Economia
Brusca frenata dei consumi di olio di oliva in Europa
L'ultimo mese che ha visto un incremento delle vendite di oli di oliva entro i confini comunitari è stato ottobre 2025. Da allora la discesa, poi il tonfo di gennaio 2026. Anche l'extravergine soffre. Importazioni italiane di 156 mila tonnellate in quattro mesi
15 maggio 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli
I dati del commercio degli oli di oliva in Europa segnano un brusco calo a gennaio: mancano all’appello 15 mila tonnellate rispetto all’anno precedente (-15%), con un balzo all’indietro alle annate 2021/22 e 2022/23.
In realtà già a dicembre 2025, secondo i dati ufficiali della Commissione europea, i flussi commerciali all’interno della UE si erano fermati a 92 mila tonnellate, contro le quasi 95 mila del dicembre 2024 (-3%). A novembre 2025 erano stati di 90 mila contro le 91 mila tonnellate del novembre 2024 (-1%)
Quindi già negli ultimi due mesi dell’anno si era assistito a un rallentamento dei consumi che però ha visto l’exploit a gennaio.
L’ultimo mese che ha visto un incremento è stato quindi ottobre 2025 rispetto allo stesso mese del 2024.
L’olio extravergine di oliva tiene a fatica
Rispetto al dato complessivo degli oli di oliva, l’extravergine tiene con fatica.
A novembre 2025 si è assistito a un calo delle vendite del 2% pari a 1619 tonnellate rispetto a novembre 2024 (70.785 tonnellate contro le 72.404)
A dicembre 2025 le perdite sono pari all’1,7%,per 1255 tonnellate rispetto al dicembre 2024 (71.150 tonnellate contro le 72.405 tonnellate).
A gennaio 2026 la perdita è stata del 14,3% per 10.873 tonnellate rispetto a gennaio 2025 (75.859 tonnellate contro le 64.986 tonnellate).
Rispetto agli oli di oliva in generale, quindi, l’extravergine fa peggio a novembre ma meglio o uguale a dicembre e gennaio, confermando così che è l’intera classe degli oli di oliva (raffinati e vergini) a soffrire.
Ed evidentemente non è una questione di prezzo visto che nei periodi considerati le quotazioni di tutti gli oli di oliva erano più basse rispetto agli stessi mesi del 2024/25.
Come si comporta il comparto olivicolo-oleario italiano?
L’Italia sembra soffrire tanto quanto gli altri competitor europei o poco meno.
Se prendiamo a riferimento i volumi di extravergine di oliva scambiati nel periodo ottobre/gennaio, l’Italia ha esportato nel resto dell’Unione europea 31.441 tonnellate (contro le 30.029 tonnellate del pari periodo della campagna 2024/25). La Spagna ha esportato 124.013 tonnellate (contro le 123.665 tonnellate del pari periodo della campagna 2024/25). La Grecia ha esportato 39.666 tonnellate (contro le 41.423 tonnellate del pari periodo della campagna 2024/25). Il Portogallo ha esportato 57.839 tonnellate (contro le 69.153 tonnellate del pari periodo della campagna 2024/25).
Il dato non muta significativamente se invece consideriamo l’intera classe degli oli di oliva dove solo la Spagna fa meglio: 177 mila tonnellate nel periodo ottobre/gennaio contro le 172 mila tonnellate dello stesso periodo della campagna precedente, confermando che il fatto che è un grande esportatore di oli raffinati.
Come e dove va l’olio commercializzato in Europa?
La maggior parte dei commerci sono affari che riguardano i paesi produttori: Italia, Spagna, Portogallo.
L’Italia nei primi quattro mesi della campagna olearia 2025/26 ha importato 97 mila tonnellate di olio extravergine spagnolo, 23 mila tonnellate di olio portoghese e 36 mila di olio greco. Le importazioni complessive dell'Italia sono state insomma pari a 156 mila tonnellate, la metà di quanto prodotto dall’Italia stessa.
Un po’ a sorpresa anche la Spagna importa parecchio olio, 41 mila tonnellate dal Portogallo e 2 mila tonnellate dall’Italia. In particolare le importazioni spagnole sono concentrate nelle prime settimane della campagna olearia quando gli oli portoghesi sono già disponibili per il mercato ma non quelli spagnoli.
Il Portogallo ha importato 17 mila tonnellate di olio spagnolo.
Solo la Grecia, tra i grandi paesi produttori europei, non importa quantità significative di olio dagli altri.
Chi sono dunque i principali paesi consumatori di olio extravergine di oliva in Europa? Certamente Francia e Germania.
La Francia ha acquistato 27 mila tonnellate di extravergine spagnolo, 5 mila dall’Italia e 3 mila tonnellate complessive da altre provenienze.
La Germania ha acquistato 5 mila tonnellate di olio spagnolo, 5 mila tonnellate di olio greco e 13 mila tonnellate di olio dall’Italia.
Nell’ambito del commercio intracomunitario di olio extravergine di oliva, nei primi quattro mesi della campagna olearia 2025/26, la Spagna vanta una quota del 52%, il Portogallo del 21%, la Grecia del 15% e l’Italia solo del 10%.
Se guardiamo a tutti gli oli di oliva il divario con la Spagna si fa ancora più netto visto che ha il 56% contro il 19% del Portogallo, il 14% della Grecia e il 9% dell’Italia.
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