offerta di olio d’oliva. Le due organizzazioni chiedono un’analisi preventiva degli impatti economici, commerciali e qualitativi

21 ottobre 2026 | 09:00

Mondo

Cina e Ue verso la riduzione dei dazi sull’olio d’oliva

Dopo quattro mesi di negoziati, Bruxelles e Pechino valuteranno la possibilità di ridurre o azzerare i dazi sull’olio d’oliva e su altri prodotti europei. Una prospettiva che potrebbe favorire le esportazioni italiane e spagnole, rilanciando la competitività in un mercato asiatico sensibile alla qualità e ai prezzi

20 ottobre 2026 | 11:00

Mondo

Allarme rogna dell’olivo in Tunsia: produzione di olio in calo del 40%

Il ministero dell’Agricoltura tunisino ha avviato un piano straordinario per contenere la diffusione della rogna dell’olivo, individuata nel governatorato di Mahdia. Intanto, le previsioni per la prossima campagna olearia indicano una produzione di circa 300 mila tonnellate

20 ottobre 2026 | 09:00

Mondo

La produzione di olive e olio di oliva in Catalogna si riduce di un terzo

La Federazione delle cooperative agrarie catalane stima una produzione di 25.500 tonnellate, contro le 39.000 della campagna precedente. La siccità primaverile ed estiva penalizza soprattutto le Terres de l’Ebre, dove il raccolto potrebbe diminuire del 60%

19 ottobre 2026 | 13:00