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L'Andalusia olivicola consolida la leadership europea nel biologico
La regione spagnola supera già il 29% di superficie agricola biologica, ben al di sopra dell'obiettivo UE del 25% per il 2030. L'olio d'oliva trascina la crescita con un aumento del 12,5% dei frantoi certificati, mentre l'avicoltura da uova e le colture subtropicali segnano nuovi record
21 maggio 2026 | 14:00 | C. S.
Il settore agroalimentare andaluso ha chiuso l'esercizio 2025 rafforzando la sua posizione di riferimento indiscusso per la produzione biologica in Europa. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Consejería de Agricoltura, Pesca, Agua y Desarrollo Rural della Giunta dell'Andalusia, la comunità ha incorporato nel corso dell'anno oltre 120 nuove attività industriali legate a sistemi sostenibili, con un incremento del 3,8% che porta il totale delle agroindustrie bio a 3.462 in tutto il territorio andaluso.
Questa crescita non è casuale. Risponde a una strategia mirata di miglioramento dell'efficienza economica e di ricerca di differenziazione sui mercati, in un contesto globale in cui la sostenibilità è diventata un fattore determinante per la competitività del settore primario.
L'olio d'oliva, motore della trasformazione industriale biologica
Il dato più eclatante dell'anno si registra nel settore oleicolo. Durante il 2025 sono entrati in funzione 68 nuovi frantoi e stabilimenti di confezionamento biologici, con un aumento del 12,5% rispetto all'esercizio precedente. Grazie a queste nuove aperture, l'Andalusia conta ora 613 impianti certificati per la produzione di olio d'oliva biologico.
Questo progresso rafforza il ruolo strategico dell'oliveto biologico andaluso lungo l'intera filiera agroalimentare. La scommessa sulla trasformazione di prossimità consente di certificare la tracciabilità, aggiungere valore e competere nei segmenti più esigenti dei mercati internazionali, dove l'olio extravergine d'oliva biologico è diventato un prodotto ad alto valore aggiunto.
Obiettivi europei ampiamente superati
L'Andalusia mantiene una superficie di produzione biologica che supera già il 29% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU), ben al di sopra dell'obiettivo del 25% fissato dalla strategia comunitaria Dal Produttore al Consumatore per l'anno 2030. Di fatto, la regione opera già con un vantaggio competitivo di cinque anni rispetto alle scadenze stabilite da Bruxelles.
In termini assoluti, la superficie totale dedicata a sistemi di produzione sostenibile in Andalusia si avvicina a 4,8 milioni di ettari, il che colloca la regione tra le leader assolute della transizione ecologica agricola nell'Unione Europea.
Oliveti, frutta secca e subtropicali: la mappa delle colture bio
L'oliveto continua a essere la coltura biologica dominante nella comunità, con oltre 133.000 ettari certificati nel 2025. Seguono la frutta secca, che sfiora i 113.300 ettari, e i cereali, che raggiungono circa 81.400 ettari.
Ma la novità sono le colture emergenti. I subtropicali hanno registrato un incremento del 6,1% nell'ultimo anno, superando già i 6.480 ettari. Questa crescita conferma una tendenza alla diversificazione del modello biologico andaluso, che sfrutta nicchie di alto valore come l'avocado o il mango biologici sulla Costa Tropicale.
Cordova e Huelva, due modelli di leadership provinciale
A livello provinciale, la leadership si distribuisce a seconda dell'indicatore considerato. Cordova si distingue come la regione con la maggiore superficie biologica in termini assoluti, grazie alla combinazione di oliveti e allevamenti estensivi.
Huelva, invece, guida la classifica per percentuale relativa di superficie agricola certificata, superando il 57% della sua superficie agricola. Questo dato dimostra che è possibile convertire quasi interamente un territorio alla produzione biologica, come già avviene in ampie zone dedicate ai frutti di bosco e agli agrumi della provincia onubense.
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