Economia
Dazi doganali a zero per l'olio di oliva tunisino negli USA, al 15% per quello italiano
L'esclusione di Tunisi dai nuovi dazi americani sull'olio d'oliva rischia di stravolgere gli equilibri del mercato statunitense, mentre l'export italiano, forte nell'imbottigliato, guarda con preoccupazione all'ascesa del rivale nordafricano che cresce a doppia cifra
27 luglio 2026 | 12:00 | T N
Un nuovo colpo di timone della politica commerciale americana sta riscrivendo le regole del commercio globale dell'olio d'oliva. Mentre l'amministrazione Trump applica dazi dal 10 al 12,5% sulle importazioni da 60 paesi, l'esclusione della Tunisia fa scattare l'allarme in Italia e in Europa. Un vantaggio competitivo che, unito alla crescita impressionante delle esportazioni tunisine negli ultimi anni, potrebbe minacciare seriamente le quote di mercato del made in Italy.
Ricordiamo che, in virtù dell'accordo commerciale UE-USA siglato un anno fa, quelli dal'Europa resteranno al 15%, per ora.
L'ascesa tunisina in cifre
I numeri parlano chiaro: nel corso della campagna olearia 2024/25, gli Stati Uniti hanno importato da Tunisi il 33,3% in più rispetto all'anno precedente. Un balzo che si inserisce in un trend di lungo periodo già evidente nel 2021, quando le importazioni di olio d'oliva tunisino (categoria non vergine) avevano raggiunto i 66 milioni di dollari per oltre 21 milioni di chili.
Ma è nei primi tre mesi della campagna 2025/26 che il dato diventa impressionante: le esportazioni tunisine sono schizzate del 55,7%, toccando le 130.900 tonnellate, rispetto alle 84.100 dello stesso periodo precedente. Gli Stati Uniti si confermano il terzo mercato di sbocco per Tunisi, assorbendo il 16,8% dell'export totale, subito dopo Spagna (30,9%) e Italia (18,9%).
La svolta sull'imbottigliato
Finora, la Tunisia ha costruito il suo successo sull'export di olio sfuso, con il 75% delle vendite negli USA che avviene in questo formato. Ma il paese nordafricano sta cambiando strategia: l'olio extravergine imbottigliato venduto all'estero è cresciuto del 57%, con l'obiettivo dichiarato di conquistare quote anche nel segmento a maggior valore aggiunto.
Un messaggio chiaro alla concorrenza, Italia in primis. Perché proprio sull'imbottigliato l'Italia gioca la sua partita migliore: il 90% delle esportazioni italiane negli USA avviene in confezioni inferiori ai 18 kg. Un primato che la Tunisia, con il suo 10,4% di olio confezionato , intende ora insidiare.
Le ripercussioni per l'Italia
L'Italia resta il secondo fornitore di olio d'oliva degli Stati Uniti, con un export che nel 2021 ha superato i 451 milioni di dollari. Ma la crescita è lenta: negli ultimi dati disponibili, l'export italiano è aumentato solo del 3% , mentre quello tunisino volava. E gli USA rappresentano un mercato strategico, il principale per l'extravergine italiano in Nord America, con un valore che nel 2021 ha superato gli 824 milioni di euro.
Il rischio concreto è che la leva doganale sposti ulteriori volumi verso la Tunisia, soprattutto nel comparto sfuso, comprimendo i prezzi e riducendo la competitività dell'olio italiano. Un pericolo che Asoliva, l'associazione che rappresenta l'industria olearia spagnola, ha già prontamente segnalato, annunciando che continuerà a lavorare con le autorità americane per ottenere l'esenzione anche per l'olio d'oliva europeo [citation:0].
Uno squilibrio da monitorare
Con i dazi al 15% per l'UE e al 12,5% per concorrenti come Turchia e Marocco, mentre la Tunisia resta fuori, il mercato americano si trova ora con un'area di libero scambio de facto per il prodotto nordafricano. Un vantaggio che, se protratto nel tempo, potrebbe ridisegnare le gerarchie del commercio globale dell'olio d'oliva, mettendo a dura prova non solo l'Italia, ma tutto il sistema produttivo europeo.
Potrebbero interessarti
Economia
Consulenti Tecnici d'Ufficio, finalmente si adeguano le tariffe
La decisione del TAR Lazio consentirà un adeguamento delle tariffe dei consulenti tecnici d’ufficio, ferme al 2002, superiore al 60%, permettendo un recupero dell’inflazione
11 settembre 2026 | 12:00 | Roberto Accossu
Economia
Export agroalimentare, il Made in Italy supera i 72 miliardi: record storico nonostante dazi e tensioni globali
Il Rapporto CREA sul commercio estero: nel 2025 le esportazioni crescono del 5,6%, spinte da caffè, formaggi e dolci. Male olio e vino. L'agroalimentare pesa per l'11,2% sull'export nazionale
11 settembre 2026 | 10:00
Economia
Cereali, la FAO taglia le stime 2026: raccolto mondiale in calo del 2%
La produzione globale di cereali è ora stimata in 2,98 miliardi di tonnellate. A pesare soprattutto è il mais, penalizzato dal caldo e dalla siccità nell’Unione europea. In crescita invece le stime sul grano, mentre il riso dovrebbe segnare una nuova contrazione. Scorte mondiali ancora elevate, ma commercio in rallentamento
09 settembre 2026 | 13:00
Economia
Vendite al dettaglio, luglio in rosso: consumi alimentari giù dell’1%
Secondo l’Istat, a luglio le vendite al dettaglio diminuiscono dello 0,4% in valore e dello 0,5% in volume. È il secondo calo mensile consecutivo. Gli alimentari arretrano dello 0,5% in quantità e, rispetto a un anno fa, perdono l’1% dei volumi. Crescono invece grande distribuzione e commercio online
09 settembre 2026 | 10:00
Economia
Prezzi alimentari mondiali in rialzo ad agosto: il clima torna a far paura
L’indice FAO dei prezzi alimentari sale a 133,3 punti, con un aumento dell’1,9% in un solo mese e del 2,5% rispetto a un anno fa. Cereali, oli vegetali, lattiero-caseari e soprattutto zucchero registrano aumenti, mentre caldo, siccità, El Niño, tensioni geopolitiche e difficoltà logistiche tornano a pesare sulle prospettive dell’offerta
08 settembre 2026 | 16:00
Economia
Prezzi dell’olio di oliva al 8 settembre: scende l’extravergine in Italia, bene solo il lampante in Spagna
Quotazioni stabili per l’olio extravergine di oliva in Puglia mentre in calo è quello siciliano, appena sotto i 7 euro/kg. Partono anche le contrattazioni delle olive in funzione della resa al frantoio. Mentre in Spagna alte contrattazioni solo per il lampante a 3,15 euro/kg con l’extravergine a 3,45 euro/kg
08 settembre 2026 | 15:00