Formazione
Il mondo del cibo e dell'olio d'oliva rischiano di diventare solo un diplomificio
In Italia un pezzo di carta non si nega a nessuno. Fare corsi di degustazione è anche un business e non c'è nulla di male. Ma per orientarsi tra master fasulli e attività formative professionalizzanti non ci si può affidare al solo diplomino
27 agosto 2015 | Q. M.
Di cosa parliamo quando parliamo di diplomi?
Chi organizza corsi lo sa, c'è chi li frequenta per sana sete di Cultura e per avere un'esperienza umana, ma ci sono anche quelli che, a prescindere dagli argomenti trattati , per prima cosa chiedono: ma che riconoscimenti rilasciate?
Molti corsi promettono altisonanti diplomi, possibilità di far parte di Panel, posti d'assaggiatore in giurie interstellari, fino a riconoscimenti ufficiali dal Papa e dal Wwf ....
Serve fare chiarezza, fare corsi di degustazione è anche un business, non è una novità e non è un male pero', per fare la scelta giusta, bisogna sapersi orientare.

Primo, leggete il programma, più dettagliato è, meglio è
Secondo, chiedete chi sono i docenti, i docenti sono l'anima di un qualsiasi corso, leggete i loro curriculum, informatevi, controllate. Se un corso è già organizzato ma non hanno ancora i nomi di chi insegnerà non è un corso serio. Il programma va cucito addosso all'esperto, non tutti sanno parlare di qualsiasi cosa, si trovano bravissimi professionisti che condividono la loro passione e altri che non sono capaci, che non sono predisposti all'insegnamento nonostante la grande cultura
Terzo, chiedetevi dove volete arrivare. Se volete imparare per voi, per il vostro lavoro, per la vostra passione... allora non vi deve importare chi organizza il corso, basta sia fatto bene.
Parlate con chi lo organizza, fate domande ed iscrivetevi, sarà bellissimo...
Se volete intraprendere un percorso professionale cercate i corsi riconosciuti, quantomeno dalle Regione o dalla Camera di Commercio .
Quarto, un attestato di Partecipazione non si nega a nessuno, puo' essere piu' o meno intrigante dal punto di vista grafico e starà benissimo appeso dietro la vostra scrivania, farà riconoscere in voi uno che frequenta corsi e che, si spera, ha una conoscenza approfondita dell'argomento trattato
E qui arriviamo al diploma! Il diploma è un pezzo di carta che chiunque organizzi un corso può stampare, ci può scrivere sopra quello che gli pare, può mettergli i bolli d'oro, la ceralacca o il timbro a secco, può farlo con intarsi d'argento o su carta fatta a mano...ma ricordatevi sempre che è un pezzo di carta riconosciuto e "inventato" dall'organizzatore del corso... a meno che non ci sia specificatamente scritto da chi è riconosciuto. Organizzazioni internazionali come il Coi, o nazionali come il Ministero dell'Agricoltura hanno un valore, gli altri hanno il valore che gli date voi.
Possiamo inventare tutti i registri che vogliamo, bravi, bravissimi, esperti, maestri, sommelier e quant'altro.... ma ricordatevi sempre che hanno tutti il medesimo valore. Nessuno verrà mai a cercarvi per offrirvi un lavoro retribuito perchè avete fatto un corso di degustatore di olio, al massimo vi chiederanno di assaggiare il loro olio per sapere se è "buono" ( e voi, sbagliando, gli direte che è buono-o difettato assolutamente a caso, anche perchè sono davvero pochi quelli che sanno davvero riconoscere tutti i difetti nell'olio e spiegarne il perchè)
Ci sono organizzazioni capaci che seguono anche dopo (perchè l'assaggio professionale è un arte che va coltivata senza interruzioni, che necessita tanti anni di allenamento, tanto studio, tanta dedizione), e ci sono quelle che una botta e via.... chi c'è c'è e spazio per i prossimi
Ma se farete un corso per avere un diploma, per poi sfoggiarlo quando inizierete a organizzare corsi anche voi, magari due, magari sei mesi dopo, magari all'estero... non sprecate tempo e soldi, ci sono siti dove scaricare templates di diplomi bellissimi, potrete scriverci tutti i riconoscimenti che volete, in tutti i colori, e sono innumerevoli, ve li stampate e ve li appendete nella cornicetta dell'Ikea... tanto chi se ne frega della cososcenza, per diventare esperti basta una settimana....
Santo cielo, mettiamoci in testa che il sapere è un'arte che richiede tempo, dedizione, studio, sacrifici e passione.
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