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Toledo e Castiglia-La Mancia: ruolo sempre più centrale nel mercato globale dell'olio di oliva

Toledo e Castiglia-La Mancia: ruolo sempre più centrale nel mercato globale dell'olio di oliva

Con 138 mila tonnellate di olio d’oliva su 460 mila ettari olivetati, la regione supera la media dell’ultimo decennio e rafforza il proprio posizionamento internazionale, puntando su qualità, export e valore aggiunto

30 aprile 2026 | 11:00 | C. S.

La Castiglia-La Mancia ha archiviato la campagna olearia 2025/2026 con una produzione complessiva di 138.291 tonnellate di olio d’oliva. Un dato inferiore rispetto alla stagione precedente, ma comunque significativo: si colloca infatti il 18,6% sopra la media degli ultimi dieci anni e rappresenta circa l’11% della produzione nazionale, superando anche la media storica regionale del 9,2%.

Secondo i dati ufficiali diffusi dalla Consejería de Agricultura, Ganadería y Desarrollo Rural, il settore oleicolo regionale conferma una buona capacità produttiva e una crescente rilevanza nel panorama agroalimentare spagnolo.

Durante l’evento NaturAceite, il consigliere all’Agricoltura Julián Martínez Lizán ha sottolineato la solidità del comparto, evidenziando come la regione sia ormai in grado di coniugare quantità e qualità. Un elemento che si riflette anche nella crescita delle esportazioni agroalimentari, sempre più orientate verso i mercati internazionali.

In un contesto globale caratterizzato da instabilità geopolitica, il governo regionale punta con decisione sulla promozione del prodotto come leva strategica. L’obiettivo è rafforzare la presenza dell’olio d’oliva sui mercati esteri e incrementare il valore aggiunto direttamente nei territori di origine.

I numeri confermano anche il peso strutturale del settore: circa 83.000 olivicoltori, 264 frantoi e 460.000 ettari coltivati a olivo. A ciò si aggiungono quattro Denominazioni di Origine Protetta, riunite sotto il marchio di qualità “Campo y Alma”, che contribuiscono a valorizzare la produzione locale.

La Castiglia-La Mancia si consolida così come terza area produttrice mondiale di olio d’oliva, dietro solo all’Andalusia e alla regione italiana della Puglia, rafforzando il proprio ruolo nello scenario internazionale.

Oltre ai numeri, resta centrale l’impatto socioeconomico del comparto. In molte aree rurali, come la zona di Mora, l’olivicoltura rappresenta una fonte essenziale di occupazione stagionale e stabilità economica, oltre a svolgere un ruolo fondamentale nella tutela del paesaggio agricolo.

In questo quadro, il settore oleicolo si conferma non solo un pilastro produttivo, ma anche un elemento chiave per lo sviluppo sostenibile e la coesione territoriale della regione.

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