Economia
Olio d’oliva, prezzi ancora in calo a marzo: mercato fermo e scorte in forte aumento
Il comparto oleario continua la fase di ridimensionamento iniziata negli ultimi mesi. I ribassi rallentano ma restano costanti, mentre la domanda debole e l’aumento delle giacenze spingono il mercato verso una nuova fase di equilibrio
17 maggio 2026 | 10:00 | C. S.
Il mese di marzo conferma il trend ribassista che da tempo interessa il comparto oleario italiano. Secondo gli ultimi dati di mercato, i prezzi degli oli d’oliva continuano a diminuire, pur mostrando un rallentamento nella velocità della discesa rispetto ai mesi precedenti. Fa eccezione l’olio di sansa di oliva raffinato, che registra invece un calo più marcato.
Nel dettaglio, a marzo l’olio extravergine di oliva con acidità massima dello 0,8% ha segnato una flessione dell’1,0%, mentre quello con acidità massima dello 0,6% è sceso dello 0,9%. Più contenuta la diminuzione dell’olio di oliva lampante, fermo a -0,3%, mentre l’olio di sansa raffinato ha perso il 5,6%.
Ancora più evidente il quadro nel confronto tendenziale con marzo 2025. L’extravergine 0,8% registra un calo del 24,4%, peggiorando il dato di febbraio (-22,6%). Simile l’andamento dell’extravergine 0,6%, che scende del 23,7%. In controtendenza l’olio lampante, che cresce dell’8,1%, mentre l’olio di sansa raffinato perde il 23,7%.
Il mercato oleario, dunque, prosegue nel suo percorso di graduale rientro dei valori dopo i picchi degli ultimi anni. Gli operatori segnalano una situazione di forte calma negoziale che, in questa fase, appare legata soprattutto alla debolezza della domanda più che a problemi di disponibilità del prodotto.
Questa dinamica sta contribuendo a una progressiva erosione dei prezzi, con il prodotto nazionale che oscilla attualmente tra 6,20 e 6,35 euro al chilogrammo.
A incidere sul quadro generale è anche il forte incremento delle giacenze. Secondo i dati di Frantoio Italia, al 30 aprile le scorte ammontavano a 143.951 tonnellate, un quantitativo sostanzialmente doppio rispetto allo stesso periodo del 2025.
Sul fronte internazionale, resta centrale il ruolo della Spagna. Al 31 marzo la produzione iberica ha raggiunto 1 milione e 281 mila tonnellate, un dato inferiore del 9% rispetto all’anno precedente, ma comunque sufficiente a mantenere elevata la disponibilità complessiva di prodotto sul mercato europeo.
Potrebbero interessarti
Economia
Tornano ad aumentare i prezzi dei cereali mondiali, stabili le altre derrate agricole
L'indice dei prezzi alimentari della FAO ha registrato una media di 130,8 punti a maggio 2026, in calo dello 0,2% rispetto al suo livello di aprile rivisto e del 2,9% superiore al suo livello precedente. Bene i cererali, in calo gli oli vegetali
09 giugno 2026 | 16:00
Economia
Prezzo dell’olio di oliva al 9 giugno: la revisione delle stime di produzione congela i prezzi in Spagna, in flessione in Italia
L’ondata di caldo che ha colpito l’Andalusia durante il periodo dell’allegagione raffredda l’onda ribassista. In attesa di proiezioni più precise l’extravergine iberico resta a 3,95 euro/kg. Mentre a Bari il prezzo minimo scende sotto i 6 euro/kg e le cisterne restano piene
09 giugno 2026 | 15:00
Economia
Grana Padano sempre più amato dalle famiglie italiane
La Dop conquista il 51,6% del mercato dei formaggi duri nel bimestre febbraio-marzo 2026, con una crescita del 31,4%. Determinante si è rivelato il differenziale di prezzo rispetto al Parmigiano Reggiano, mediamente pari a 7,7 euro al chilogrammo
08 giugno 2026 | 11:00
Economia
Pesche e nettarine abbondanti e in calo il prezzo del 10% all’ingrosso
Per quanto riguarda il comparto frutticolo, la stagione entra nel vivo grazie al clima che favorisce l'incremento delle produzioni nazionali, a partire da quelle siciliane, campane, laziali e lombarde. Ciliege l'acquisto della settimana
08 giugno 2026 | 09:00
Economia
Aumenta la dipendenza italiana dall'estero per le uova
Domanda interna in forte crescita, prezzi in rialzo e calo dell’autosufficienza al 92%. Gli ovoprodotti valgono quasi la metà delle uova italiane, percentuale record in Europa
07 giugno 2026 | 10:00
Economia
Retromarcia dell'export agroalimentare europeo nel primo bimestre 2026 ma diminuiscono anche le importazioni
Nei primi due mesi del 2026 le esportazioni agroalimentari dell’Unione europea segnano un calo del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025, trainato verso il basso da cacao, olive e suini. Le importazioni diminuiscono ancora di più, soprattutto per via di cereali e oleaginose
05 giugno 2026 | 11:00