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Olivicoltura greca nel caos: il Registro obbliga i produttori a un’impresa impossibile

Olivicoltura greca nel caos: il Registro obbliga i produttori a un’impresa impossibile

Tra sistemi informatici obsoleti, scadenze ravvicinate e multe fino a 60 euro ad albero, la campagna olearia rischia di trasformarsi in un incubo burocratico per decine di migliaia di agricoltori

25 maggio 2026 | 11:00 | C. S.

L’attivazione del Registro Oleicolo Greco, tornata al centro dell’attenzione sotto pressione di tempi strettissimi e enormi difficoltà pratiche, si sta trasformando in una delle questioni più critiche per il mondo dell’olio d’oliva in vista della nuova campagna.

Secondo quanto riferito dalle Direzioni Agricoltura (DAOK), il ministero ha inviato una circolare, chiedendo l’attivazione del Registro, mentre il giorno successivo è stato trasmesso un nuovo documento con l’ordine agli uffici di diffondere un comunicato stampa e informare i produttori. Da allora fino a oggi poco è cambiato, fatta eccezione per una proroga di almeno un anno concessa all’intera procedura.

Il problema è che l’attivazione del Registro non è un semplice atto amministrativo. Richiede un enorme lavoro di aggiornamento e corrispondenza dei dati che, secondo l’attuale pianificazione, dovrà essere completato entro il 30 settembre.

Dal 1° ottobre partono le dichiarazioni di raccolta

Dopo l’aggiornamento, inizierà l’applicazione delle dichiarazioni di produzione. Dal 1° ottobre al 30 maggio, ogni produttore dovrà dichiarare, per singolo appezzamento oleicolo, il numero di alberi, il codice identificativo dell’appezzamento, la quantità totale di olive raccolte e l’olio prodotto nella campagna in corso. La procedura sarà collegata al codice dell’appezzamento: ciò significa che prima dovranno essere definitivi i dati sugli appezzamenti di ogni produttore e sugli ulivi in essi contenuti.

Il produttore dovrà dichiarare i frutti raccolti da ogni appezzamento, presentare elettronicamente il documento di accompagnamento al frantoio e successivamente indicare l’olio ottenuto dalla spremitura. Dal 31 maggio inizieranno i controlli delle DAOK, finalizzati a verificare l’ubicazione degli appezzamenti, le coordinate, il numero di alberi e la corrispondenza dei dati dichiarati. La multa per errata dichiarazione sul numero di alberi ammonta, secondo le disposizioni finora in vigore, a 60 euro per albero. Anche una divergenza di un solo esemplare – ad esempio dichiarare 149 o 151 alberi invece di 150 – può comportare una sanzione di 60 euro.

Quattro basi di dati che devono diventare una sola

Il nodo più grande è la stessa base dati del Registro Oleicolo, rimasta senza aggiornamenti dal 2003 e costruita in ambiente Windows XP! In seguito fu affidata a un’azienda, ma la procedura non fu completata. Successivamente la competenza passò alle allora direzioni agricoltura, oggi DAOK, senza che il lavoro fosse pienamente portato a termine.

Oggi occorre unificare e far concordare quattro diverse registrazioni: Catasto, E9 (dichiarazione patrimoniale), OSDE (Sistema Integrato di Gestione e Controllo) e Registro Oleicolo. Queste quattro banche dati, che spesso contengono informazioni diverse per singolo produttore e singolo appezzamento, devono praticamente “incastrarsi” in un quadro unitario, per evitare che il proprietario o l’oleicoltore debba presentare continuamente la stessa documentazione.

Fonti delle DAOK sottolineano che il problema diventa ancora più complesso a causa della carenza di personale. In molti uffici chi si occupa del Registro Oleicolo è pochissimo e nel contempo deve gestire anche altre incombenze, come il registro vitivinicolo. La procedura per il produttore non si limita a una semplice domanda: servono fotocopia del documento d’identità, E9, contratti, rilievi topografici, dati catastali, mentre in caso di successione ereditaria possono essere necessari testamenti, certificati di parentela e altra documentazione. Con un fascicolo del genere, l’istruttoria richiede tempo: stime ufficiali indicano che in una giornata lavorativa piena si possono esaminare solo due o tre pratiche. Si consideri che in tutta la Grecia il numero di ulivi raggiunge circa 8,5 milioni.

I quattro grandi ostacoli

Sulla base dei dati attuali, i problemi principali sono quattro, accomunati dalla necessità di linee guida applicative uniformi, di un periodo transitorio sufficiente e di procedure semplificate per i casi complessi.

  1. Carenza di personale nelle DAOK. Nelle aree con molti appezzamenti oleicoli, i tempi di attesa per essere serviti sono già molto lunghi.

  2. Mancanza di regole univoche per la documentazione. Il produttore non sempre sa con chiarezza quale fascicolo sia considerato completo, poiché i requisiti possono variare da una DAOK all’altra.

  3. Sviluppo di un mercato parallelo di servizi per l’espletamento delle dichiarazioni. Per molti produttori, la procedura è estremamente difficile da completare senza supporto tecnico o amministrativo, sia che si tratti di proprietari, conduttori o coloni parziari.

  4. Non è ancora stato chiarito pienamente come saranno affrontati nella pratica i casi complessi riguardanti i sembri (colonie parziali), gli appezzamenti divisi a metà, gli accordi informali, le questioni ereditarie, il Catasto non definitivo e le pendenze di natura proprietaria, né se saranno adottate istruzioni applicative uniformi e un sufficiente periodo transitorio di adattamento.

I tempi sono strettissimi. Il successo o il fallimento dell’aggiornamento entro fine settembre determinerà se le dichiarazioni di raccolta dal 1° ottobre potranno partire senza intoppi o se la campagna olearia troverà produttori, frantoi e uffici pubblici di fronte a un nuovo stallo amministrativo.

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