Economia

Export e consumi interni di olio di oliva: il record spagnolo

Export e consumi interni di olio di oliva: il record spagnolo

I numeri delineano una campagna 2025/26 caratterizzata da una decisa ripresa degli scambi, una domanda interna più solida e livelli di stock più elevati. Export a 303.500 tonnellate, con una crescita vicina all’11%

01 marzo 2026 | 11:00 | C. S.

Secondo i dati ufficiali del Ministero dell'agricoltura spagnolo, tra ottobre 2025 e gennaio 2026 il totale delle uscite – che comprende esportazioni e consumi interni – ha registrato un incremento del 7% rispetto allo stesso periodo della campagna precedente. La media mensile si attesta intorno alle 120.000 tonnellate, un ritmo che conferma la solidità della domanda per gli oli d’oliva spagnoli nella prima parte della stagione.

Sul fronte del commercio estero, nei primi quattro mesi di campagna le esportazioni complessive hanno raggiunto le 303.500 tonnellate. Di queste, 222.500 tonnellate si riferiscono al periodo ottobre-dicembre, mentre le restanti 81.000 tonnellate – dato ancora provvisorio – riguardano il mese di gennaio. Il volume complessivo segna una crescita vicina all’11% rispetto allo stesso periodo della campagna 2024/25.

Entrando nel dettaglio dei primi tre mesi, 98.200 tonnellate sono state destinate ai Paesi terzi, 64.400 tonnellate sono state spedite in Italia, prevalentemente alla rinfusa, e circa 60.000 tonnellate hanno raggiunto altri Paesi. Una distribuzione che conferma la centralità dei mercati extra-Ue e il ruolo strutturale dell’Italia come partner commerciale di primo piano.

Anche il mercato interno mostra segnali di recupero. Tra ottobre e gennaio il volume complessivo – ancora provvisorio – si attesta a 176.200 tonnellate, un dato molto simile a quello della scorsa campagna ma in crescita dell’1,7% su base annua e dell’11,2% rispetto alla media delle ultime quattro stagioni. Dicembre 2025 si conferma il mese di maggiore domanda, con 49.200 tonnellate, mentre ottobre si era fermato a circa 37.600 tonnellate.

Per quanto riguarda le importazioni, tra ottobre e dicembre sono state registrate 62.200 tonnellate: 25.300 provenienti da Paesi terzi, 3.300 dall’Italia e 33.500 da altri Paesi europei. In attesa dei dati definitivi di gennaio, le stime indicano ulteriori 25.000 tonnellate, per un totale che potrebbe raggiungere le 87.200 tonnellate nel periodo considerato.

Tenendo conto dell’andamento del commercio estero e del mercato interno, le giacenze a fine gennaio si attestano a 948.000 tonnellate, con un incremento del 12% rispetto allo stesso momento della campagna precedente.

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