Formazione

Un Istituto agrario al servizio della conoscenza agraria d'Italia

L'insegnamento dell'agricoltura a Todi inizia nel 1863, con studenti provenienti da 17 diverse regioni italiane e 8 Paesi stranieri. Elemento distintivo e qualificante è l’azienda agraria di 75 ettari annessa alla scuola: 50 ettari a seminativi, vigneti, oliveti, frutteti, campi catalogo della biodiversità, aule verdi, boschi e serre

17 maggio 2019 | Gilberto Santucci

L'Istituto Agrario "Ciuffelli" di Todi è la scuola di agricoltura più antica d'Italia. L'attività è iniziata nel lontano 1863 e dal 1883 l'Istituto è ospitato nell'ex Monastero medievale di Montecristo, a ridosso delle mura urbiche di Todi, primo luogo di sepoltura di Jacopone da Todi, un complesso che nel 1700 ha ospitato l'Ospedale della Carità, il più antico dell'Umbria, fondato secoli prima da San Francesco a poche centinaia di metri dal Monastero. In un luogo così ricco di storia, di cultura e di bellezza, l'Istituto Agrario ha trovato l'alveo ideale per crescere e sviluppare le proprie attività formative, adeguandole ai tempi ed in certi casi anticipando le esigenze del comparto.

Il "Ciuffelli" nel corso dei suoi oltre 150 anni scolastici, ha visto le proprie aule e laboratori frequentati da studenti provenienti da 17 diverse regioni italiane e 8 Paesi stranieri. Una provenienza resa possibile dalla presenza del convitto, che è oggi un moderno college maschile e femminile con circa 150 ragazzi e ragazze che fanno vita residenziale, dal lunedì al sabato, nel campus di quella che è nota anche come Cittadella Agraria.
Altro elemento distintivo e qualificante è l’azienda agraria di 75 ettari annessa alla scuola; un grande laboratorio a cielo aperto con 50 ettari a seminativi, parte a biologico e parte ad agroambiente, vigneti, oliveti, frutteti, campi catalogo della biodiversità, aule verdi, boschi e serre.

Ad arricchire una dotazione così importante, tanto più essendo a conduzione diretta, figurano una cantina didattica-sperimentale dove si eseguono micro-vinificazioni anche per aziende esterne, un caseificio che produce 70 diversi tipi di formaggi, un laboratorio per il miele, un frantoio aziendale, una bottega a ‘km. zero’ ed un'area allevamenti.

L'azienda opera sia come Fattoria didattica, dove ogni anno oltre 3.000 bambini e ragazzi di scuole materne, primarie e medie, scelgono tra 30 diverse esperienze pratiche di educazione ambientale, scientifica e agroalimentare – che come Fattoria sociale, con un'associazione, una comunità e una cooperativa che integrano persone a rischio di marginalità sociale grazie ad iniziative di agricoltura sociale.

La comunità dell'Istituto supera le 1.000 unità, più della metà dei quali dell'indirizzo agrario, che ha tre articolazioni: ambiente e territorio, produzioni e trasformazioni, viticoltura ed enologia. Presente anche un sesto anno di specializzazione in enologia e la collaborazione con l'ITS, l'istituto tecnico superiore, un percorso biennale post diploma ad indirizzo agroalimentare. Tra il 60 e il 70% i diplomati Periti Agrari proseguono gli studi universitari nelle diverse Facoltà, mentre i restanti trovano occupazione entro due anni dal diploma. Una performance alla quale contribuisce anche l'associazione ‘Ex allievi’, ormai prossima al ventennale e particolarmente attiva, una fitta rete di collaborazione e sinergie con aziende, ordini professionali ed organizzatori di categoria, oltre a decine di progetti di internazionalizzazione, sia a livello europeo che extraeuropeo.

L'ultima frontiera è un progetto, già cantierabile e finanziato, che prevede il recupero dell'antica ex corte contadina del monastero, con un investimento complessivo di circa 1 milione e mezzo di euro per realizzare, su una superficie di circa 800 metri quadrati, nuovi laboratori territoriali, ovvero ad uso anche di società esterne e start-up per sperimentazioni ed attività di incubazioni di imprese.

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