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Vino francese in crisi: produzione in calo e export in frenata nel 2025

Vino francese in crisi: produzione in calo e export in frenata nel 2025

Il settore vitivinicolo, terzo comparto esportatore della Francia dopo aeronautica e cosmetica, si trova dunque ad affrontare una fase complessa, stretta tra cambiamenti climatici, tensioni commerciali e trasformazioni nei modelli di consumo

03 maggio 2026 | 09:00 | C. S.

Doppia battuta d’arresto per il vino francese. Secondo i dati diffusi dal ministero dell’Agricoltura, nel 2025 la produzione si attesterà a 34,4 milioni di ettolitri, in calo rispetto ai 36,2 milioni del 2024, già considerati un livello debole. Un risultato che riflette le difficoltà di un settore alle prese con condizioni climatiche sempre più avverse e con una riorganizzazione strutturale delle superfici coltivate.

Alla base della contrazione produttiva vi sono soprattutto gli eventi meteorologici estremi, tra cui l’ondata di caldo registrata nell’agosto scorso, che ha inciso negativamente sulle rese. A ciò si aggiunge la riduzione delle aree vitate prevista da un piano governativo volto a sostenere i produttori in difficoltà e a contenere l’eccesso di offerta.

Parallelamente, anche il fronte commerciale mostra segnali preoccupanti. Tra agosto e dicembre 2025, le esportazioni di vino francese (esclusi i liquori) sono diminuite del 4% in volume e del 10% in valore su base annua. A pesare è stato soprattutto il crollo delle vendite negli Stati Uniti, primo mercato di riferimento: le spedizioni di vini a denominazione di origine controllata sono scese del 29% in volume e del 46% in valore.

Secondo il ministero, il calo è legato in larga parte ai dazi introdotti durante la presidenza di Donald Trump, cui si è aggiunto l’effetto sfavorevole del cambio euro-dollaro. L’indebolimento della valuta americana ha infatti reso i prodotti europei più costosi, con un rincaro stimato intorno al 10% sul mercato statunitense.

Segnali negativi arrivano anche dall’Asia: le esportazioni verso Cina e Giappone risultano in diminuzione, confermando un rallentamento della domanda internazionale. In forte difficoltà anche alcuni segmenti simbolo del Made in France: le spedizioni di champagne sono scese ai livelli più bassi degli ultimi dodici anni, mentre il cognac continua la sua fase discendente iniziata nel 2020, con un calo del 20% nei volumi esportati nell’ultimo semestre del 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il rallentamento non riguarda solo i mercati esteri. Anche i consumi interni mostrano una flessione: tra gennaio e novembre 2025 le vendite di vino in Francia sono diminuite in media del 4%, escluse le “bollicine”.

Il settore vitivinicolo, terzo comparto esportatore del Paese dopo aeronautica e cosmetica, si trova dunque ad affrontare una fase complessa, stretta tra cambiamenti climatici, tensioni commerciali e trasformazioni nei modelli di consumo. Una congiuntura che potrebbe accelerare i processi di ristrutturazione già in atto nell’intera filiera.

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