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In Andalusia metà dell'oliveto biologico spagnolo

In Andalusia metà dell'oliveto biologico spagnolo

La fotografia dell'agricoltura biologica spagnola continua a essere fortemente legata alle colture tipiche del Mediterraneo. I comparti principali restano infatti frutta a guscio (30%), oliveto (10%) e cereali (5%)

08 aprile 2026 | 09:00 | C. S.

L’olivicoltura si conferma uno dei principali motori dell’agricoltura biologica in Spagna, con l’Andalusia in posizione nettamente dominante. La regione del sud del Paese concentra infatti il 49,3% dell’intera superficie certificata bio spagnola, grazie soprattutto al peso del comparto olivicolo.

Secondo il nuovo rapporto sulla produzione e il consumo biologico in Spagna, presentato da Ecovalia durante la fiera Alimentaria 2026 a Barcellona, l’Andalusia dispone oggi di 1,45 milioni di ettari certificati biologici, ben davanti a Castiglia-La Mancia con 492 mila ettari e alla Catalogna con 253 mila.

L’olivo bio vale già il 10% della superficie olivicola nazionale

Tra le colture più rappresentative del biologico spagnolo, l’olivo continua a guadagnare terreno. Il rapporto evidenzia che l’oliveto biologico ha ormai raggiunto il 10% dell’intera superficie olivicola nazionale. Un dato ancora distante da quello della frutta a guscio, che rappresenta circa il 30% della superficie agricola bio, e inferiore anche al vigneto biologico, che si attesta intorno al 18% del totale della superficie vitata.

Restano invece più contenute le quote di altre produzioni, come ortaggi e frutta fresca, che mantengono un peso inferiore in termini relativi, pur confermando la centralità del modello agricolo mediterraneo nella crescita del settore.

L’olio d’oliva pesa anche nella trasformazione industriale

L’importanza dell’olivicoltura biologica non si misura soltanto in ettari. Sul totale delle 6.174 industrie di trasformazione di prodotti biologici presenti in Spagna, il settore dell’olio d’oliva rappresenta circa il 15%, con un ruolo di primo piano delle almazaras andaluse, i frantoi specializzati nella produzione di olio.

Il dato conferma come il biologico, in Spagna, non sia più soltanto un modello produttivo agricolo, ma una filiera strutturata che integra coltivazione, trasformazione e commercializzazione.

Andalusia oltre il 30% di SAU bio o in conversione

L’Andalusia si distingue anche per il livello di penetrazione del biologico sulla propria Superficie Agricola Utilizzata (SAU). Oltre il 30% della SAU regionale risulta infatti già certificata biologica o in fase di conversione, un livello che la colloca tra i territori più avanzati d’Europa sotto questo profilo.

Più in generale, la Spagna si conferma il primo produttore biologico del continente europeo, con oltre tre milioni di ettari di SAU. Il rapporto sottolinea il ruolo trainante dell’arco mediterraneo, dove il modello biologico mostra una forte concentrazione territoriale. Oltre all’Andalusia, si distinguono anche Murcia, anch’essa oltre il 30% della SAU, seguita da Catalogna e Baleari, entrambe attorno al 23%.

In una fascia intermedia si collocano invece Navarra, Castiglia-La Mancia e Comunità Valenciana, con quote comprese tra il 12% e il 13%.

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