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La campagna olivicola in Portogallo chiude in calo: produzione di olive giù del 20%
La produzione 2025/26 si colloca ben al di sotto dei livelli del 2024, ma resta sostanzialmente in linea con la media degli ultimi cinque anni. Buona qualità delle olive conferite ai frantoi, con produzione di oli di oliva di elevato profilo qualitativo
01 febbraio 2026 | 10:00 | C. S.
La campagna olivicola in Portogallo si avvia alla conclusione con un bilancio nettamente inferiore rispetto alla stagione precedente. Secondo il Boletim Mensal da Agricultura e Pescas 2026 dell’Istituto Nazionale di Statistica (INE), la produzione di olive da olio è stimata in circa 1,05 milioni di tonnellate, con una flessione del 20% rispetto al 2024.
Il ridimensionamento produttivo si inserisce in un contesto agricolo complesso, segnato da condizioni meteorologiche sfavorevoli che hanno interessato l’intero settore primario e, in particolare, l’olivicoltura lungo tutte le fasi del ciclo vegetativo.
Le piogge persistenti registrate nel mese di dicembre, unite alla saturazione dei suoli, hanno compromesso l’andamento delle colture autunno-invernali, determinando ritardi nelle semine e una probabile riduzione delle superfici cerealicole. Gli stessi fattori hanno rallentato lo sviluppo delle colture foraggere, prolungando la necessità di integrazione alimentare negli allevamenti. In questo scenario, anche l’oliveto ha risentito degli effetti cumulativi di un’annata climaticamente instabile.
Secondo l’INE, la campagna olearia è stata caratterizzata da rese inferiori alla media, conseguenza di temperature elevate durante la fioritura e l’allegagione, oltre a eventi meteorologici estremi come precipitazioni intense e forti venti in fasi cruciali della fruttificazione. Condizioni che hanno limitato il potenziale produttivo, pur in assenza di particolari criticità operative nei frantoi.
A livello territoriale emergono forti differenze regionali. Nell’Alentejo, principale bacino olivicolo del Paese, il calo delle rese – soprattutto negli impianti intensivi e superintensivi – è stato parzialmente compensato dall’entrata in produzione di nuove superfici, contenendo l’impatto complessivo sul volume regionale. Più critica la situazione in Trás-os-Montes, dove le basse temperature e le piogge durante la fioritura hanno compromesso l’allegagione. A ciò si sono aggiunti gli incendi estivi, che hanno causato perdite significative di superficie produttiva.
Nel complesso, la produzione 2025/26 si colloca ben al di sotto dei livelli del 2024, ma resta sostanzialmente in linea con la media degli ultimi cinque anni (-2%). Un dato che conferma la crescente volatilità strutturale della produzione olivicola portoghese, sempre più esposta agli effetti del cambiamento climatico, anche nei sistemi di coltivazione più avanzati.
Nonostante la riduzione dei volumi, l’INE segnala una buona qualità delle olive conferite ai frantoi, che ha consentito la produzione di oli di oliva di elevato profilo qualitativo. Un elemento strategico per il posizionamento del prodotto portoghese sui mercati nazionali e internazionali, in una campagna che rafforza l’importanza dell’adattamento agronomico e della gestione climatica come leve decisive per il futuro del comparto.
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