Mondo

Nessun problema nel mercato dell’olio di oliva: la vicepresidente della Commissione europea Teresa Ribera nasconde la testa sotto la sabbia

Nessun problema nel mercato dell’olio di oliva: la vicepresidente della Commissione europea Teresa Ribera nasconde la testa sotto la sabbia

Il prezzo dell’olio d’oliva crolla? Nessun problema, è solo il mercato. Lo scandalo Bioliva/Borges? Singole decisioni degli operatori. La Commissione europea “elude la domanda” per l’onorevole Stefano Cavedagna che afferma: “non ci fermeremo finché non sarà tutelato il mercato dell’olio d’oliva"

16 gennaio 2026 | 10:45 | T N

La Commissione europea, come già avvenuto qualche settimana fa, sull’olio di oliva fa orecchie da mercante.

E’ stata la vicepresidente della Commissione europea, Teresa Ribera, a rispondere all’interrogazione al Parlamento europeo di Stefano Cavedagna, facendo finta che il mercato dell’olio non abbia nessun problema.

Ecco la risposta integrale all’interrogazione:

“La Commissione mantiene costantemente il suo impegno al fine di garantire un funzionamento efficiente del mercato unico mediante l'applicazione delle norme in materia di concorrenza. L'articolo 101 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea si applica ad accordi o pratiche concordate tra operatori di mercato. La situazione cui fanno riferimento gli onorevoli deputati sembra essere dovuta a singole decisioni degli operatori di mercato e la Commissione non è a conoscenza di elementi dai quali si evinca l'esistenza di un coordinamento al fine di concludere accordi di fissazione dei prezzi. Pertanto la situazione non giustifica un'indagine in materia di concorrenza su una possibile violazione dell'articolo 101 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Naturalmente la Commissione rimane disponibile a ricevere qualsiasi altro elemento pertinente sulla questione.

Per quanto riguarda i controlli per prevenire le frodi relative all'origine, tutti gli oli di oliva commercializzati nell'UE devono rispettare rigorose norme di commercializzazione[1], indipendentemente dalla loro origine. Gli Stati membri devono effettuare una serie di controlli di conformità sull'olio di oliva in relazione alla produzione e alla composizione interna sulla base di un'analisi del rischio che tiene conto di vari fattori, tra cui il prezzo, i centri di stoccaggio e il paese di origine.

Inoltre le importazioni dell'UE di olio di oliva dalla Tunisia e dalla Turchia nell'ambito di un regime tariffario preferenziale sono soggette a norme di origine preferenziali. In caso di dubbi sull'autenticità dell'origine dichiarata, sono competenti le autorità doganali degli Stati membri che possono chiedere una verifica per confermare l'origine dei prodotti in questione.”

Una risposta che, evidentemente, non è risultata né esaustiva né soddisfacente per Stefano Cavedagna che, infatti, ha prontamente replicato:

“La risposta della commissaria Ribera cerca evidentemente di eludere la domanda che abbiamo posto derubricandola come questione non nota. Queste “singole decisioni degli operatori di mercato” come le definisce devono essere controllate per verificare che non ci siano cartelli in atto o azioni che danneggiano i nostri produttori europei e in particolare quelli italiani. Grazie al grande lavoro del ministro Lollobrigida e del governo italiano, stiamo riuscendo a tutelare le nostre produzioni e ad elevarle, come dimostra l’ultimo riconoscimento della cucina italiana a patrimonio dell’UNESCO. L’Unione Europea come mercato unico deve fare la sua parte e bloccare qualsiasi tentativo di frode. Non ci fermeremo finché non sarà tutelato il mercato dell’olio d’oliva.”

Potrebbero interessarti

Mondo

Area di libero scambio UE-Australia: potenzialità e perplessità sull'agroalimentare

Il prodotto australiano più importato nella UE è il grano duro per la pasta, che rappresenta circa il 43% dell’intero export in valore, seguito da carne bovina, foraggi e uva essiccata. Resta però consentito in Australia l’uso del termine parmesan, così come Prosecco

25 marzo 2026 | 11:00

Mondo

Accordo Ue-Mercosur, via libera all’applicazione provvisoria dal 1° maggio

L’intesa, firmata lo scorso gennaio dopo oltre 25 anni di negoziati, inizierà a produrre i primi effetti concreti da maggio, pur in assenza della piena ratifica da parte di tutti gli Stati membri dell’Ue

23 marzo 2026 | 14:15

Mondo

Torna a vivere il mercato ucraino dell'olio di oliva

Tra gennaio e febbraio, il valore complessivo delle importazioni ha raggiunto i 2,23 milioni di euro, segnando una crescita del 28,55% rispetto allo stesso periodo del 2025. A guidare il mercato resta saldamente l’Italia

23 marzo 2026 | 11:00

Mondo

Strategia andalusa per il settore dell’olivicoltura

Delle 52 misure complessive articolate in undici aree tematiche, 30 risultano già operative. L’obiettivo è consolidare la leadership dell’Andalusia nei mercati internazionali, rafforzare la competitività del comparto e promuovere la sostenibilità del settore olivicolo

23 marzo 2026 | 09:00

Mondo

Singapore per l'olio di oliva: resilienza e opportunità strategiche nel mercato asiatico

Le esportazioni spagnole sono passate da 8,7 a 15,8 milioni di dollari, consolidando una quota del 62% del mercato importatore. Italia, pur con una quota inferiore, 29,2%, mantiene un posizionamento qualitativo nei segmenti Premium e Horeca

22 marzo 2026 | 12:00

Mondo

Gli agronomi tunisini reclamano la supervisione della filiera dell'olio di oliva

Il progetto presentato al parlamento prevede l’introduzione dell’obbligo di supervisione tecnica da parte di ingegneri agronomi nelle aziende olivicole superiori ai 50 ettari, nei frantoi e nelle unità di confezionamento

21 marzo 2026 | 10:00