Economia
Prezzo dell’olio di oliva al 16 gennaio: si scaldano le quotazioni con la produzione mondiale inferiore al previsto
L’olio extravergine di oliva spagnolo torna sopra i 4,3 euro/kg, con una fiammata degli scambi che riguarda anche vergine e lampante. Si ferma la discesa in Italia, che vede profilarsi una risalita. Preoccupa una campagna olearia sotto le previsioni
16 gennaio 2026 | 10:00 | T N
Con i dati della produzione di olio di oliva in Spagna a 716 mila tonnellate, a fine dicembre, e le prospettive di una campagna olearia sotto le 400 mila tonnellate in Tunisia e inferiori alle 200 mila tonnellate in Grecia, si cominciano a profilare preoccupazioni sulle reali disponibilità per il mercato, soprattutto di olio extravergine di oliva.
In Spagna si ritiene improbabile che a gennaio si possa produrre extravergine ed è opinione comune che solo circa il 60% di quanto estratto fino a dicembre fosse extravergine di oliva, quindi poco più di 400 mila tonnellate. A questo va aggiunto che, per problemi di mosca e siccità, anche la Grecia ha prodotto meno extravergine del previsto, non più di 100-120 mila tonnellate. Aggiungiamo il forte ridimensionamento della produzione di olio in Tunisia, con la prospettiva che il mercato internazionale possa avere poco più di 200 mila tonnellate, non tutto extra. Resta il bacino italiano, con una produzione intorno alle 300 mila tonnellate.
Gli imbottigliatori spagnoli, dopo la diffusione dei dati produttivi alla fine di dicembre, hanno iniziato l’accaparramento con volumi scambiati superiori alla media del periodo dalla metà di gennaio e infatti le quotazioni sono tornate a crescere stabilmente.
L’olio extravergine di oliva secondo Poolred al 16 gennaio quota 4,255 euro/kg, il vergine di oliva 3,82 euro/kg e il lampante 3,55 euro/kg.
Nel mentre il mercato di Italia, dopo la continua ondata di ribassi, sta manifestando una stabilità, con i frantoi, le cooperative e il mondo produttivo che non stanno più accettando le offerte del mondo degli imbottigliatori sotto i 7 euro/kg. Anzi, gli operatori più accorti, su oli di pregio che possono avere una vita media lunga prevedono un ritorno al rialzo dei prezzi nelle prossime settimane, in particolare se le quotazioni dell’olio spagnolo dovessero posizionarsi sopra i 4,5 euro/kg. Tutto questo mentre gli imbottigliatori italiani continuano a fare incetta di olio vergine di oliva spagnolo a meno di 4 euro/kg per le offerte a 4,99 euro/litro o meno della GDO sugli scaffali.
Dinamica simile per l’olio greco, con la sola Creta che sta faticando, potendo offrire oli sotto il proprio standard qualitativo ordinario: più vergini che extravergini e prezzi di 4,8 euro/kg. Più alti, infatti, le quotazioni di oli nel Peloponneso intorno ai 5 euro/kg.
In Tunisia, intanto, non vi sono tentazioni di far precipitare le quotazioni dell’olio extravergine di oliva che restano fissate intorno ai 3,2 euro/kg al frantoio, per passare a 3,5 euro/kg circa al mondo del commercio e arrivare sulle coste europee a 3,6-4 euro/kg a seconda se in regime di dazio zero/TPA oppure se senza agevolazioni.
Complessivamente stiamo vedendo un riassetto del mercato dell'olio di oliva alla luce dei dati produttivi e anche quelli commerciali che indicano comunque volumi di vendita intorno alle 100 mila tonnellate, quindi in linea con lo scorso anno, quando però ci fu una produzione mondiale più abbondante.
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