Economia

Prezzi alimentari mondiali in rialzo ad agosto: il clima torna a far paura

Prezzi alimentari mondiali in rialzo ad agosto: il clima torna a far paura

L’indice FAO dei prezzi alimentari sale a 133,3 punti, con un aumento dell’1,9% in un solo mese e del 2,5% rispetto a un anno fa. Cereali, oli vegetali, lattiero-caseari e soprattutto zucchero registrano aumenti, mentre caldo, siccità, El Niño, tensioni geopolitiche e difficoltà logistiche tornano a pesare sulle prospettive dell’offerta

08 settembre 2026 | 16:00 | C. S.

Dopo mesi caratterizzati da una relativa stabilità, il mercato mondiale delle commodity alimentari torna a mostrare segnali di tensione. Ad agosto 2026 l’indice FAO dei prezzi alimentari ha raggiunto 133,3 punti, segnando un incremento dell’1,9% rispetto al livello di luglio, rivisto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, e del 2,5% rispetto ad agosto 2025.

L’indice, elaborato dalla FAO, monitora mensilmente l'andamento dei prezzi internazionali di un paniere di prodotti alimentari commercializzati sui mercati mondiali. Il rialzo di agosto appare particolarmente significativo perché arriva in un contesto nel quale i rischi climatici e geopolitici stanno tornando a incidere sulle aspettative di produzione e di disponibilità delle materie prime.

Secondo il capo economista della FAO, Maximo Torero, l'aumento rappresenta un segnale del ritorno di un “premio al rischio” sui mercati alimentari. Gli shock climatici, le tensioni geopolitiche e le difficoltà logistiche stanno convergendo nel ridurre le aspettative sull'offerta, rendendo sempre più strategici la resilienza delle filiere, la continuità degli scambi e la sicurezza degli approvvigionamenti.

Cereali, il grano sale del 15% in un anno

Tra le principali componenti dell'indice, il FAO Cereal Price Index è aumentato del 2,2% su luglio. La crescita ha interessato tutti i principali cereali, sostenuta dalla domanda internazionale e dai timori sulle prospettive dei raccolti.

Il grano ha registrato un incremento del 2,6% nel mese, portandosi a un livello superiore del 15% rispetto ad agosto 2025. A pesare sono soprattutto le difficoltà della logistica delle esportazioni attraverso il Mar Nero, insieme alle prospettive produttive meno favorevoli in diverse aree europee colpite da caldo e siccità.

Un ulteriore elemento di sostegno ai prezzi è stato l'indebolimento del dollaro statunitense, che tende a rendere le commodity denominate nella valuta americana più accessibili per gli acquirenti che operano con altre divise.

Anche il mais ha registrato un aumento del 2,5% rispetto a luglio. In questo caso le preoccupazioni riguardano soprattutto le prospettive delle rese in alcune aree degli Stati Uniti e il deterioramento delle aspettative produttive nell'Unione europea. Alla maggiore domanda proveniente dai comparti mangimistico ed etanoliero si aggiungono le difficoltà legate agli approvvigionamenti di input e alla logistica internazionale.

Più contenuto, infine, il rialzo del riso, il cui indice FAO è cresciuto dello 0,5%, sostenuto dalla continuità degli acquisti da parte dei Paesi asiatici e africani.

Gli oli vegetali tornano sotto pressione

Un segnale particolarmente interessante per il mercato agroalimentare arriva dagli oli vegetali. Il relativo indice FAO è aumentato dell'1,1% rispetto a luglio, sostenuto principalmente dal rialzo delle quotazioni degli oli di palma e di soia.

Alla base del movimento vi sono la robusta domanda internazionale e le preoccupazioni sulle prospettive produttive nel Sud-est asiatico, dove le condizioni meteorologiche associate a El Niño rappresentano un fattore di rischio.

Il movimento non è stato però uniforme. Le quotazioni degli oli di colza e girasole hanno registrato una lieve diminuzione, grazie alle aspettative di una disponibilità più abbondante nella prossima annata.

Per il comparto degli oli vegetali si conferma quindi una situazione fortemente condizionata dalle prospettive produttive e meteorologiche. Il mercato continua a reagire rapidamente alle variazioni nelle previsioni dei raccolti e alle possibili ripercussioni del clima sulle principali aree produttrici.

Carne in aumento, ma il bovino va in controtendenza

L'indice FAO dei prezzi della carne è aumentato dell'1% ad agosto, con incrementi per le carni avicole, suine e ovine.

Nel comparto suinicolo, il caldo intenso nell'Unione europea avrebbe rallentato la crescita degli animali, contribuendo all'aumento delle quotazioni.

Di segno opposto il mercato della carne bovina. I prezzi internazionali sono diminuiti, in particolare per effetto dell'assegnazione delle quote di importazione cinesi, che ha intensificato la concorrenza tra gli esportatori di Brasile e Australia alla ricerca di sbocchi alternativi.

Anche il latte risente del caldo

L'indice FAO dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari ha registrato un aumento del 2,3% rispetto a luglio.

Anche in questo caso il fattore climatico ha avuto un ruolo importante. Il caldo e la siccità hanno contribuito a ridurre la disponibilità di latte nell'Unione europea, restringendo l'offerta e sostenendo le quotazioni internazionali.

Il dato evidenzia come gli effetti delle condizioni meteorologiche estreme non siano limitati alle coltivazioni, ma possano propagarsi lungo l'intera filiera agroalimentare, interessando anche la produzione zootecnica.

Zucchero, il balzo è dell'11,9%

Il movimento più eclatante è stato però quello dello zucchero, il cui indice FAO è aumentato addirittura dell'11,9% in un solo mese.

Alla base del forte rialzo vi sono le aspettative di una riduzione delle rese delle barbabietole da zucchero nell'Unione europea a causa delle condizioni meteorologiche avverse. A questo si aggiungono i timori per gli effetti di El Niño sulle produzioni di alcuni importanti Paesi asiatici, le minori prospettive produttive del Brasile e la decisione dell'India di consentire importazioni di zucchero greggio a dazio zero.

Il risultato è un mercato nel quale diversi fattori di rischio si sono concentrati contemporaneamente, amplificando la pressione sulle quotazioni.

Il clima torna protagonista dei mercati alimentari

Il dato di agosto restituisce quindi un quadro nel quale il clima sta tornando a rappresentare uno dei principali fattori di rischio per i mercati agricoli mondiali.

Caldo estremo, siccità e fenomeni meteorologici anomali stanno incidendo sulle aspettative dei raccolti, mentre El Niño aggiunge un ulteriore elemento di incertezza per alcune delle principali aree produttrici mondiali. A questi fattori si sommano le tensioni geopolitiche e le difficoltà delle rotte commerciali internazionali.

La combinazione di questi elementi è particolarmente rilevante perché interviene su mercati globalizzati nei quali anche una variazione relativamente contenuta delle prospettive produttive può tradursi rapidamente in movimenti delle quotazioni.

Il rialzo dell'indice FAO di agosto non rappresenta dunque soltanto una fotografia dei prezzi del mese. È anche un campanello d'allarme sulle aspettative di offerta per i prossimi mesi, in un mercato alimentare mondiale nel quale la disponibilità di materie prime torna a essere sempre più dipendente dalla variabile climatica.

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