Economia
Il prezzo dell’olio di olivo al 12 maggio: il deodorato fa cadere i prezzi dell’extravergine
Tensione in Spagna e Italia sul fronte dei prezzi rispettivamente a 4,15 e 6,3 euro/kg. Gli alti volumi di deodorato nella penisola iberica nelle ultime settimane impediscono un riallineamento delle quotazioni. Inizia la guerra dei numeri sulla prossima campagna olearia
12 maggio 2026 | 16:00 | T N
Appena la quotazione dell’olio extravergine di oliva in Spagna alza la testa, portandosi oltre i 4,3 euro/kg, compaiono per il mercato quantità significative di olio deodorato che fanno abbassare i prezzi ai livelli precedenti, o ancora più bassi.
Al 12 maggio secondo PoolRed il prezzo dell’olio extravergine di oliva spagnolo è tornato a 4,15 euro/kg, in calo di oltre 15 centesimi rispetto ai livelli della fine della settimana precedente.

A questo proposito è interessante notare come le quotazioni di vergine ed extravergine sono complementari, quando scende il vergine sale l’extra e viceversa. Una dinamica ormai acclarata da qualche settimana. Quando la quotazione del vergine scende a 3,55-3,6 euro/kg vi sarebbero infatti i margini per procedere alla deodorazione, immettendo poi la settimana successiva olio extravergine deodorato a 4-4,1 euro/kg e facendo scendere i prezzi del vero extravergine. Contemporaneamente i prezzi del vergine di oliva tornano a riposizionarsi sui 3,7-3,75 euro/kg.
E’ proprio il vergine, olio di cui c’è una grande abbondanza in Spagna in questa campagna olearia, a essere utilizzato oggi per la deodorazione.
Prova ne è l’assoluta stabilità delle quotazioni dell’olio lampante a 3,25 euro/kg dopo il picco a 3,4 euro/kg in coincidenza con l’uscita delle previsioni di produzione più basse del previsto per la Spagna.
Il braccio di ferro tra mondo industriale e produttivo si misura anche sulla base delle dichiarazioni, con le cooperative che non si stanno esprimendo sulla fioritura e potenziale produttivo della prossima campagna, mentre gli imbottigliatori già prevedono un record storico e conseguente abbassamento delle quotazioni dall’estate. Tutto questo mentre il mondo olivicolo preconizza uno stato di crisi dovuto ai prezzi e alla diminuzione del livello produttivo.
In Italia, intanto, cresce la tensione per prezzi troppo bassi rispetto ai costi di produzione e di acquisto delle olive. La tensione è palpabile sia nelle cooperative sia nei grandi frantoi alle prese con conti che non tornano. Le attuali quotazioni dell’extravergine sono tanto basse che fanno prevedere prezzi finali di conferimento molto più bassi delle aspettative dei soci.
In effetti in Calabria la Camera di Commercio di Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone al 7 maggio posiziona l’extravergine di qualità standard (<0,8 acidità) a 6-6,4 euro/kg, in discesa di 30 centesimi rispetto alla settimana precedente. Ismea Mercati ha registrato una discesa speculare anche per gli oli di qualità (Dop Bruzio e Dop Lametia) rispettivamente a 7,4 e 7,5 euro/kg, in flessione del 2,6%.

Le dinamiche calabresi influenzano anche la Puglia con IsmeaMercati che segnala al 4 maggio il prezzo dell’extravergine a Bari a 6,3 euro/kg. Invariata invece la quotazione della Camera di Commercio di Bari con una media di 6,35 euro/kg (6,2-6,5 euro/kg) e un prezzo per l'olio Dop/Igp a 7,3 euro/kg. Come al solito è l'olio bio a spuntare i maggiori prezzi sul mercato a 7,7 euro/kg.
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