Economia

Vendite al dettaglio, luglio in rosso: consumi alimentari giù dell’1%

Vendite al dettaglio, luglio in rosso: consumi alimentari giù dell’1%

Secondo l’Istat, a luglio le vendite al dettaglio diminuiscono dello 0,4% in valore e dello 0,5% in volume. È il secondo calo mensile consecutivo. Gli alimentari arretrano dello 0,5% in quantità e, rispetto a un anno fa, perdono l’1% dei volumi. Crescono invece grande distribuzione e commercio online

09 settembre 2026 | 10:00 | C. S.

La frenata dei consumi si accentua nel cuore dell’estate. A luglio 2026 le vendite al dettaglio registrano infatti il secondo calo mensile consecutivo, sia in valore sia in volume, dopo la flessione già rilevata a giugno. Lo segnala l’Istituto Nazionale di Statistica nel nuovo report sul commercio al dettaglio.

Rispetto a giugno, le vendite diminuiscono dello 0,4% in valore e dello 0,5% in volume. La contrazione coinvolge entrambi i principali comparti: gli alimentari segnano -0,4% in valore e -0,5% in volume, mentre i non alimentari arretrano rispettivamente dello 0,4% e dello 0,7%.

Il dato sui volumi assume particolare rilievo perché consente di distinguere la dinamica effettiva degli acquisti da quella puramente monetaria. Una crescita del valore della spesa, infatti, può riflettere anche l'aumento dei prezzi e non necessariamente un incremento delle quantità acquistate.

Alimentari, la spesa cresce ma le quantità diminuiscono

Il segnale più evidente arriva proprio dal comparto alimentare. Su base annua, a luglio le vendite alimentari crescono dello 0,3% in valore, ma diminuiscono dell'1% in volume.

La forbice tra valore e quantità acquistate rappresenta uno degli elementi più significativi dell'attuale andamento dei consumi. Le famiglie spendono dunque leggermente più di un anno prima, ma acquistano meno prodotti alimentari.

La dinamica non è una novità del solo mese di luglio. Già ad aprile l'Istat aveva rilevato, su base annua, una crescita del valore delle vendite alimentari dello 0,6% accompagnata da una contrazione dei volumi del 2,2%. A maggio il valore era aumentato del 2%, mentre i volumi erano diminuiti dello 0,4%.

Il dato di luglio suggerisce quindi una persistente difficoltà del mercato alimentare a trasformare la maggiore spesa monetaria in maggiore domanda reale.

Nel trimestre maggio-luglio la situazione resta debole

Anche allargando l'orizzonte ai tre mesi, il quadro non mostra una vera accelerazione. Nel trimestre maggio-luglio 2026, rispetto al trimestre precedente, le vendite al dettaglio aumentano dello 0,2% in valore, ma diminuiscono dello 0,1% in volume.

Ancora una volta gli alimentari risultano più deboli: -0,1% in valore e -0,3% in volume. I beni non alimentari presentano invece una dinamica migliore, con +0,4% in valore e +0,1% in volume.

Il risultato conferma una caratteristica che emerge dalle rilevazioni mensili dell'Istat: la componente quantitativa dei consumi rimane più fragile rispetto a quella monetaria.

Su base annua vendite a +0,8%, ma volumi a -0,6%

Nel confronto con luglio 2025, il commercio al dettaglio registra una crescita dello 0,8% in valore, ma una diminuzione dello 0,6% in volume.

Anche in questo caso la dinamica è differenziata tra i comparti. I beni non alimentari aumentano dell'1,1% in valore, ma diminuiscono dello 0,2% in volume. Per gli alimentari, come detto, il divario è ancora più accentuato: +0,3% in valore contro -1% in volume.

È quindi soprattutto la componente reale della domanda a mostrare segnali di debolezza.

Elettrodomestici e tecnologia trainano il non alimentare

All'interno del comparto non alimentare le performance sono tutt'altro che uniformi. L'incremento tendenziale più significativo viene registrato dal gruppo Elettrodomestici, radio, tv e registratori, con una crescita del 6,1%.

Seguono gli Altri prodotti, che segnano +5%. All'estremo opposto si collocano Calzature, articoli in cuoio e da viaggio, in diminuzione del 2,8% rispetto a luglio 2025.

Grande distribuzione e online sono i canali più dinamici

La fotografia cambia quando si guarda alle forme distributive. Rispetto a luglio 2025, la grande distribuzione registra un aumento dell'1,6% in valore e dello 0,6% in volume.

Ancora più favorevole è l'andamento del commercio elettronico, che cresce del 2,4% in valore e dell'1,6% in volume. Sono, secondo l'Istat, le uniche forme distributive che a luglio mostrano una crescita sia monetaria sia quantitativa.

Il dato assume particolare interesse alla luce della dinamica osservata nei mesi precedenti. A maggio, per esempio, l'Istat aveva rilevato una crescita dei volumi particolarmente forte per il commercio online, pari al 12,1% su base annua.

La fiducia dei consumatori migliora, ma i consumi non ripartono

La debolezza delle vendite arriva nonostante un miglioramento della fiducia. A luglio l'indice del clima di fiducia dei consumatori è salito da 92,4 a 94,2, con un miglioramento sia del clima economico sia di quello futuro. Anche la fiducia delle imprese è aumentata, passando da 95,3 a 95,6; nel commercio al dettaglio l'indice è salito da 105,6 a 106,4.

Proprio nel commercio al dettaglio, inoltre, l'Istat rileva a luglio un miglioramento delle attese sulle vendite, diffuso sia nella grande distribuzione sia nel commercio tradizionale, mentre peggiorano i giudizi sulle vendite effettuate e aumenta il saldo delle valutazioni sulle scorte di magazzino.

Si delinea dunque una situazione ancora interlocutoria: le aspettative migliorano, ma la domanda effettiva non mostra ancora un analogo recupero.

Per l'alimentare un segnale da monitorare

Per il settore alimentare il dato di luglio rappresenta un campanello d'allarme soprattutto per la distanza tra valore e quantità. La crescita dello 0,3% della spesa rispetto a luglio 2025 si accompagna infatti a una riduzione dell'1% dei volumi.

Per produttori, industria alimentare e distribuzione, il tema non è quindi soltanto quanto gli italiani spendono, ma quanto prodotto riescono effettivamente ad acquistare con quella spesa. Il secondo calo mensile consecutivo delle vendite e la contrazione dei volumi nel trimestre maggio-luglio indicano che la ripresa dei consumi resta ancora da consolidare.

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