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Il panel test per l’olio di oliva è un danno da più di 100 milioni di euro all’anno per la Spagna
Secondo uno studio Vilcor il 21% delle analisi del panel test ha declassato erroneamente campioni di olio extravergine di oliva in olio vergine. La filiera iberica chiede un sistema che dia maggiore affidabilità
01 dicembre 2025 | 15:00 | T N
Da un lavoro pionieristico sull'impatto dell'analisi organolettica sul reddito netto del sistema olivicolo spagnolo, si parte per sottolineare la necessità di aggiornare il Panel Test sull'olio di oliva vergine per garantire la massima sicurezza nella classificazione degli oli vergini di oliva, evitando impatti economici negativi per la filiera.
Il "Estudio sobre el Impacto del análisis organoleptico sobre la renta neta del olivicultor. El caso particolar de la province de Jaén" quantifica, per la prima volta, quanto costa alla filiera olivicola spagnola l’errata classificazione di oli di oliva vergini.
Da 36 campioni codificati e inviati a 28 laboratori di diversi paesi, il lavoro ha rilevato che oltre il 21% dei campioni ufficialmente certificati come extra vergine sono stati declassati a categoria inferiore, senza che esistesse una giustificazione fisica che spiegasse tale cambiamento.
I risultati sono i seguenti: in Spagna, lo studio ha stimato una perdita cumulata di oltre 1.147 milioni di euro negli ultimi dieci anni, derivante esclusivamente da errori e deviazioni nell'applicazione del Panel Test. Di questa cifra, 918 milioni di euro corrispondono all'Andalusia e 424,6 milioni di euro alla provincia di Jaén, che quindi concentra il 37% della produzione nazionale di olio d'oliva.
Secondo lo studio la variabilità tra i panel è strutturale e peggiora in condizioni borde line, situate al limite inferiore della categoria extra vergine, in alcuni casi più della media di coloro che dichiarano di essere ingiustificatamente vergini.
Secondo Vilcor c’è poi il peso della componente umana, l'influenza psicologica, la diversità varietale e di terroir e la rapida comparsa di nuovi profili sensoriali nel contesto dell'olivicoltura globale.
Occorrerebbe quindi che il panel umano conservi il giudizio finale ma con l’ausilio di strumenti strumentali (elettronici, spettroscopici, cromatici e di intelligenza artificiale) e di banche dati di riferimento aggiornate.
Secondo Juan Vilar, coordinatore dello studio, "quando il panel test è un elemento necessario, è urgente apportare una serie di miglioramenti che consentano di evitare diversi intervalli di errore, che colpiscono fondamentalmente varietà come la Picual.”
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