Economia

Agricoltura biologica in crescita e con il nuovo marchio più visibilità

Agricoltura biologica in crescita e con il nuovo marchio più visibilità

Sul fronte della produzione, l’Italia si conferma tra i leader europei del biologico, con oltre 2,5 milioni di ettari coltivati e una quota di superfici bio pari al 20,2% del totale, a fronte di una media europea ferma all’11,2%. Mercato bio a quasi 7 miliardi

09 febbraio 2026 | 15:00 | C. S.

Nel 2025 le vendite di alimenti biologici in Italia destinate al consumo domestico sono cresciute del 6,2%, raggiungendo i 5,5 miliardi di euro. Considerando anche il consumo fuori casa, pari a 1,3 miliardi, il valore complessivo del mercato bio arriva a 6,8 miliardi di euro. In forte espansione anche l’export, che sfiora i 3,9 miliardi.

Gli ultimi dati dell’Osservatorio Sana delineano un settore in continua crescita della domanda. In questo contesto, l’Italia si prepara a introdurre un marchio biologico nazionale “Made in Italy”, che affiancherà l’attuale logo europeo dell’Euro-leaf, la foglia stilizzata con le stelle dell’Unione europea su sfondo verde. Dopo l’intesa raggiunta nei giorni scorsi in Conferenza Stato-Regioni, che ha dato il via libera al decreto, resta ora da attendere il passaggio formale del parere della Commissione europea.

Istituita dalla Legge 23/2022, è una certificazione volontaria che si affianca al logo europeo con l’obiettivo di consolidare il posizionamento del biologico sia in Italia sia all’estero, rafforzando riconoscibilità e competitività dei prodotti bio italiani, nel rispetto di quanto previsto dal regolamento europeo.

“L’intesa che dà il via libera al decreto sul Marchio del biologico italiano è un altro tassello per l’avvio di una misura che può contribuire allo sviluppo del settore, costruendo fiducia e tracciabilità, sostenendo i nostri produttori e garantendo ai cittadini la massima riconoscibilità del biologico nazionale.– dichiara Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio – Non è solo un elemento distintivo, ma uno strumento concreto di rilancio che permette alla filiera biologica nazionale di distinguersi e competere a livello internazionale, valorizzando qualità, sostenibilità e trasparenza. Il marchio contribuisce a rafforzare il ruolo degli agricoltori che coltivano senza chimica di sintesi, tutelando ecosistemi e biodiversità, l’identità e il legame con i territori, unendo tradizioni agricole e sostenibilità, e può accelerare la crescita del comparto, facendo dell’agroecologia un riferimento per l’intero sistema agroalimentare."

Sul fronte della produzione, l’Italia si conferma tra i leader europei del biologico, con oltre 2,5 milioni di ettari coltivati e una quota di superfici bio pari al 20,2% del totale, a fronte di una media europea ferma all’11,2%. Un risultato che avvicina ulteriormente il Paese all’obiettivo del 25% di superficie agricola biologica fissato dalle strategie Ue Farm to Fork e Biodiversità per il 2030, traguardo che l’Italia ha scelto di anticipare al 2027 in linea con il Piano Strategico della Pac.

Secondo il sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo, il nuovo marchio biologico nazionale «renderà riconoscibili le nostre eccellenze», offrendo ai cittadini ulteriori garanzie in termini di origine, elevati standard di qualità e sicurezza.

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