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Olivicoltura in allarme a Jaén: produzione in calo e scorte sotto pressione
La campagna olearia chiude sotto le attese: venduto già il 60% dell’olio prodotto. Cooperative chiamate a fronteggiare cambiamento climatico, scarsità d’acqua e sostenibilità economica
01 maggio 2026 | 09:00 | C. S.
La campagna dell’olio d’oliva nella provincia spagnola di Jaén, cuore mondiale dell’olivicoltura, si chiude con numeri inferiori alle aspettative e riaccende le preoccupazioni dell’intero settore agroalimentare. La produzione finale si è fermata a 385 mila tonnellate, ben al di sotto delle stime iniziali e lontana dal potenziale produttivo previsto a inizio stagione. Anche a livello nazionale il bilancio conferma un’annata più debole del previsto, con una produzione complessiva pari a 1,29 milioni di tonnellate.
A preoccupare ulteriormente il comparto è il forte ritmo di commercializzazione registrato negli ultimi mesi. Secondo i dati del settore, è già stato venduto circa il 60% dell’olio prodotto, pari a 746 mila tonnellate, con uscite mensili vicine alle 140 mila tonnellate. Se questa dinamica dovesse proseguire, le scorte – che a fine marzo superavano di poco le 940 mila tonnellate – potrebbero esaurirsi prima dell’avvio della prossima campagna.
Il tema è stato al centro dell’incontro istituzionale svoltosi la scorsa settimana tra l’assessora alla Sostenibilità e all’Ambiente della Junta de Andalucía, Catalina García, e il Consiglio direttivo di Cooperativas Agroalimentarias de Jaén. Alla riunione hanno partecipato anche la delegata del Governo andaluso ad interim Ana Belén Mata e la delegata territoriale all’Agricoltura, Pesca, Acqua e Sviluppo Rurale, Soledad Aranda.
Nel corso del confronto sono emerse le principali sfide ambientali che attendono il sistema cooperativo jiennense: gestione delle risorse idriche, adattamento ai cambiamenti climatici, sostenibilità economica delle aziende agricole e integrazione progressiva di criteri ambientali nei processi produttivi.
Il comportamento climatico ha avuto un ruolo determinante nell’andamento della campagna. Le piogge intense e le perturbazioni registrate in momenti cruciali della stagione hanno influenzato negativamente la produzione, evidenziando ancora una volta la crescente dipendenza dell’olivicoltura da fenomeni meteorologici estremi.
Parallelamente, il cooperativismo agricolo della provincia continua il proprio percorso di trasformazione. Negli ultimi quindici anni si sono registrate circa venti operazioni di fusione tra cooperative, con l’obiettivo di aumentare dimensioni ed efficienza organizzativa. Oggi Jaén conta 156 cooperative, oltre il 95% delle quali aderisce alla federazione provinciale, coinvolgendo circa 70 mila famiglie di agricoltori e generando un fatturato annuo vicino a un miliardo di euro.
Durante l’incontro è stato inoltre sottolineato l’impegno crescente del settore verso pratiche produttive più sostenibili: dalla produzione integrata all’introduzione delle coperture vegetali, fino alla valorizzazione dei sottoprodotti agricoli. Un’evoluzione che non risponde più soltanto agli obblighi normativi europei, ma rappresenta ormai una necessità strutturale per garantire competitività e continuità produttiva.
Lo scenario che emerge è quello di un equilibrio sempre più fragile per l’olivicoltura di Jaén: meno produzione, costi in aumento e standard ambientali più severi obbligano il comparto a ridefinire strategie e modelli di sviluppo. In questo contesto, il ruolo delle cooperative si rafforza come pilastro economico e sociale del territorio, ma anche come principale strumento di adattamento a un mercato globale sempre più competitivo ed esigente.
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