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La Tunisia olivicola rilancia su stoccaggio e irrigazione

La Tunisia olivicola rilancia su stoccaggio e irrigazione

Il presidente della Repubblica tunisina, Kais Saied, ha ribadito la necessità di intensificare la distribuzione di olio di oliva alla popolazione, recuperando al contempo le numerose infrastrutture idriche che sono state progressivamente abbandonate fino a scomparire quasi del tutto

03 febbraio 2026 | 11:00 | C. S.

Il presidente della Repubblica tunisina, Kais Saied, è tornato a intervenire sui principali dossier legati all’agricoltura e alla gestione delle risorse idriche, sottolineando la necessità di riforme strutturali e di un recupero delle infrastrutture trascurate negli ultimi decenni.

Nel corso di un incontro dedicato alla stagione di raccolta delle olive, il capo dello Stato ha evidenziato come la capacità di stoccaggio dell’Ufficio nazionale dell’olio resti limitata e non adeguata a consentire all’ente di svolgere pienamente il proprio ruolo. Saied ha pertanto richiamato l’urgenza di un rafforzamento delle strutture disponibili.

Il presidente ha inoltre impartito istruzioni affinché prosegua la distribuzione di olio d’oliva e di una parte del raccolto dei datteri sul mercato interno, anche attraverso il sistema delle cooperative. L’obiettivo dichiarato è garantire benefici diretti ai cittadini e, in particolare, agli agricoltori, parallelamente agli sforzi per l’individuazione di nuovi mercati di esportazione.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla politica idrica seguita in Tunisia negli ultimi decenni. Saied ha ribadito “la necessità di effettuare con regolarità operazioni di manutenzione e dragaggio di dighe e corsi d’acqua”, denunciando come numerose infrastrutture siano state progressivamente abbandonate fino a scomparire quasi del tutto.

Tra gli esempi citati, la diga di El Akhmas, nel governatorato di Siliana, la cui capacità di invaso – compresa originariamente tra i cinque e i sette milioni di metri cubi – risulta oggi fortemente compromessa. Il presidente ha infine richiamato l’attenzione sullo stato di molti corsi d’acqua (oued) e laghi collinari, molti dei quali non vengono dragati da decenni e risultano interrati sin dagli anni Settanta.

Un intervento che si inserisce nel più ampio richiamo del capo dello Stato a una gestione più rigorosa e sostenibile delle risorse strategiche del Paese.

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