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L'olivicoltura dell'Azerbaigian in crescita: rafforzata la cooperazione con il COI
Dopo l’adesione del 2024, Baku intensifica il dialogo con il Consiglio Oleicolo Internazionale per colmare il divario tra produzione e consumo e sviluppare la filiera agroalimentare
03 maggio 2026 | 10:00 | C. S.
Il Consiglio Oleicolo Internazionale (COI) ha accolto il 20 aprile una delegazione di alto livello dell'Azerbaigian, segnando un ulteriore passo nel rafforzamento delle relazioni istituzionali dopo l’ingresso del Paese nell’organizzazione nel 2024.
A guidare la delegazione è stato il Primo Viceministro dell’Economia, Elnur Aliyev, affiancato dal Direttore esecutivo del COI, Jaime Lillo. Entrambi hanno sottolineato l’importanza di una partecipazione attiva degli Stati membri per sostenere lo sviluppo del settore olivicolo a livello globale.
Nel corso dell’incontro, il COI ha illustrato le proprie linee di intervento nei campi strategico, operativo e tecnico, ponendo particolare attenzione ai programmi di formazione e cooperazione destinati ai Paesi membri. L’Azerbaigian è stato invitato a prendere parte attiva a queste iniziative, anche attraverso la candidatura di professionisti ai percorsi di specializzazione, con l’obiettivo di accelerare il trasferimento di competenze.
Spazio anche al contributo del settore privato, con gli interventi di rappresentanti di Azersun Holding e Grand Agro, che hanno illustrato lo stato attuale delle rispettive attività e le prospettive di sviluppo dell’agroalimentare nazionale, con particolare riferimento alla filiera dell’olivo.
I dati più recenti evidenziano un comparto ancora di dimensioni contenute ma con margini di crescita significativi. La produzione di olio d’oliva si attesta intorno alle 1.500 tonnellate, a fronte di un consumo di circa 2.000 tonnellate, mentre per le olive da tavola si registrano 4.500 tonnellate prodotte contro un fabbisogno di oltre 5.200. Un divario che si traduce in una dipendenza strutturale dalle importazioni.
Secondo il COI, proprio questo squilibrio rappresenta un’opportunità strategica per il Paese: aumentare la produzione interna, migliorare la produttività e rafforzare la catena del valore potrebbero ridurre la dipendenza dall’estero e accrescere la competitività nel medio-lungo periodo.
In questo contesto, una maggiore integrazione dell’Azerbaigian nei programmi tecnici e formativi del COI viene considerata un elemento chiave per favorire uno sviluppo sostenibile e strutturato dell’intero settore olivicolo nazionale.
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