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La Spagna dell'olio di oliva punta sulla qualità: “La sfida non è produrre di più, ma valere di più”

La Spagna dell'olio di oliva punta sulla qualità: “La sfida non è produrre di più, ma valere di più”

La segretaria di Stato all’Agricoltura Begoña García Bernal rilancia la strategia del settore oleicolo spagnolo: qualità certificata, innovazione e tracciabilità al centro della crescita internazionale

24 maggio 2026 | 09:00 | C. S.

La Spagna vuole consolidare la propria leadership mondiale nel settore dell’olio d’oliva puntando non tanto sull’aumento dei volumi produttivi quanto sul valore aggiunto e sul riconoscimento internazionale della qualità. È questo il messaggio lanciato dalla segretaria di Stato all’Agricoltura e all’Alimentazione, Begoña García Bernal, durante la chiusura del convegno “Aceite de oliva: la oportunidad del sector oleícola por liderar la calidad a nivel mundial”, organizzato dal quotidiano economico El Economista.

“La prossima sfida dell’olio spagnolo non è produrre di più, ma valere di più”, ha affermato García Bernal, sottolineando come la Spagna occupi già una posizione dominante nella produzione e nell’export mondiale di olio d’oliva, con circa il 40% della produzione globale.

La rappresentante del governo ha ricordato il peso economico e territoriale dell’olivicoltura nel Paese: gli uliveti coprono infatti 2,87 milioni di ettari, pari al 17% della superficie agricola nazionale. “Dietro questi numeri ci sono territori, occupazione e migliaia di famiglie che sostengono un’attività strategica per molte aree rurali”, ha dichiarato.

Secondo García Bernal, il futuro del comparto passerà sempre più attraverso elementi distintivi come la qualità certificata, la tracciabilità e la valorizzazione internazionale dei prodotti. In questo contesto, ha evidenziato il ruolo delle 33 Denominazioni di Origine e Indicazioni Geografiche Protette dell’olio d’oliva spagnolo, presenti in 12 comunità autonome.

Ampio spazio anche al tema dell’innovazione e della digitalizzazione, considerate leve fondamentali per rafforzare la competitività e la fiducia dei mercati. Il Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione sta infatti sostenendo oltre 200 iniziative di innovazione digitale nel settore agroalimentare, con investimenti pubblici superiori ai 50 milioni di euro.

La segretaria di Stato ha inoltre ricordato la recente approvazione di 82 gruppi operativi per l’innovazione, quattro dei quali dedicati specificamente al settore oleicolo.

“Innovare deve servire a generare più valore, maggiore redditività e nuove opportunità per tutta la filiera”, ha concluso García Bernal.

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