Economia
Cereali, la FAO taglia le stime 2026: raccolto mondiale in calo del 2%
La produzione globale di cereali è ora stimata in 2,98 miliardi di tonnellate. A pesare soprattutto è il mais, penalizzato dal caldo e dalla siccità nell’Unione europea. In crescita invece le stime sul grano, mentre il riso dovrebbe segnare una nuova contrazione. Scorte mondiali ancora elevate, ma commercio in rallentamento
09 settembre 2026 | 13:00 | T N
La produzione mondiale di cereali nel 2026 dovrebbe attestarsi a 2,98 miliardi di tonnellate, secondo l’ultimo Cereal Supply and Demand Brief della FAO. La stima è stata ridotta di 3,4 milioni di tonnellate rispetto a luglio e indica una contrazione di 61,1 milioni di tonnellate, pari al 2%, rispetto al 2025.
Si tratterebbe del calo annuale più consistente dal 2018. Nonostante la flessione, il raccolto del 2026 rimarrebbe comunque il secondo più elevato mai registrato a livello mondiale.
Mais sotto pressione per caldo e siccità in Europa
La revisione al ribasso della produzione cerealicola mondiale è riconducibile soprattutto al mais. La FAO stima ora una produzione globale di 1,309 miliardi di tonnellate, lo 0,6% in meno rispetto alla precedente previsione.
Il principale elemento di debolezza è rappresentato dall'Unione europea. Il persistente caldo estivo accompagnato da condizioni di siccità nelle principali aree produttive, in particolare Francia e Polonia, ha peggiorato lo stato delle colture e ridotto le aspettative sulle rese, portandole al di sotto della media degli ultimi cinque anni.
Alla revisione negativa europea si aggiungono riduzioni più contenute per India e Paraguay, basate sulle più recenti stime ufficiali.
Il quadro viene solo parzialmente compensato dalle prospettive migliori in Argentina e Brasile, dove le rese attese dovrebbero tradursi in produzioni 2026 superiori alla media.
Grano, la produzione sale ma resta sotto il 2025
Di segno opposto la revisione per il frumento. La FAO ha aumentato la previsione della produzione mondiale di 4,2 milioni di tonnellate, pari allo 0,5%, portandola a 810,7 milioni di tonnellate.
Nonostante l'aggiustamento positivo, il raccolto mondiale rimarrebbe comunque inferiore del 3,8% rispetto al 2025. Anche in questo caso, tuttavia, si tratterebbe del secondo raccolto più abbondante mai registrato.
L'incremento delle stime deriva soprattutto dalle prospettive migliori in Canada e Marocco, per i quali la produzione attesa è stata aumentata di circa 1,5 milioni di tonnellate ciascuno grazie alle migliori aspettative sulle rese.
Ulteriori revisioni al rialzo riguardano Russia e Ucraina. Questi aumenti hanno più che compensato i tagli per l'Unione europea e il Regno Unito, dove precipitazioni scarse e temperature elevate hanno penalizzato le rese.
Riso, attesa una contrazione dell'1,9%
Per il riso la FAO prevede una produzione mondiale 2026/27 di 553,1 milioni di tonnellate, su base lavorata, in diminuzione dell'1,9% rispetto alla stima rivista della stagione precedente.
La revisione tiene conto dell'aumento delle stime storiche della produzione del Myanmar e degli ottimi risultati produttivi del principale ciclo colturale in Sri Lanka. Questi incrementi hanno compensato i ribassi per Cina e Filippine e, soprattutto, la forte riduzione prevista per gli Stati Uniti, dove le superfici seminate sono scese ai minimi di diversi decenni.
La contrazione produttiva viene ricondotta a una combinazione di margini più ridotti per i produttori e condizioni meteorologiche avverse, spesso associate al fenomeno climatico El Niño.
Consumi cerealicoli mondiali ancora in crescita
La FAO stima l'utilizzo mondiale di cereali nella campagna 2026/27 a 2,965 miliardi di tonnellate, 4,1 milioni di tonnellate in più rispetto alla precedente previsione e 5,5 milioni di tonnellate, pari allo 0,2%, sopra il livello del 2025/26.
La crescita sarà sostenuta soprattutto da cereali foraggeri e riso, mentre è previsto un calo dell'utilizzo di frumento.
La domanda di cereali foraggeri dovrebbe rimanere sostenuta, anche grazie alla forte domanda zootecnica. La FAO evidenzia in particolare il consumo di orzo in Cina e l'impiego delle abbondanti disponibilità di mais negli Stati Uniti dopo il raccolto record del 2025.
Per il riso l'utilizzo mondiale è stimato in 559 milioni di tonnellate, 0,8 milioni in più rispetto alla precedente previsione e lo 0,5% in più rispetto al 2025/26. A sostenere i consumi è soprattutto la crescita della domanda alimentare legata all'aumento della popolazione.
Il consumo di frumento dovrebbe invece diminuire rispetto ai livelli particolarmente elevati del 2025/26, quando l'abbondante raccolto mondiale aveva favorito un maggiore utilizzo del cereale per l'alimentazione animale e, in misura minore, per usi industriali.
Scorte ancora elevate, ma in lieve calo
Le scorte cerealicole mondiali alla chiusura delle campagne nel 2027 sono ora stimate in 947,2 milioni di tonnellate, 10,7 milioni in meno rispetto alla previsione di luglio.
Nonostante il taglio, le scorte finali rimarrebbero 1,8 milioni di tonnellate sopra i livelli iniziali.
Per il frumento le riserve finali sono state leggermente aumentate. L'accumulo previsto in Russia e Ucraina, legato alle difficoltà delle rotte di esportazione nel Mar Nero e alla capacità insufficiente dei percorsi alternativi, dovrebbe più che compensare la riduzione delle scorte nell'Unione europea, conseguente al raccolto più contenuto.
Per i cereali foraggeri, invece, le scorte finali sono state ridotte di 13,5 milioni di tonnellate, pari al 3,4%, principalmente per le revisioni al ribasso di mais e orzo.
Le riserve di mais negli Stati Uniti sono state ridotte alla luce del ritmo sostenuto delle esportazioni, mentre ulteriori riduzioni riguardano Unione europea e Paraguay. Per l'orzo pesa invece la crescente destinazione delle disponibilità all'alimentazione animale in Cina.
Il rapporto scorte-consumi resta comunque rassicurante
Nonostante la riduzione delle riserve, il rapporto mondiale tra scorte e utilizzo cerealicolo dovrebbe attestarsi al 31,6% alla fine della campagna 2026/27, contro il 31,9% della stagione precedente.
Per la FAO si tratta comunque di un livello che continua a indicare una situazione di approvvigionamento globale relativamente confortevole rispetto agli standard storici.
Per il riso, le scorte finali sono previste a 215,1 milioni di tonnellate, 1 milione in più rispetto alla stima di luglio, grazie soprattutto alle maggiori disponibilità attese in Iran, Myanmar e Filippine. Anche in questo caso, tuttavia, le scorte finali rimarrebbero inferiori del 2,7% rispetto al livello record di apertura, a causa dei previsti prelievi nei Paesi esportatori.
Commercio mondiale verso una normalizzazione
La previsione FAO per il commercio mondiale di cereali nella campagna 2026/27 è stata leggermente aumentata a 509,3 milioni di tonnellate, 1,7 milioni in più rispetto a luglio.
L'incremento è legato soprattutto alle prospettive del commercio di mais. Gli Stati Uniti dovrebbero consolidare il loro ruolo di principale esportatore mondiale, sostenuti dalla forte domanda internazionale e dalla maggiore competitività delle loro forniture.
Anche l'Argentina dovrebbe aumentare le esportazioni, fino a 39 milioni di tonnellate, portandosi su livelli vicini a quelli del Brasile.
La domanda europea dovrebbe aumentare a seguito dei consistenti tagli alle previsioni produttive interne. Allo stesso tempo, rimane elevata l'incertezza sulle esportazioni attraverso il Mar Nero, con le condizioni di navigazione, i rischi logistici e la capacità limitata delle rotte alternative destinati a condizionare la distribuzione dei flussi commerciali.
Nonostante la revisione positiva, il commercio mondiale di cereali nel 2026/27 dovrebbe comunque scendere rispetto ai livelli record della campagna 2025/26.
Riso e orzo completano un quadro di mercato meno espansivo
La FAO ha ridotto le previsioni sul commercio mondiale di orzo, a causa dei minori flussi attesi dall'Unione europea, dalla Russia e dall'Ucraina, che dovrebbero più che compensare le esportazioni sostenute di Australia e Canada, soprattutto verso la Cina.
Per il riso, invece, la previsione del commercio internazionale nel 2026 è stata aumentata di 0,7 milioni di tonnellate, a 60,5 milioni. Le maggiori importazioni attese, in particolare da parte delle Filippine, compensano le revisioni al ribasso per diversi Paesi dell'Africa occidentale, tra cui il Senegal.
Anche il mercato internazionale del riso dovrebbe tuttavia rallentare: gli scambi sono previsti inferiori dell'1,9% rispetto al record del 2025, in presenza di una domanda più debole da parte di alcuni mercati asiatici e africani.
Nel complesso, le nuove stime FAO delineano quindi un mercato cerealicolo mondiale caratterizzato da una produzione in calo, ma ancora storicamente elevata, consumi sostanzialmente stabili e scorte sufficienti. Il principale elemento di attenzione rimane il mais, sempre più esposto agli effetti delle condizioni meteorologiche estreme, mentre il calo produttivo del frumento non sembra, almeno per ora, compromettere l'equilibrio complessivo dell'offerta mondiale.
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