Mondo
Addio a Carlin Petrini, il gastronomo che cambiò il modo di mangiare nel mondo
È morto all’età di 76 anni Carlo Petrini, per tutti “Carlin”, fondatore del movimento Slow Food e una delle figure più influenti della cultura alimentare globale. Con la sua scomparsa, il mondo perde un visionario capace di trasformare il piacere della tavola in una battaglia etica, ambientale e sociale
22 maggio 2026 | 10:30 | T N
Nato a Bra (Cuneo) nel 1949, Petrini cresce nelle terre del vino e dei formaggi, dove impara presto che il cibo non è solo nutrimento, ma identità, storia e comunità. Negli anni Settanta militava nella sinistra extraparlamentare, ma è nel 1986 che avviene la svolta: davanti all’apertura di un McDonald’s a Roma, in piazza di Spagna, promuove una storica manifestazione con le “penne al vetriolo”. Nasce così l’intuizione di Slow Food, ufficialmente fondata tre anni dopo a Parigi insieme ad amici e intellettuali.
L’emblema della lumaca diventa il simbolo della resistenza alla standardizzazione dei gusti e alla dittatura del fast food. Da quella scintilla provinciale, Petrini costruisce un movimento globale, oggi presente in oltre 150 paesi con centinaia di migliaia di soci.
L’Arca del Gusto e Terra Madre
Il suo genio è stato intrecciare gastronomia, ecologia e giustizia sociale. Nel 1996 lancia l’Arca del Gusto, un catalogo dei prodotti artigianali a rischio estinzione: razze animali, varietà vegetali, salumi, formaggi, pani. Un’idea rivoluzionaria che ha salvato dall’oblio decine di patrimoni contadini.
Nel 2004 fonda Terra Madre, un network mondiale delle comunità del cibo che riunisce contadini, pescatori, pastori e cuochi indigeni. Incontri a Bra, Torino e in tutto il mondo dove si dimostra che un’alimentazione buona, pulita e giusta è possibile. La sua amicizia con il cuoco Massimo Bottura e il sostegno ai mercati contadini hanno reso popolare il concetto di “gastronomia sostenibile”.
Le università e il pensiero critico
Petrini non si è mai chiuso nel romanticismo. Ha fondato l’Università di Scienze Gastronomiche a Pollenzo (Cuneo), primo ateneo al mondo dedicato allo studio interdisciplinare del cibo, e ha insegnato in numerose università internazionali. I suoi libri – tra cui “Buono, pulito e giusto” e il più recente “Il gusto di cambiare” – sono tradotti in decine di lingue.
Senza mai risparmiare critiche al sistema agroindustriale, al degrado ambientale e alle disuguaglianze, Petrini è stato anche un pungolo scomodo per la politica italiana ed europea. Nel 2013 l’allora presidente francese François Hollande lo nominò Cavaliere della Legion d’Onore, e nel 2016 l’ONU lo chiamò come ambasciatore per l’Anno internazionale dei legumi.
Un’eredità viva
Negli ultimi anni, malato da tempo, si era ritirato dalla presidenza operativa di Slow Food, ma continuava a intervenire con articoli e video messaggi. Fino alla fine ha ripetuto che “la rivoluzione parte dal piatto, dalla scelta di ogni giorno”.
Il presidente della Repubblica ha già definito Petrini “un maestro di umanità e un grande italiano d’Europa”.
Oggi, in migliaia di orti, mercati, trattorie e scuole di cucina del mondo, si alzerà un calice di vino naturale e si spezzerà un pezzo di pane a lievitazione madre. Perché come amava dire Carlin: "La gastronomia è la cultura del mondo che abbiamo ancora la possibilità di salvare".
Il saluto delle organizzazioni agricole italiane
Cia-Agricoltori Italiani esprime profondo cordoglio per la morte di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e pioniere assoluto, nel mondo, di una visione lucida e innovativa dell’agricoltura, del cibo e dello sviluppo delle produzioni locali e dei territori rurali, un rivoluzionario contemporaneo della cultura agroalimentare italiana che ha dato nuova luce al valore della biodiversità e della sostenibilità. Uomo e intellettuale di rara sensibilità, sottolinea Cia, gli va riconosciuto il coraggio della schiettezza nell’attivare una nuova riflessione globale, rispetto al ruolo del comparto e alla centralità delle produzioni agricole.
L’ultimo saluto di Cia, nel commiato del suo presidente nazionale Cristiano Fini: “Il nostro addio a un padre della terra e precursore di futuro. Perdiamo una figura di riferimento che ha saputo scuotere le coscienze in modo indelebile, segnando profondamente il dibattito culturale, agricolo e sociale del nostro Paese. Ci lascia un testamento che è allo stesso tempo per noi l’invito a persistere nella missione che ci vede agricoltori custodi del territorio, in quella che è la sua accezione più piena ispirata dai pilastri di Petrini sul cibo buono, pulito e giusto”.
Il grazie di Cia, dunque, al Carlin Petrini fondatore di Slow Food, ma anche dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo di cui, in entrambi i casi, la Confederazione è partner strategico, condividendo da una parte, attraverso le aziende associate, l’appuntamento con Terra Madre Salone del Gusto e dall’altra, l’impegno responsabile nella formazione e nella diffusione della cultura gastronomica e agroalimentare. Sempre, per riportare al centro la difesa del lavoro agricolo, il senso delle tradizioni e delle comunità rurali e un modello di sviluppo più equo e sostenibile, come per creare una nuova e maggiore consapevolezza sulla connessione tra uomo e natura, sul legame tra agricoltura e ambiente, qualità alimentare e territori.
“Carlin Petrini -conclude Fini- ci lascia la forza di una battaglia condivisa per l’agricoltura e una responsabilità chiara sul futuro: il cibo è un atto politico, etico e culturale, la terra non si eredita, si custodisce. Alla famiglia, agli amici e a tutta la sua grande comunità la vicinanza sincera di Cia”.
La scomparsa di Carlo Petrini rappresenta una perdita per l’Italia, per il mondo agricolo e per tutti coloro che, come Coldiretti, hanno dedicato la propria vita alla difesa del cibo, della biodiversità e delle comunità locali. Con lui se ne va una figura che, con passione , ha saputo parlare in maniera trasversale di alimentazione, territorio e identità.
A nome di tutta Coldiretti, il segretario generale Vincenzo Gesmundo e presidente Ettore Prandini esprimono profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia, a Slow Food e a tutti coloro che hanno condiviso con lui un percorso straordinario.
"Ci siamo confrontati negli anni per dare dignità al lavoro dei contadini e creare una relazione profonda tra cittadini e agricoltori, partendo dal rispetto della terra e delle persone", dichiara il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo.
"Insieme a Carlo Petrini abbiamo spesso portato al centro del dibattito pubblico il valore del cibo non solo come prodotto, ma come simbolo di cultura . Ha saputo costruire un pensiero che ha lasciato un segno" dichiara il presidente di Coldiretti Ettore Prandini.
Pur partendo da sensibilità e approcci a volte differenti, e anche da confronti talvolta intensi su temi importanti per il mondo agricolo, non è mai venuto meno il rispetto per una personalità che ha dedicato l’intera vita a una visione forte e coerente, mettendo al centro la biodiversità, le tradizioni e il valore delle comunità rurali, spiega Coldiretti.
In un tempo in cui il cibo è tornato al centro delle grandi questioni globali — dalla salute alla sostenibilità, fino alle tensioni geopolitiche — il suo impegno resta una testimonianza importante del valore strategico dell’agricoltura e della terra.
Il presidente Massimiliano Giansanti, la Giunta e tutta Confagricoltura esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, figura di straordinario rilievo per il mondo dell’agricoltura, dell’alimentazione e della cultura rurale italiana e internazionale.
Con il suo instancabile impegno, Carlo Petrini ha contribuito a valorizzare il lavoro degli agricoltori, la tutela della biodiversità, le produzioni locali e il legame tra terra, comunità e cibo.
Nel ricordarne l’autorevolezza, la passione e la competenza nel promuovere un modello di sviluppo sostenibile, Confagricoltura si unisce al dolore della famiglia, delle persone a lui care e di tutta la comunità che ne ha condiviso il percorso umano e professionale.
Potrebbero interessarti
Mondo
Parlamento Ue, il Piano anticancro ridimensiona la stretta sull’alcol
La Commissione Salute dell’Eurocamera approva una formulazione più equilibrata dell’European Beating Cancer Plan: accantonata l’impostazione del “no safe level” e nessun avvertimento sanitario equiparabile a quello delle sigarette. Ora il testo dovrà passare al voto della plenaria
08 ottobre 2026 | 12:00
Mondo
L'Andalusia investe 382 mila euro per le sue DOP e IGP dell'olio di oliva
La Junta de Andalucía apre il bando 2026 per finanziare la gestione, la tutela e la promozione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche. Tra i beneficiari entrano anche le associazioni che rappresentano almeno il 60% dei Consigli regolatori
08 ottobre 2026 | 09:00
Mondo
Dalla raccolta alla produzione dell'olio d'oliva: ecco cosa stabilisce la normativa in Europa e nei vari Paesi
Non esiste una disciplina uniforme che imponga in modo generalizzato un limite massimo di tempo dalla raccolta alla frangitura. Eppure il rispetto dei tempi di lavorazione è uno degli elementi determinanti per ottenere un olio extravergine di oliva di qualità
07 ottobre 2026 | 11:00
Mondo
Sicurezza alimentare, primo via libera Ue all’Omnibus X: novità su pesticidi, fitofarmaci e biocidi
Gli ambasciatori dei 27 Stati membri hanno approvato il mandato negoziale sulle ultime parti del pacchetto di semplificazione. Tra le misure, livelli di residui più restrittivi per le sostanze particolarmente pericolose e nuovi periodi di approvazione per fitofarmaci e biocidi
06 ottobre 2026 | 12:00
Mondo
Stime di produzione di olio di oliva in Spagna positive, le associazioni chiedono l'attivazione della clausola di salvaguardia
Con la produzione in Andalusia da 1,26 milioni di tonnellate e le scorte di riporto, torna sul tavolo l’ipotesi di applicare per la prima volta il meccanismo di autoregolazione previsto dall’articolo 167 bis del regolamento Ue 1308/2013
05 ottobre 2026 | 11:00
Mondo
Meglio non portare a casa piante e semi dai viaggi
EFSA e Commissione europea richiamano l’attenzione sui rischi legati alla diffusione di organismi nocivi attraverso commercio, viaggi e movimentazione di piante e prodotti vegetali. Anche semplici comportamenti individuali possono contribuire a proteggere agricoltura, biodiversità ed economia
03 ottobre 2026 | 10:00