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Deoleo, con Carapelli e Carbonell, torna in attivo
Il gruppo spagnolo leader mondiale nell’olio d’oliva ha registrato un EBITDA di 50 milioni di euro, in aumento del 50% su base annua, e un utile netto di 20 milioni di euro
28 febbraio 2026 | 11:00 | C. S.
Deoleo archivia il 2025 con risultati definiti “molto positivi”, segnando una netta inversione rispetto alla volatilità che aveva caratterizzato il 2024. Il gruppo spagnolo leader mondiale nell’olio d’oliva ha registrato un EBITDA di 50 milioni di euro, in aumento del 50% su base annua, e un utile netto di 20 milioni di euro, sostenuto sia dal miglioramento operativo sia dalla rivalutazione dei marchi, che ha comportato la reversión di impairment per 17 milioni di euro.
Dopo un esercizio precedente segnato da scarsità di materia prima e tensioni sui prezzi, la normalizzazione della produzione – in particolare in Spagna, dove la campagna 2024/25 ha visto una crescita del raccolto del 64% – ha favorito un riequilibrio dei prezzi all’origine e una ripresa della domanda. In questo contesto, Deoleo ha aumentato i volumi di vendita dell’11%, migliorando al contempo la redditività grazie a una strategia focalizzata sulla creazione di valore.
Il fatturato si è attestato a 821 milioni di euro, riflettendo il trasferimento ai consumatori della riduzione dei costi della materia prima. Nonostante il calo dei ricavi rispetto ai picchi precedenti, il margine lordo complessivo è cresciuto del 30%, raggiungendo 129 milioni di euro, mentre il margine lordo unitario è salito del 17%, segnale di una gestione commerciale più efficiente.
Mercati chiave in espansione
Sul piano geografico, la società ha registrato una solida crescita dei volumi in Spagna (+18%) e in Italia (+12%), oltre a un incremento del 3,5% negli Stati Uniti, mercato strategico dove il gruppo ha mantenuto le proprie quote nonostante l’impatto del cambio e dei dazi.
Proprio sul mercato americano, l’amministratore delegato Cristóbal Valdés ha sottolineato l’impegno dell’azienda nel promuovere il valore dell’olio d’oliva come elemento chiave per la qualità della vita, evidenziando al contempo il lavoro in corso per ottenere eventuali esenzioni tariffarie.
Campagna 2025/26: piogge e prospettive
Guardando alla campagna 2025/26, le abbondanti piogge di gennaio e febbraio potrebbero portare a una produzione leggermente inferiore alle stime formulate nei mesi precedenti. Secondo il management, l’impatto sulla qualità dovrebbe essere limitato, poiché le precipitazioni hanno interessato solo la fase finale della raccolta. Le stesse piogge potrebbero invece favorire la campagna successiva, 2026/27, creando le condizioni per un’annata particolarmente favorevole.
Il ruolo di “EVOO-lution”
Il piano strategico “EVOO-lution” si conferma il pilastro del rilancio. Le iniziative di crescita “Top Line” hanno mostrato performance positive soprattutto negli Stati Uniti e nel Nord Europa, con guadagni di quota in mercati come Germania e Paesi Bassi. Parallelamente, l’India consolida il proprio ruolo di mercato ad alto potenziale.
L’innovazione di prodotto rappresenta un’altra leva chiave: le nuove gamme – tra cui aceti, linee per hot cooking e l’espansione del formato “Dress & Drizz” in nove Paesi – generano in media un margine lordo superiore del 25% rispetto al resto del portafoglio. A sostegno dei marchi, il gruppo ha investito 17 milioni di euro in pubblicità e promozione, con un incremento del 30% sull’anno precedente.
Cassa e riduzione del debito
La generazione di cassa operativa ha raggiunto i 56 milioni di euro (+72%), grazie al miglioramento dell’EBITDA e alla riduzione del capitale circolante (-27%). Ciò ha consentito di ridurre l’indebitamento finanziario netto comparabile del 26%, portandolo a 86 milioni di euro. Il rapporto di leva finanziaria è sceso a 1,7 volte l’EBITDA, rispetto alle 3,5 volte dell’anno precedente, rafforzando la flessibilità finanziaria del gruppo.
Quanto al contenzioso fiscale che coinvolge la controllata italiana Carapelli Firenze, la società ha ribadito un approccio improntato a trasparenza e prudenza, sottolineando il sostegno degli azionisti di riferimento, che nel 2025 hanno già fornito fondi sotto forma di debito subordinato per far fronte alla potenziale esposizione.
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