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La proposta europea dei nuovi limiti dei MOAH nell'olio extravergine di oliva
La Commissione europea sembra decisa a portare avanti la proposta per stabilire nuovi limiti per gli idrocarburi policiclici aromatici nell'olio extravergine di oliva. Fuori dal conteggio i MOSH ma preoccupano i limiti dei MOAH
01 dicembre 2025 | 10:00 | T N
Dopo molte polemiche la Direzione Generale per la Salute (DG Santè) della Commissione europea sembra voler procedere senza ulteriori intoppi verso nuovi limiti per i MOAH negli oli di oliva.
Rispetto alle prime versioni delle bozze circolate sono stati eliminati i MOSH, miscele complesse di idrocarburi saturi, poichè non sarebbero un rischio imminente per la salute umana, al contrario dei MOAH, potenzialmente genotissici e cancerogeni.
Sui MOSH l'EFSA ha concluso che l'esposizione attuale non desti preoccupazioni per la salute umana, nonostante l'accumulo nei tessuti. Effetti sul fegato osservati nei ratti non sono considerati rilevanti per gli esseri umani.
La preoccupazione dei consumatori nord europei ha fatto attivare protocolli di sicurezza fin troppo rigidi. A partire dal 2011, in assenza di limiti legali, il Ministero federale tedesco per l'alimentazione, l'agricoltura e la protezione dei consumatori (BMEL) ha pubblicato una serie di progetti di ordinanza, l'ultimo dei quali (BMEL, 2020) ha suggerito un limite di 0,5 mg/kg per i MOAH negli alimenti (come risultato della migrazione dagli imballaggi in cartone riciclato). Questo limite è diventato un riferimento per la grande distribuzione di diversi alimenti, compresi gli oli vegetali.
Ora, la Commissione europea sembra indirizzata ad arrivare a un provvedimento, entro il 2026, per stabilire un limite ufficiale ai MOAH negli oli di oliva.
Le bozze disponibili a oggi prevedono:
- Per gli oli di oliva vergini e oli di oliva, fino a 4 milligrammi/kg nel 2027 e meno di 2 milligrammi/kg, nel 2028.
- Per l'olio di sansa, meno di 10 milligrammi/kg saranno richiesti nel 2028, 5 milligrammi/kg nel 2029 e 2 milligrammi/kg, entro il 2030
Questi limiti sono però contestati da gran parte del mondo produttivo europeo e non è sicuro che la Commissione voglia o possa porre ai voti la questione entro il 2026, così facendo anche slittare l'introduzione dei limiti di un'ulteriore campagna olearia.
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