Formazione
Il mondo nascosto dietro una bottiglia di olio extra vergine di oliva
Difficile la missione di abituare gli adulti a non vedere nell'olio extra vergine d'oliva un semplice e grasso condimento. Allora si ritorna sui banchi di scuola. E se il il valore del paesaggio olivetato entrasse in aula, nel piatto e in bottiglia? Con il progetto Dall'Assaggio al Paesaggio, ci prova Passione Extravergine
28 ottobre 2016 | Elisabetta De Blasi
Sono decenni ormai che si parla di sistema Toscana, che se ne riconosce la lungimiranza e l'efficacia dal punto di vista della promozione del brand regionale che funge da traino per tutti i comparti produttivi, in primis olio e vino, ma anche turismo, e food in genere. Individuare, promuovere e quindi restituire valore e contenuto ad un prodotto come l'olio extravergine dovrebbe essere un'operazione prioritaria in una regione come la Puglia che di ulivi ne ha 60 milioni.
I prodromi del prezzo infatti sono lì, in quel concetto che scandaglia la qualità, oggi possibile grazie a tecniche di lavorazione ormai utilizzabili da qualsiasi bravo frantoiano, da macchinari che in molti casi dovrebbero essere ammodernati, e da una consapevolezza di se' e del proprio potenziale che potrebbe permettere un elevamento di questo prodotto da commodity ad alimento nutraceutico, ad ingrediente di pregio in qualsiasi cucina di livello. Non abbiamo più bisogno di un grasso qualsiasi, ma possiamo apprezzare un consumo quantitativamente corretto di un prodotto che ci faccia bene alla salute. Non è tutto però. L'olivicoltore non è solo un produttore, l'olivo non è una pianta qualsiasi. La sua longevità e distribuzione massiccia sul territorio pugliese aggiungono preziosi elementi di caratterizzazione del prodotto-olio che da esso ne deriva e individuano nell'olivicoltore un custode di quella parte della visuale di ciascuno che possiamo a buon diritto chiamare Paesaggio.
Da queste considerazioni e dalla condivisione di questa visione con il premio molisano Extrascape, nasce l'idea e l'avventura del progetto DALL'ASSAGGIO AL PAESAGGIO.
L'Associazione Culturale Passione Extravergine, di cui sono orgogliosamente presidente, è promotrice di una visione partecipata di paesaggio olivetato, che passa attraverso l'esperienza emotiva, sensoriale ed organolettica. La prima parte del progetto è dedicata a 450 bambini di terza e quarta elementare, distribuiti da San Severo a Lecce, che fino alla fine di novembre, sperimenteranno in aula l'approccio con l'extravergine, mimando i gesti di un vero assaggiatore, scoprendo la funzionalità dell'olfatto e compilando persino una scheda di assaggio semplificata, sotto la guida di un assaggiatore esperto. Nella seconda parte, fino a dicembre, i piccoli esploratori entreranno in contatto con l'olivo e l'oliveto, attraverso 3 giochi fortemente emotivi, costruiti per far sentire il paesaggio, comprenderne le fragilità e la peculiarità, stimolando un atteggiamento empatico ed esperienziale, utile a capire che non bisogna mai dare per scontato ciò che vediamo ogni giorno. I piccoli, poi, esprimeranno le proprie emozioni con un elaborato artistico.
La giornata conclusiva prevista per il 3 febbraio 2017, sarà aperta alla cittadinanza barese e pugliese e prevederà una mattinata di riflessione collettiva su quanto la comprensione e la tutela di un paesaggio, così caratterizzante, identitario, peculiare, sia in grado di aggiungere valore anche al prodotto e alla sua narrazione.
Il progetto prevede anche un monitoraggio di tipo pedagogico, che permetta di rilevare i risultati raggiunti, sia in termini di territori, sia in termini di competenze; questo insieme di dati, verrà poi messo a disposizione delle amministrazioni che avranno mostrato quella sensibilità necessaria per individuare percorsi di crescita intorno al paesaggio. In realtà il progetto già dall'inizio è stato pensato per costruire e testare un gruppo di lavoro composto dai 3 elementi dell'economia circolare: profit (i produttori), no profit (l'associazione) e istituzioni (Comuni, Parchi, Scuole, Corpo Forestale). Questa volontà specifica non è affatto secondaria, ma attinge direttamente alla consapevolezza che solo con un discorso sinergico si può ambire a migliorare il territorio. Il progetto DALL'ASSAGGIO AL PAESAGGIO segna anche nel nome un'evoluzione in termini di consapevolezza condivisa, volta a creare una COMUNITA' SENSIBILE. Per questo motivo, la seconda fase prevede il coinvolgimento di ristoratori molto particolari che letteralmente ascoltano e leggono il paesaggio, spingendosi oltre il concetto di prodotto tipico, ormai spesso abusato. Con loro il progetto si apre ai consumatori realizzando il passaggio dall'assaggio al paesaggio, nell'arco di una cena, in cui il protagonista antropico è il prodotto della spremuta dell'oliva e il paesaggio è spiegato dalla mano che raccoglie e racconta. L'elemento narrativo è uno dei fili rossi che conducono verso la consapevolezza di un patrimonio ambientale eccezionale da tutelare. Questo patrimonio, che dovrebbe rappresentare la Puglia ovunque nel mondo, come il crinale toscano bordato di cipressi che fa capolino dalle pagine dei libri di geografia, deve oggi essere raccontato anche ai produttori e dunque l'ultima parte del progetto riguarda loro. Condurli a riflettere sull'opportunità di aggiungere valore in bottiglia partendo dalla bellezza dell'olivo, è un percorso che vogliamo fare con loro, perché è necessario prima di tutto ascoltare chi siamo, per sapere chi possiamo essere. Tutto questo è DALL'ASSAGGIO AL PAESAGGIO. Una strada, una visione, più che un progetto, convinti che tutti i grandi viaggi cominciano con il primo passo.
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